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| Da Miniera a set di fmongili commento di pamar |
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Mi piace. Molto. Premetto che personalmente ho un debole per questo genere di composizioni, questi polittici. La cosa fondamentale non è solo che il lavoro sia composto da immagini ottimali singolarmente...insomma, anche i singoli scatti devono essere ben fatti ma fondamentale è la loro "amalgama" una volta visti insieme. Sembra una banalità ma trovare i pezzi che andranno a comporre il risultato finale non è sempre semplice. Poi molto dipende dalla tipologia di polittico che si vuole creare. un lavoro concettuale o una illustrazione di un luogo o un evento. Spesso, nel caso di opere dal lato filosofico oppure concettuale il filo conduttore non è palese e potrebbe risultare ostico.
Comunque, bando alle ciance, questo lavoro come detto mi è piaciuto subito. Prima giudicandolo solamente dal lato estetico e poi analizzando il tutto come un insieme e dal lato descrittivo e anche dal punto di vista di quanto vuole dire e far capire/notare. dal punto di vista solo estetico i fotogrammi si amalgamano bene grazie alle tonalità chiare e al fatto di incentrare l'attenzione su un singolo elemento. Se analizziamo i fotogrammi che formano il polittico, essi sono in grado di narrare un singolo dettaglio. Tali particolari, insieme, danno i connotati del luogo e della storia rappresentata lasciando un certo alone di "incompiuto" e sospeso, come se le storie del luogo e dei suoi attori fossero ancora presenti e quasi tangibili. Sono vedute di dettagli, persone e cose che ci riportano al passato ma un passato che non pare completamente sepolto, come se in quei luoghi non tutto fosse chiuso ed abbia avuto una fine. allora la fotografia del relitto di aereo militare rimanda ad un qualcosa di vecchio ed in disuso. Ma poi arriva l'immagine degli uomini, con volti ed abbigliamento di un passato remoto...ma ancora quasi "vivi e presenti" nonostante tutto. E poi una visione della vecchia miniera ed un suo cunicolo, chiuso da un'inferriata; ma gli attrezzi sono ancora presenti, quasi pronti per essere utilizzati. E poi un vecchio strumento o condotto (?) in disuso, ma quasi pronto per entrare in azione, come fosse stato utilizzato il giorno prima, poi dimenticato, ma è pronto ad entrare in azione. Un singolo polittico formato da quattro diversi tasselli capace di aprire un'interpretazione ed una narrazione. Non esaustiva pero', ma fonte di domande e congetture. Trovo sia questo il dettaglio ottimale di questo lavoro. Penso che il polittico sia composto da un insieme di immagini essenziali e capaci di adattarsi l'una l'altra per aprire spiragli. Se proprio devo muovere un piccolo appunto forse l'immagine dell'aereo non è ottimale al massimo unita alla altre; tuttavia, come detto, svolge bene la funzione di tassello che rimarca l'abbandono del luogo, usato quasi come deposito di rottami e cose in disuso. Lontano da tutti e ideale anche per oggetti in disuso ma "particolari".
Marco |
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| La vigilia di Flavia Daneo commento di pamar |
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Senza dubbio una scena affascinante. Un gruppo di persone che formano un insieme quasi indefinito. Fra queste spiccano due figure; lo fanno unicamente perché pervase di luce. Essere illuminate conferisce loro delle caratteristiche peculiari. Oltre al fatto di essere illuminati è anche particolare la tonalità della luce, calda e gialla. Questo fatto conferisce ulteriore particolarità ai due personaggi poiché gli altri colori che sono evidenti relativi ad altre persone sono i bianchi di alcuni indumenti. Quella particolare luce calda e brillante è unica. Anche la posizione delle due persone è buona perché sono poste in un punto che rispetta la regola dei terzi. Ma se dovessi variare qualcosa io personalmente li avrei posti nel punto equivalente a destra. questo unicamente in base alla direzione del loro sguardo (in particolare di uno dei due), in modo che esso fosse rivolto non in prossimità del bordo del frame ma verso la zona più ampia dell’inquadratura. Fatto salvo questo direi una foto efficace, interessante e bellissima.
