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| s.t di rampi commento di Mario Zacchi |
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| Tutta la zona bassa, compatta e sinuosa, è molto bella; ma in alto che c' è troppo "sporco" e questo, per me, la rovina un po'. Si vede bene la differenza tra le due immagini provando a toglierlo. Ma è chiaramente un lavoro di post pesante che bisogna ritenere lecito fare. E comunque magari a te piace così. |
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| del perché sono negato di opisso commento di Mario Zacchi |
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Premesso che come ho detto la tua per me resta apprezzabile, è bello e istruttivo vedere le due foto perché, senza aggiungere parola, a me pare parlino del diverso approccio di chi le ha scattate, posto di fronte alla medesima medesima situazione.
Tenendole in mano insieme, nella prima foto sembra trasparire una certa urgenza di scattare, come quando si vede qualcosa di potenzialmente fuggevole che non ci si vuole far scappare. Nella seconda sembra invece trasparire un approccio più ragionato, tranquillo. Verrebbe da dire lento, cosa che in realtà non sarà stata, immagino, dal momento che questi scatti una certa rapidità di scelta e di azione la richiedono.
Un' altra cosa interessante è la diversa incidenza dello sfondo che nella prima, come si è detto, pure se non ha impedito un discreto risultato, resta piuttosto invasivo. Nella seconda chiaramente no, anzi: la statua è stata messa contro uno sfondo uniforme che la stacca perfettamente, mentre la signora, oltre che valorizzata dall’ ottica che la ingrandisce e protende verso di noi, ha addirittura una sorta di corona in testa (la pianta dietro) che sottolinea il punto saliente.
Poi chiaramente c' è la luce che era esattamente la stessa per entrambi e che nella seconda foto è stata sfruttata decisamente meglio, tenendola a favore. In pratica, agli stessi elementi, alla stessa realtà, attraverso scelte formali di fotografia sono stati imposti ordini diversi con risultati piuttosto diversi come efficacia.
Grazie per la pubblicazione (anche al signor Ferrillo per aver prestato la foto)
PS: Se vedi Tropico fagliele vedere, così capisce quel che ho cercato di dire, evidentemente senza riuscire a spiegarmi a causa della mia incoerenza e della povertà dei miei ragionamenti. Voleva anche un esempio illustre: va che glielo abbiamo trovato!
Ma non dirgli che te l’ ho detto io altrimenti riattacca  |
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| Nei vicoli del villaggio di Tropico commento di Mario Zacchi |
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Il paragone con Spilberg mi ha messo il buonumore
Adesso sono serio e ti dico cosa penso (da schiappa). A parte quel che già ha detto Nerofumo, la cosa che a me salta all' occhio è che questa serie di foto è quasi tutta o pressoché quasi tutta frontale. Riprendere di fronte è istintivo perché è il modo più semplice per governare il caos della realtà e imbrigliarlo in maniera accettabile nel taglio che ne operi che è poi la fotografia. Proprio perché è istintivo si ritrova frequentemente in chi non sa ancora come se ne esce (come me per esempio) e non in chi è di un'altra che gestisce invece più sapientemente questo aspetto.
A meno che tu non abbia fatto una serie di foto sulle facciate, le porte, le finestre, le cancellate tipo quelle cose che poi ritrovi nelle sale d' attesa dell' estetista e nelle tavole calde, se inanelli una serie scatti sempre costantemente presi così “sei a rischio” di apparire ... poco sgamato. Che io (Nerofumo non so) traduco in: diventare poco interessante.
In queste foto c' è poi una luce perlopiù uniformemente diffusa (tranne in apertura dove va meglio ma senza entusiasmare). Al massimo si vede qualche lama che pare però caduta in maniera del tutto accidentale. La luce diffusa è sicuramente facile da fotografare perché non crea grandi problemi; ma per contro, tante volte non conferisce quel minimo sindacale di phatos che si chiede ad una foto là dove una luce migliore lo farebbe.
