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Commenti da Mario Zacchi
Commenti alle foto che gli utenti sottomettono alla critica
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Commenti
Senza Titolo
Senza Titolo di Daniela Loconte commento di Mario Zacchi

Per una pubblicazione, per esempio un libro d’ architettura, neutralizzare le dominanti per rendere quanto più possibile fedele la rappresentazione sarebbe la cosa più giusta. Ma, a dir la verità, il lavoro si farebbe già a partire dallo scatto per limitare poi l’ intervento sul file.

Se però la foto ha un’ aspirazione più creativa, come rendere una sensazione e non solo raffigurare la bellezza architettonica, oppure è l‘ architetto che chiede una rappresentazione più creativa per avvicinare la raffigurazione alla sensazione che ha immaginato di rendere progettando l‘ ambiente, eventuali licenze poetiche sono chiaramente ammesse. Resta da vedere se il risultato sortisce l‘ effetto o no, se è fine o troppo grossolano, ecc.

Anche senza leggere le dichiarazioni della nostra amica, ma semplicemente guardando questa e le altre foto che ha scattato, vien logico pensare che (almeno per ora) lei scatti istintivamente, senza cioè porsi troppe di queste domande prima, senza confrontarsi con lo scatto in maniera troppo ragionata. Fa probabilmente quel che fa la maggior parte di noi: vede una cosa che la colpisce è ci fa una foto, “dimenticandosi” più o meno consapevolmente che, in natura, il nostro sguardo non coincide quasi per nulla con quel che vede la fotocamera.

Personalmente, fatte salve le questioni relative ai monitor, per come la vedo io nel mio la dominate calda è leggermente emendabile; ma, immaginando l‘ atmosfera dell‘ androne, non la toglierei definitivamente perché così si inciderebbe in maniera troppo rilevante e negativa sulla sensazione che si ha in questi grandi atrii.

Insomma, la foto qui dà una raffigurazione dal sapore lievemente cinematografico che ci sta. Tanto più che ha postato in Varie e non in architettura dove, son certo, ci saremmo persi in osservazioni inutilmente fiscali rispetto alle intenzioni di scatto.
mano
mano di gattapilar commento di Mario Zacchi

Bello scatto. Però devi lavorare il bianconero perché altrimenti si va a guardare prima di tutto la bugnatura chiarissima in alto, poi la camicia del proprietario della mano e, infine, la mano. Altrimenti lasciala a colori che magari rende anche meglio. Un veloce rimaneggiamento (forse un po' troppo scurito sulla base)
Senza Titolo
Senza Titolo di Daniela Loconte commento di Mario Zacchi

Devi chiudere un po' le verticali in alto. Per il resto è ben fatta. Eventualmente potresti provare ad inquadrare tutto il bordo del mosaico in basso e un filo di pavimento in più. Con la foto su fondo bianco infatti sembra mancare un po' di piede.
Chi abita in questo bel posto?
Un comunissimo attimo di vita quotidiana...
Un comunissimo attimo di vita quotidiana... di Ettore Perazzetta commento di Mario Zacchi

Doppio invio
Un comunissimo attimo di vita quotidiana...
Un comunissimo attimo di vita quotidiana... di Ettore Perazzetta commento di Mario Zacchi

LA quinta creata dal cruscotto e dal pullman sulla destra colloca l’ osservatore nella scena come fosse lui a guardare da lì e non tu. Le principali sagome nella foto si alternano fin sul fondo, sostanzialmente senza pestarsi i piedi (tranne un po’ nell’ incipit a destra dove la ruota finisce sul tergicristallo). In sinergia con la sagoma del pullman piegato dalla prospettiva e la grafica sulla fiancata, tracciano una scansione dei piani convincente che guida lo sguardo nel punto che dà il senso della foto: la ruspa, i due uomini e quel particolare sbuffo di fumo. L' inquadratura è moderatamente inclinata sulla sinistra e questo si sposa bene con la prospettiva grandangolare e la piega che essa conferisce agli elementi della foto, in particolare alla parte destra. La posizione della ruspa, quindi della scena centrale, è buona, non scolastica.