Marco |
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| passeggiando per la città di damianop commento di pamar |
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Ciao, trovo l’uso del mosso molto interessante come tecnica. Tuttavia, a mio avviso (e per il mio gusto personale), fatto in questo modo non risulta ottimale. provo a spiegare il perché. Penso che, a fianco di un soggetto o dettaglio o anche ambientazione mossa serva un elemento perfettamente stabile. Questo per fungere da sorta di riferimento visivo tale da essere elemento di paragone con quanto risulta mosso. In una immagine tutta mossa, in ogni sua parte emerge una sensazione visiva e di conseguenza concettuale di troppo indefinito che porta ad una sensazione di instabilità del fruitore stesso. Provo ad ipotizzare: avendo l’ambiente fermo ed i soggetti in movimento forse l’immagine sarebbe stata troppo “classica”; con i soggetti fermi e l’ambiente mosso sarebbe emerso qualcosa di (forse) nuovo ed intrigante. Come fare tecnicamente una cosa del genere? Non ne ho la piu’ pallida idea…..
Marco |
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| s. t. di maurovettese commento di pamar |
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Bellissima.
Anche io avevo fatto uno scatto di questo genere
http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=769388
Ma devo ammettere che il tuo è più efficace. Rende in modo impeccabile il mood della scena e fra le altre cose penso siano funzionali alla scena ed efficaci le tonalità della fotografia. Ottima la suddivisione orizzontale in fasce.
Ottima proposta.
Marco |
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| Metropolis 03 di Antonio Mercadante commento di pamar |
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Non male. Per due motivi direi. La scelta del B&N. A c'entra l'attenzione sulle forme ed il materiale metallico. Colore? Probabilmente avrebbe aggiunto dettagli che per assurdo avrebbero "distolto" attenzione dai connotati basilari e forti della scena. Altro motivo è la composizione fitta e sincopata che pone tutta l' attenzione sulle strutture. Il fulcro sono loro. Anche lo stesso cielo pare una scusa per includere un tubo verticale nella sua interezza. Insomma la protagonista indiscussa è la struttura ed il suo metallo. Notevole a mio avviso,
Marco |
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| ''' di opeio commento di pamar |
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Che dire di questo scatto? Giudicarlo e darne una valutazione dopo averlo visto "velocemmente"sarebbe fuorviante. Questo perché giudicato con i parametri abituali che definiscono una fotografia ben fatta (fuoco, nitidezza,
composizione, pulizia…) porterebbe ad un grande fraintendimento. Questo è uno scatto che non è a se stante ma deve essere rapportato al progetto stilistico e soprattutto all’ambito concettuale che sono affini all’autore. Rientra quindi in parametri di valutazione e giudizio che sono "altro" rispetto alla prassi. Che poi il risultato possa piacere o meno, è giustificato e corretto. Tuttavia per arrivare a farsene un'opinione coerente e formulare un giudizio motivato bisognerebbe sgambettare i parametri abituali e cercare di comprenderne i presupposti che ne sono alla base. a mio avviso comprendere le motivazioni e postulati diviene molto ostico se ci si rapporta ad un unico scatto. Dando un'occhiata all'intera galleria postata dall'autore si riesce ad essere addentro allo spirito del suo operato, almeno in maniera sufficiente. Sono infatti opere abbastanza difficili nel volerle comprendere appieno, ma vedendo un insieme è possibile rintracciare delle linee guida che forniscono una chiave di lettura coerente alla propria sensibilità. Dico coerente con il fruitore perché penso sia arduo e da presuntuosi affermare di poter comprendere appieno l'io e le motivazioni di un autore. Si puo' immedesimarsi e cercare affinità, non comprendere al 100%.