Se guardi anche solo le foto ultimamente pubblicate da Claudia Costantino (che mi è rimasta in mente per questo motivo) capisci che voglio dire. Ci sono foto migliori e foto meno migliori, diciamo così, ma anche nel secondo caso la luce è sempre di una certa consistenza e tiene in piedi anche queste ultime. Renditi conto che una foto non è la realtà: è un oggetto da guardare che ha una sua esistenza autonoma e come tale deve in qualche modo essere interessante per com’ è e non per com’ è la realtà che hai usato per produrre la foto stessa che quella realtà raffigura (Spilelperg docet).
In sintesi, se se ne sono guardate un po’ di foto (in generale) e non si vuole essere condiscendenti verso il fatto che con il colore di questi luoghi, con la loro, per noi, atipicità, con i volti sorridenti di chi sembra essersi fatto fotografare volentieri, con le situazioni o commoventi o suggestive o ... ecc. possono passare in secondo piano le debolezze dell’ approccio fotografico, a rigore penso si debba dirlo, esattamente come si dice del rumore, dei livelli, della nitidezza, ecc.
PS: non ho usato il termine turistico: merito un premio.  |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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| Bisogna scaricarla e guardarla fuori dalla finestra di Ph4u. L' insieme mette in discussione la stabilità del formato quadrato. Il grande vuoto nero sembra uscire dal riquadro nel punto dove lambisce l' anello di metallo in basso e rientrare sul lato opposto. Una cosa intrigante è farla ruotare a cadenza di un secondo circa, come fossero tanti frame proiettati uno dopo l 'altro. Mi piace. |
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| pdn87 di opisso commento di Mario Zacchi |
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Hai capito lo sciatore ...
Note di buon umore a parte, mi piace. Quindi, entro l 'anno, ti dirò perché  |
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| Chiosco scultura (A. Roccamonte) #2 di Laki85 commento di Mario Zacchi |
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| Penso che dovresti usare meglio i filtri di conversione (giallo, blu, verde, ecc.) per rendere i secondo piano un po' più scuro e sottolineare così meglio la scultura. E' comunque uno sfondo poco adatto. |
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| s.t. ???? di pettysailor commento di Mario Zacchi |
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Credo ne sarebbe uscito un "ritratto" della statua. Secondo me sta bene così perché sfocando quel tanto che era inevitabile per tenere a fuoco il resto si è assicurato che che l' espressione in primo piano abbia effettivamente quel che di horror che magari (magari) vista nitida non avrebbe avuto allo stesso modo.
Mi piace perché funziona e anche perché l' hai vista e non è di quelle che ti passa davanti e basta farci click sopra. Ho qualche minima riserva sul soggetto in secondo piano che è sì ignaro e fa il gioco della foto, ma chissà: forse pazientando molto ne potrebbero uscire anche di più adatti.
EDIT.
PS: una nota dichiaratamente polemica. Mi dispiace un po' che foto così passino facilmente con poca attenzione, mentre cose come questa (ad esempio) http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=727406 che pur se ben fatta appartiene al genere fotofotocopia, si riempiono altrettanto facilmente di commenti. |
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| che intendi? di silvionumerosette commento di Mario Zacchi |
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Se può interessarti un parere: evita di pilotare il tuo spettatore con questa pratica naif di mettere titoli palesemente ridondanti e altrettanto palesemente volti a fare da stampella alle foto. Soprattutto in foto singole che appartengono a questo genere. Lascia che sia chi guarda a farsi un' idea del messaggio e, qui (nel forum) a dirti cosa ci vede. In questo modo puoi eventualmente fare un parallelo tra quel che hai visto tu e quel che comunica in media la tua foto.
La figura che sembra essere matrice del tuo titolo copre parecchio le prime figure sulla destra della foto; ma è più una questione di pulizia che di efficacia. A babbo morto è facile dire che avresti potuto spostarti un po' sulla sinistra per evitare una sovrapposizione così marcata. Ma siccome, appunto, questo aspetto non influisce sull' efficacia, ma solo sulla pulizia, per me è un aspetto compositivo meno rilevante del fatto che tu abbia fatto rientrare questa figura nel quadro con tutta la testa e, in più, con uno spazio vuoto alla destra (della testa).