Nel complesso è un’ intessuto dinamico che ben si attaglia all' istantanea. Mancano solo due protagonisti più convincenti di quelli che hai trovato (o che hai colto in quel momento): mi riferisco ai due uomini, quello sulla ruspa e l‘ altro sul marciapiede che, obiettivamente, non incidono profondamente sulla foto tanto quanto riesce a fare, ad esempio, quello sbuffo di fumo così contestualizzato.
Un comunissimo attimo di vita quotidiana...
Un comunissimo attimo di vita quotidiana... di Ettore Perazzetta commento di Mario Zacchi

C' è del buono. Poi ti scivo cosa perché ora non ho tempo. Però ti è venuta difficile a livello di luminosità, colore, contrasto, ecc. e, mi pare, anche piuttosto rumorosa nelle ombre. E' un cellulare? perché vedo in primo piano il cruscotto.
st
st di opisso commento di Mario Zacchi

E' un buon esercizio di composizione complessa fatta di elementi e di luce. La sfida è andare oltre e coniugare questa complessità con qualcosa che renda la foto interessante oltre la composizione. Personalmente apprezzo molto lo sforzo di confrontarsi con la complessità piuttosto che il continuo girare intorno al minimal, alle geometrie, ai grafismi, alle prospettive centrali o comunque ovvie, ecc. che sì, sono anche cose simpatiche, ma sono quasi un uso improprio della macchina fotografica.
Palmarola
Palmarola di Angepa commento di Mario Zacchi

La qualità fisica della foto postata è davvero bassa. Visto che per il resto non è brillante, se non è un ricordo importante la cestinerei decisamente.
s.t.
s.t. di pillaziu commento di Mario Zacchi

Sembra avessi proprio voglia di fare una foto all' acqua con un tempo più lungo. Tutta la foto, infatti, è avara sul resto: in alto non ci sono cime sullo sfondo; a metà fotogramma il ponticello d' ordinanza è approssimativamente rappresentato; un ramo d' abete lo copre inelegantemente; fili d' erba a destra che non trovano motivo d' essere.
L'insieme
L'insieme di Leoconte commento di Mario Zacchi

C' è un clarinettista di troppo ... Immagina la foto senza e avrai una scenetta perfetta. Pazienza.
La piovra
La piovra di Tropico commento di Mario Zacchi

Onestamente mi pare che il tuo fotomontaggio abbia ricevuto fin troppe attenzioni considerata l' originalità (che mi pare l' argomento primario in questi casi). Sempre lode all' impegno, ma il risultato conta.

PS: Pensa che la cosa è così "originale" (leggi: facile da masticare) che qualcuno, in politica, di altrettanto "originale" nelle proposte, l' ha usata per parlare alla sua base ... Smile
hands
hands di GiovanniQ commento di Mario Zacchi

Dalpratiana. Qualsiasi cosa siano, per il fatto di essere nel punto dove si guarda e per il fatto che rompono lo schema rigido degli elementi, cambiano la percezione complessiva della foto in positivo. In questo senso, quindi senza scomodare troppo il fatto che siano mani o meno, si può anche dire che la umanizzano.
'''
''' di opeio commento di Mario Zacchi

O diventa un po' Ravagliana Very Happy
'''
''' di opeio commento di Mario Zacchi

Non so a quanto giovi il terreno sotto. Mi pare incerto ...
la morte nascosta
la morte nascosta di quentin commento di Mario Zacchi

Tropico ha scritto:
Cosa è oggettivo? io credo nulla, tutto è relativo compresa la scienza.

Il relativismo è il male del nostro tempo, ma la scienza non ne è coinvolta perché è "concettualmente" oggettiva. La scienza nasce quando si capisce che l' osservazione e la spiegazione del fenomeno devo prescindere da interpretazioni ispirate a qualsivoglia posizione ideologica. E' come una sorta di definizione fondativa. Prima di questo non era scienza: era religione, superstizione, credenza, ecc. e quindi si trattava di visioni relative. Non vorrei che per relatività della scienza tu intendessi che, nel tempo, certe posizioni cambiano. Ma questa è incompletezza: ogni giorno scopriamo qualcosa che integra o corregge; ma corregge o integra questo o quello e non il principio scientifico che resta oggettivo per definizione.