Da parte mia riscontro spesso (che siano dettagli o vedute piu' ampie) il voler immortalare scorci che rifuggono il "bello o eccezionale" a tutti i costi. Elementi quindi comuni e banali, che difficilmente susciterebbero il desiderio di essere immortalati. Quindi cose comuni di tutti i giorni. Comuni e spesso tralasciate. Poi è soprattutto il modus operandi molto particolare. Nessuna incisione grafica e sempre una sorta di approssimazione nel rappresentare. Vi è (quasi) sempre un piccolo dettaglio o elemento ben "capibile" a fuoco perfetto (in questo scatto per esempio le mattonelle in primo piano) che porta ad un oltre meno definito, quasi nebuloso e possibile di congetture e domande senza risposte certe ed evidenti. Ecco, per me, è questo "oltre" indefinito che rende questi scatti affascinanti. Il loro essere come fautori di storie comuni ma misteriose e liberamente interpretabili. Senza dubbio sono compositivamente e graficamente "altro" rispetto ad un certo stile attuale che vuole estrema precisione/incisione/linearità/pulizia, ma qui risiede il loro fascino innegabile: non sono semplici rappresentazioni di bellezza eclatante e reale ma sono fonte di possibili molteplici letture di cose comuni di tutti i giorni". Non sono le classiche belle foto, ma fanno pensare nell'essere viste e giudicate e forse.....interpretate o meglio "avvicinate".
Marco |
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| St di Tia commento di pamar |
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Con me sfondi una porta aperta. Io amo questo genere di fotografie. Adoro i riflessi nell’acqua. Cavoli sono anni che mi prefiggo di fare un bel portfolio e rimando sempre…..comunque, tornando al tuo scatto devo dire che, tolte le preferenze personali, lo trovo ottimale. Mi piace (moltissimo) la superficie dell’acque, non piatta ma increspata da piccole increspature. Esse rendono l’immagine riflessa non omogenea e come dire “spezzettata”, con i limiti e bordi un poco indefiniti, tale da fare smarrire i dettagli ma sufficientemente definita da lasciare capire quale sia il soggetto. Ne derivano così forme “astratte” ma pienamente riconducibili al concreto. Bella poi la ripetitività data dai tronchi riflessi, che sono oggetti analoghi. Tuttavia tale ripetitività è resa non monotona dalla loro “diversa” raffigurazione nell’acqua data dalle loro immagini riflesse, “rimaneggiate” dalle piccole increspature. Anche la colorazione della superficie risulta ben suddivisa in “strisce” chiare e scure alternate dal basso verso l’alto. Questo dettaglio dona ordine all’immagine. Ottima.
Marco |
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| Summer View di carcat commento di pamar |
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| Gianluca Riefolo ha scritto: | | Dirò un' eresia ma a me piace molto di più senza il riflesso (che trovo distragga anzichè aggiungere). |
Idem
Marco |
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| Dopo la pioggia di Dario_db commento di pamar |
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Una fotografia molto piacevole e ben fatta. L’atmosfera di calma e velata tristezza ed attesa emerge bene anche grazie all’intelligente costruzione (oltre che, logicamente, grazie al tempo stmosferico ed all’ora).
La scena si regge su una piena simmetria. Il paesaggio è riflesso nell’acqua del lago in modo speculare. Alla specularità della scena contribuisce anche il cielo che come estensione è equivalente alla grandezza del bacino lacustre. Tra le altre cose l’acqua, piatta e tranquillissima, ha un piccolo dettaglioche risalta e funge da appoggio per lo sguardo che esplora poi la scana. Mi riferisco al riflesso chiaro della nuvola in basso a destra che conduce ai riflessi chiari che a loro volta conducono verso il centro del fotogramma e poi verso le alture sullo sfondo ed ancora alla nebbia chiara in fondo. Questi piccoli elementi sono tutti accomunati dai loro toni quasi bianchi e costruiscono una linea immaginaria che dal primo piano conduce verso il fondo. Tali dettagli poi interagiscono bene e si adattano alla composizione degli elementi piu’ propriamente fisici che costruiscono il paesaggio con la loro simmetria.