Questo, di aspetto compositivo che riguarda, in particolare, l' inquadratura, rende la foto meno efficacemente incentrata sul dialogo tra il protagonista con il cappotto (bel cappotto, scarpe orribili) e quello che lo ascolta dando l' impressione di non afferrare bene quel che dice (seguo il tuo titolo). Meglio serrare i ranghi: vedi taglio che chiaramente non rispetta il formato per evitare di assottigliare poi lo spazio in basso, ai piedi del gruppetto che è invece ottimale. E' un taglio funzionale a spiegare la differenza tra le due inquadrature.
Veniamo ai toni. Magari sarà una scelta, ma visto che pubblichi in Primi Scatti forse intendi ricevere pareri anche sullo stato fisico della foto e non solo sul resto. Nel bianconero, tagliare nettamente i neri e i bianchi significa avere poi una foto caratterizzata da un' abbondanza di mezzi toni. Una cosa che talvolta può avere un senso, ma che ha anche, come immediato e sicuro riflesso, quello di dar luogo ad una certa sensazione di piatto e di grigiore che non è detto sia funzionale alla foto. E se poi manca questa funzionalità, rende immotivatamente poco piacevole da vedere lo scatto, in particolare stampando, quindi togliendo la retroilluminazione prodotta dallo schermo ( che in parte attenua il problema).
Il taglio netto dei bianchi e dei neri si vede già ad occhio; ma, volendo, l' istogramma è uno strumento neutrale e preciso per capire quanto si è tagliato. Regolarlo recuperando completamente i bianchi e i neri non è sempre una soluzione coerente con gli scopi, quindi la valutazione va sempre fatta a gusto (possibilmente buon). |
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| WTC di Alfredo Caridi commento di Mario Zacchi |
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| Alfredo Caridi ha scritto: | | La fotografia di architettura che i ispira a riprodurre quanto più possibile il realismo, è sostituita da una fotografia più concettuale e metaforica che possa esprimere ciò che il manufatto può comunicare. |
Non per rimarcare la mia posizione spesso opposta a quella di Pj, ma sono d' accordo. E per questo mi auguro di non dover mai vivere in un posto e sotto un cielo così orrendi.
Scusa se ho quotato, cosa che perlopiù detesto, ma il trafiletto era fondamentale. |
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| pdn80 di opisso commento di Mario Zacchi |
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Ma che messa in bolla d' egitto ... è una bella foto. Classica, ma bella, senza fronzoli, senza pedanti leccature, aggiustamenti, livelli, controlivelli e balle varie. |
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| Suore di simonefo88 commento di Mario Zacchi |
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| Quelle suorine mi ricordano i fraticelli dei quadri di Norberto. Soprattutto la prima davanti. Non penso ci fosse da cambiare nulla nel rapporto tra le varie aree. |
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| pdn87 di opisso commento di Mario Zacchi |
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Ma sei masochista? Le idee migliori te le tieni nel cassetto? http://www.photo4u.it/album_page.php?pic_id=727336 |
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| La Primavera a Milano di Daniela Loconte commento di Mario Zacchi |
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E’ una fotina che ha qualcosa di interessante per un paio di aspetti e relativi corollari, secondo me.
Privilegiare persone di spalle (o magari di fronte, ma non troppo vicine) spesso è tipico di chi ha poca dimestichezza nel rapporto con soggetti umani. Ma ci sono situazioni in cui ha senso, come questa. Anche in questi casi, però, se non c’ è qualcosa di particolare che la sostenga efficacemente, la foto appare scontata: una tra le tante.
In questo senso il giornale aperto è molto rischioso: un classico dei soggetti fotografati sulle panchine che, onestamente, spesso si rivela un po’ banale. Ma, in questo caso, a fianco c’ è quel braccio piegato in qualche modo verso di noi, quindi a creare un ponte visivo (e non solo) per chi osserva la foto. Braccio che non è piegato in maniera causale: è piegato con la stessa angolazione del giornale. Questa è in realtà una cosa molto piccola, un minimo particolare, ma è nel punto giusto per non sfuggire all’ occhio. O, meglio, alla percezione che tutto abbia una logica pensata in funzione della foto e il gesto abbia una funzione emblematica.