Avete parlato a lungo di neotopografia, mi pare, in un tread recente. Lo scopo di quella impostazione è "registrare". E' quindi obiettiva (oggettiva) quella fotografia? Alla fine no: anche quella è una posizione mentale particolare prima ancora che fotografica. Documentare e basta è di fatto impossibile e, forse, non esiste "il documento". Inevitabilmente si passa per la scelta di un registro narrativo e il registro è già, da solo, messaggio.
la morte nascosta
la morte nascosta di quentin commento di Mario Zacchi

Si può far religione di ciò che si vuole solo che così, spesso, si travisa la realtà. Incluso il fatto che siamo onnivori e quindi anche carnivori e non per scelta deliberata e assassina, ma per causa naturale, antropologica: evoluzione. Passando poi da poche centinaia di migliaia di individui sul pianeta a sei miliardi e passa, ci sta che servano altri sistemi per fornire il carburante necessario a non morire di fame. E se le piante potessero lamentarsi, visto che certo non godono quando le tagliamo, che faremmo? Very Happy e lasciamo correre sul fatto che se tutti fossimo vegetariani (per risparmiare la vita agli animali che stanno sotto di noi nella catena alimentare) diventeremmo peggio del peggior sciame di cavallette mai visto sulla terra: altro che ecologia ....

Comunque non vorrei esser frainteso: ripeto che le foto sono belle (oltretutto Quentin mi piace come fotografo (vedasi miei commenti di anni fa a lui). Ma per me sono incongruenti con la dichiarazione d' essere "documentazione". Tu dici che non è importante? Per me sì. Se mi dici che fai A e poi fai B, per quanto B possa essere fatto bene io penso che non sei riuscito a fare A.

Chiaramente può anche essere che la mia percezione sia falsata.

PS: io mangio carne circa 3/4 volte al mese. Ma non per religione: perché non mi piace granché. Quindi non ho un particolare interesse nella questione.
compa' mi sa che facciamo na brutta fine
compa' mi sa che facciamo na brutta fine di rosca commento di Mario Zacchi

Street ?
la morte nascosta
la morte nascosta di quentin commento di Mario Zacchi

quentin ha scritto:
Ho voluto realizzarlo NON per denunciare chi uccide gli animali, in quanto la carne è parte integrante della nostra alimentazione.

Ho voluto realizzarlo per documentare l'attività di un mattatoio, la struttura che ci fornisce la carne che compriamo nei supermercati bella impacchettata e con il prezzo di sopra e poi cucinata e mangiata con tanto gusto nelle nostre tavole.


Sarà ... ma il tuo reportage è fatto di foto belle, ma ben poco oggettive, anzi: sono assai enfatiche. Nei fatti, è una visione abbastanza animalista della faccenda. Se davvero non voleva esserlo, quel certo modo spettacolarizzato di raccontare l' uccisione degli animali per scopi alimentari, morbosamente attesa dal pubblico orientato al pensiero vegan-animalista, ti ha inconsapevolmente preso la mano.

Il risultato è sicuramente meritevole come confezione; ma personalmente non lo premierei come coerenza con le dichiarate premesse nelle quali, nell' ultimo periodo (grammaticamente inteso) si legge anche una sorta di monito: ecco ciò che mangi. Quasi che essere carnivori in una società che, evolvendo, ci ha permesso di procurarci il cibo sui banchi del supermercato, su cui arriva mediante industrializzazione dei processi di allevamento e uccisione anziché attraverso la caccia con le nude mani (e a km zero, chiaramente, mi raccomando ...) sia una colpa.
Jet lag ;/)
Jet lag ;/) di schyter commento di Mario Zacchi

Pensa come sarebbe stata perfetta con uno stormo di oche che di solito viaggia a V: centrato il serbatoio Very Happy
Comunque carina. Wink
...
... di ankelitonero commento di Mario Zacchi

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