Marco |
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| Tramonto..la Gorgona vista dal Castello del boccale.. di Arnaldo A commento di pamar |
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Una bella prova. A prima vista sembrerebbe uno scatto quasi banale, una semplice vista del mare. solo acqua cielo e nubi. Niente porzione di costa in primo piano ma subito acqua e nessun oggetto in mare. Eppure funziona. funziona grazie ad un paio di elementi che caratterizzano l’immagine. La prima cosa che risalta sono i colori, ma secondo me alcuni dettagli compositivi rendono piacevole ed equilibrata la scena.
Mi riferisco alla posizione del sole e delle nubi scure. Solitamente in una scena gli elementi che vengono notati per primi sono quelli bianchi o molto chiari; infatti in tale scatto spicca da subito il sole e le nubi bianche sopra di lui. il tutto nella parte sinistra in basso. Le nubi chiare si propagano sfilacciandosi verso destra e portano lo sguardo verso quella zona dove fanno da contraltare le nubi scure in alto, che con la loro massa e colorazione sono elemento di peso. secondo me questi due elementi, sole e nubi scure “costruiscono” la scena e hanno una disposizione ottimale. Sono elementi di spicco, per luminosità o per massa e tracciano un percorso visivo in diagonale che caratterizza la visione. uno scatto quasi ottimale…ci fosse stato anche un elemento in primo piano sarebbe stato perfetto. Esso avrebbe “costruito una sorta di triangolo visivo molto accattivante. Comunque bellissima anche cosi’.
Marco |
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| Impressioni Liquide di Tia commento di pamar |
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Uno scatto semplice. Avrei detto tutto. Perché la parola semplice per me in fotografia ha un significato positivo, anzi positivissimo. Semplice vuole dire che il risultato finale che deriva dalla composizione, toni, significato è senza alcuna pecca. Vuole dire pulito, con tutto quanto serve a veicolare il significato sotteso dall’immagine. Quanto serve c’è; nessun elemento inutile o in più. Quanto c’è è disposto con ordine ed al posto giusto. Questa fotografia per esempio ha pochi elementi cardine che sono “inseriti” nel frame in modo coerente. La superficie acquosa ed un ramoscello secco immerso in essa. Sembrerebbe tutto qui’, ma non è così. L’acqua non è uno sfondo monotono. Essa risulta la vera protagonista di questa fotografia. La superficie acquosa presenta diverse sfaccettature. A volte piu’ calma, spesso solcata da movimenti e piccole increspature. Nella zona inferiore quasi completamente azzurra, in quella superiore con riflessi luminosi. Questo, come detto, la rende “viva” e non monotona. Io poi trovo molto bella ed efficace la suddivisione fra la parte con i riflessi luminosi e quella solo azzurra. Si forma una quasi perfetta diagonale (fra le due zone) che va dal vertice superiore destro all’inferiore sinistro. Il bello è che questo è bilanciato dalle increspature dell’acqua che si dirigono diagonalmente dalla sinistra alla destra in diagonale. poi la parte senza riflessi non risulta piatta perché è caratterizzata dai rami. Essi sono disposti in un’ottima zona, nel pieno della zona triangolare azzurra e lungo la diagonale opposta a quella che suddivide il triangolo luminoso e quello azzurro. insomma i giusti elementi disposti in modo coerente. non saprei se tutti questi fattori sono stati considerati al momento dello scatto o se sono venuti naturali; l’importante è che ci sono e rendono lo scatto efficace. Anche io avevo provato a fare una scena simile anni fa, purtroppo senza questo bel risultato.