Quindi, non che non sfugga il fatto in sé per cui uno guarda e dice: caspita, l‘ angolazione è proprio la stessa! Assolutamente: non è questo il punto che, tra l’ altro, non basterebbe come dimostrano tante foto costruite su questi presupposti, ma nulla più. Nel quadro d’ insieme non sfugge perché lo percepiamo come “una” delle cose che rispondo alla vocazione della fotografia che è quella di imporre un ordine preciso alla realtà tagliandone un pezzo per mostrarcelo, ma in modo organizzato affinché abbia un senso: è questo che ci attendiamo. La percezione di questo senso, di questo speciale ordine si ritrova in questa istantanea anche in virtù di quel piccolo particolare, ma poi insieme ad altro.
Questa percezione possiamo benissimo averla senza renderci conto di quale sia il motivo preciso (che poi non è mai uno solo, appunto) tanto che, non so quanto ragionato o quanto istintivo sia stato lo scatto, ma guadandolo in quest’ ottica non posso escludere che abbia giocato un ruolo già nella fase del click e ti abbia spinto a dire: “questa” scena e non un’ altra merita una foto. Un riflesso nella valutazione che, in chi fotografa bene le scene che richiedono rapidità ,diventare automatico.
Abbiamo parlato del punto giusto. Il punto giusto del fotogramma i questo caso è il centro: il centro nel terzo basso. Il centro di un quadrato che è un formato stabile che, sfruttato così, è molto adatto alla ripresa di un placido pomeriggio (o mattino) di sole primaverile passato a svagarsi sulle rive di un laghetto. Il centro nel terzo basso e non il centro-centro che rischia di essere immobile, mentre l’ idea è di serenità, non di immobilità. Il centro sottolineato dai due cespugli ai lati che non svolgono solo una funzione geometrica nell’ inquadratura, ma ripresi così, tagliati ai lati a delimitare, a recintare lo spazio in cui si trovano i soggetti, ce li raffigurano come in una sorta di piccolo giardino privato dove la loro gestualità (e mi riferisco soprattutto alla persona al centro e a quella a destra perché quella a sinistra è meno significativa) assume una connotazione privata: è questo l‘ altro aspetto che rende interessante questa foto.
Un’ ultima osservazione riguarda il colore che personalmente trovo un po‘ amatoriale per una foto con questi aspetti interessanti e le ombre che nel controluce tendono a chiudersi molto, soprattutto quelle nei cespugli che finiscono, in questo modo, per diventare di un verde nerastro che non è granché. |
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| .. di simonefo88 commento di Mario Zacchi |
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Ma non gli avrai fatto la tinta con Photoshop a questa eh?! Se è tutta genuina è proprio carina perché c' è anche la faccia che è molto interessante e non solo il colore. La sbarra sarebbe potuta essere quel di più di interesse; ma onestamente sfugge perché purtroppo si prede inseme alle linee a terra, anche dopo averci fatto caso. |
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| dolomiti di obmob commento di Mario Zacchi |
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| Fa un po' l' effetto di guardare attraverso un paio di lenti ambrate di bassa qualità che rendono il bianconero un po' monocorde. Tuttavia la velatura e la lieve maggiore luce sulle cime del gruppo lascia alla foto un residuo di profondità che la rende ancora apprezzabile. Magari con la vignettatura puoi stare un po' più leggero senza perderne l' efficacia. |
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| ... di obmob commento di Mario Zacchi |
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| Anche se può sembrare artefatta, la realtà di certi temporali è proprio così drammatica. Meglio non trovarsi lì. Il taglio alto sottolinea la gravità del temporale, lasciano anche la libertà di immaginare altre nubi sopra. La parte bassa della foto onestamente non è un granché. Magari facendo un centinaio di metri più avanti o più indietro sulla strada (?) si sarebbe potuto trovare un punto migliore, meno chiuso. |
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