Marco |
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| gold... di 1962 commento di pamar |
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| pamar ha scritto: | Una ottima immagine a mio parere. Ricca di atmosfera e "mood". questo scatto vuole e riesce a trasmettere sensazioni e raffigura ottimamente le sensazioni che si proverebbero in quel luogo. Senza dubbio questo è merito della tipologia del luogo raffigurato, della coltre nebbiosa ecc. Ma tutto non sarebbe sufficiente per "comunicare" al meglio l'atmosfera. Serve anche che il luogo sia raffigurato in modo tale da fornire una visione essenziale ed incisiva. In questo scatto tutto, a livello compositivo, è stato fatto ottimamente. Se guardo il fotogramma ci trovo una efficace costruzione in fasce orizzontali che connotano la tipologia del luogo in modo pulito ed efficace, senza fronzoli ma con ogni elemento messo al posto giusto. Partendo dal basso vedo una prima fascia d'acqua resa "soffice" da una leggera coltre di nebbia e con un accenno di alberi riflessi. Poi una fascia orizzontale di nebbia e dopo ancora ecco apparire elementi tangibili e concreti: gli alberi, che sbucano dalla nebbia ma formano una fascia ben evidente collocata al centro del fotogramma. Poi ancora una fascia di nebbia che pare delimitare e "racchiudere la vegetazione. Per finire una striscia superiore di cielo grigio e nebbioso. fasce orizzontali che sono in grado di accentrare l'attenzione sulla zona con gli alberi e di fornire pulizia e linearità alla scena. A mio avviso anche grazie ad una sapiente composizione viene esaltata l'ambientazione di questo scatto ed il suo mood. Ottima.
Marco |
Doppio. Scusate ho fatto casino.
Marco |
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| gold... di 1962 commento di pamar |
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Una ottima immagine a mio parere. Ricca di atmosfera e "mood". questo scatto vuole e riesce a trasmettere sensazioni e raffigura ottimamente le sensazioni che si proverebbero in quel luogo. Senza dubbio questo è merito della tipologia del luogo raffigurato, della coltre nebbiosa ecc. Ma tutto non sarebbe sufficiente per "comunicare" al meglio l'atmosfera. Serve anche che il luogo sia raffigurato in modo tale da fornire una visione essenziale ed incisiva. In questo scatto tutto, a livello compositivo, è stato fatto ottimamente. Se guardo il fotogramma ci trovo una efficace costruzione in fasce orizzontali che connotano la tipologia del luogo in modo pulito ed efficace, senza fronzoli ma con ogni elemento messo al posto giusto. Partendo dal basso vedo una prima fascia d'acqua resa "soffice" da una leggera coltre di nebbia e con un accenno di alberi riflessi. Poi una fascia orizzontale di nebbia e dopo ancora ecco apparire elementi tangibili e concreti: gli alberi, che sbucano dalla nebbia ma formano una fascia ben evidente collocata al centro del fotogramma. Poi ancora una fascia di nebbia che pare delimitare e "racchiudere la vegetazione. Per finire una striscia superiore di cielo grigio e nebbioso. fasce orizzontali che sono in grado di accentrare l'attenzione sulla zona con gli alberi e di fornire pulizia e linearità alla scena. A mio avviso anche grazie ad una sapiente composizione viene esaltata l'ambientazione di questo scatto ed il suo mood. Ottima.
Marco |
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| passeggiando di damianop commento di pamar |
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Bella idea. Uno scatto semplice e pulito, basato su forme, contrasti e direttrici efficaci. La strada stessa pur sviluppandosi linearmente verso il fondo è colta nella sua completezza nella parte iniziale del fotogramma. Questo la rende direttrice che "disegna" e riempie il frame, donando profondità e disegnando un percorso che risulta evidente ed immancabile grazie al suo tono scuro esaltato dal controluce, con il cielo ben piu' chiaro. ottimo anche il cielo, variegato e non piatto nonostante la direzione difficile della luce (bellissimo l'effetto del sole fra i rami degli alberi). punto di interesse che rafforza la scena è la figura dell'uomo che percorre la strada. risalta abbastanza bene grazie soprattutto alla sua metà superiore che si stagli su uno sfondo chiaro. Forse se proprio devo dire qualcosa accentuerei un pelino il contrasto dell'intera figura umana....ma sono piccoli dettagli. Alla fine ne deriva una buonissima costruzione che ha il merito di introdurre varie interpretazioni concettuali che ciascuno puo' sottendere secondo la propria personale sensibilità e visione.
Marco |
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| Stradina..nella Pioppeta di Arnaldo A commento di pamar |
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Un grande classico. Un muro laterale, un passaggio di alberi che conduce ad un passaggio in lontananza. Bello ma secondo me perfettibile in alcuni dettagli compositivi. questa scena si regge e gioca sulla simmetria. I due lati della scena sono similari e conducono per mano a un punto centrale a loro in lontananza. Essendo, come detto, una scena che rappresenta una sorta di tunnel o passaggio obbligato, dove i due fianchi sono identici servirebbe una completa simmetria. allo stesso modo la parte alta degli alberi non risulta strettamente necessaria poiché sono i tronchi a costruire il passaggio e la scena. Forse il cielo, se meno uniforme poteva essere elemento di spicco. Io personalmente leverei la parte alta e "centrerei" il tutto. Se permetti ti posto un esempio di quello che intendo. Poiché è una tua foto scusa se mi permetto e nel caso dimmelo che la levo. Cosi' risulterebbe piu' essenziale esaltando la simmetria e valorizzando il senso di claustrofobia e di passaggio a senso unico ed obbligato.
Marco |
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| Please mamy,tell me a story.... di Harma commento di pamar |
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bella idea, mi piace. Mi piace perché si tratta di uno scatto pensato, voluto e costruito. Nasce dall'idea di raccontare e trasmettere un messaggio. Non è semplicemente una scena esistente. Si è vero, anche una scena esistente puo' e deve essere immortalata in modi e con accortezze atte a veicolare un messaggio o uno stato d'animo. Il come si traduce sempre nel perché. Ma in un caso come questo il soggetto è stato costruito per arrivare ad una interpretazione. Non è solo un qualcosa di esistente interpretato secondo il proprio fine. Differenza non banale.
Marco |
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| Il Vesuvio di Massimo Tolardo commento di pamar |
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questa fotografia mi piace molto. Racchiude una "rivisitazione" della prospettiva aerea. La prospettiva chiamata aerea è una resa della profondità attuata grazie a colori e toni diversi e quasi velati degli elementi in lontananza rispetto a quelli più vicini all'osservatore. Questo è dovuto alla maggiore "quantità" di atmosfera che si ha fra noi e gli elementi piu' essi sono lontani. In questo scatto possiamo vedere che il Vesuvio assume toni piu' sfumati rispetto al primo piano, ed ancora piu' evidente è il fenomeno guardando i promontori sullo sfondo. Prima ho chiamato questa prospettiva aerea "rivisitazione". L'ho fatto perché in primissimo piano (in particolare sulla destra) è raffigurata una porzione di terreno ricca di dettagli e che sfugge al semplice concetto di prospettiva aerea. questo elemento è un pregio perché fornisce un elemento concreto e dettagliato che rende ancora piu' tangibile la profondità e la resa molto piacevole e "diversa" del Vesuvio. Completa efficacemente l'insieme un cielo interessante ed accattivante costellato di nubi a strisce che disegnano dei frame molto efficaci graficamente e che sono capaci di incentrare lo sguardo sul monte sottostante. Direi proprio uno scatto capace di rappresentare un paesaggio stra fotografato in modo diverso e molto efficace.
Marco |
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| Mare d'inverno:passeggiata in riva di fiore blu commento di pamar |
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Quasi ottimo. Trovo che la scelta del B&N sia azzeccata. Il colore forse sarebbe stato superfluo. In uno scatto come questo gli elementi salienti sono le direttrici e le forme e le due figure umane. Esse sono rese essenziali e caratterizzate grazie alla loro presenza come forme. I colori avrebbero introdotto dei connotati che, senza aggiungere elementi di interesse, avrebbero reso meno efficaci i giochi disegnati dalle varie forme. elementi scuri, quasi neri, su uno sfondo chiaro. Basta questo, ulteriori dettagli e particolari sarebbero stati superflui. Certo, è questione di preferenze, ma a mio avviso in tale scatto sono basilari pulizia e semplicità e probabilmente l'uso del B&N, un B&N abbastanza secco e senza troppi toni intermedi, rende bene. E' vero, le direttici del suolo sono di un grigio, ma contrastano bene col bianco della neve. le due figure sono quasi nere e si distinguono bene dal terreno. Niente colore, un grigio del terreno che disegna direttrici e il quasi nero delle due figure. Basta cosi'. Forse la parte destra del fotogramma è un pelino eccessiva come estensione nel suo biancore ed è priva dei segni del terreno che "disegnano" e riempiono il frame (come avviene a sinistra) conferendo profondità alla scena. nel complesso uno scatto che reputo molto efficace.
Marco |
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| Nebbie sul crinale di pulchrum commento di pamar |
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Bella. Molto bella. Oltre alla scena indubbiamente affascinante il tutto è incentrato su scelte compositive efficaci. Scelte che pongono nel fotogramma il giusto numero di elementi e vedono la loro disposizione in maniera azzeccata. Prima di tutto trovo ottimo il taglio verticale. Si, adesso vedendo lo scatto sembrerebbe l'unico adatto, ma probabilmente al momento dello scatto non è stato subito lampante. Il pregio del verticale è, secondo me, l'essere riuscito ad immortalare tre costoni di suolo che "compaiono, ricchi di dettagli (gli alberi) ma paiono quasi autonomi. Questo grazie alla coltre nebbiosa che li separa e rende graficamente indipendenti. Si sviluppano allora tre forme distinte e disposte lungo una leggera diagonale verso la lontananza, riempiendo quasi tutto il frame. e poi il numero tre vuol dire molto. In uno scatto basato du elementi simili il numero è importantissimo. Solitamente sono preferibili numeri dispari di elementi simili (3, 5, 7) invece che pari. Questo perché visivamente donano maggior equilibrio, bilanciamento e dinamicità visiva...insomma sono rendono lo scatto "piu' bello da vedere".
Marco |
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| Castelluccio 2018 di luca7777 commento di pamar |
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Sono d'accordo con chi mi ha preceduto circa la bontà di questo scatto dal punto di vista dell'originalità realizzativa. trovo che sia una raffigurazione diversa dalla prassi e con l'indubbia dote di rimanere impressa. Qualcosa d'altro rispetto alle innumerevoli viste di questo luogo o di paesaggi simili.
Detto questo devo dire che l'indubbio punto di forza è, a mio avviso, anche un punto di debolezza dello scatto....anzi, un elemento che introduce un fattore un tantino migliorabile a livello compositivo. Quello a cui mi riferisco è il primo piano occupato dalla groppa del cavallo. La pecca risiede nella sua massa e al fatto che lo sfondo è "pieno" per la presenza delle rocce e della nebbia. Sullo sfondo non vi sono settori liberi dove (che so) si vede il cielo o l'orizzonte. Lo sguardo rimane quindi "imprigionato" e rimbalza fra due settori pieni in primo piano e sullo sfondo. Non vi è una via di fuga e la vista rimane bloccata e "rimbalza" fra due elementi che rinchiudono lo sguardo. quindi direi che è uno scatto senza dubbio non banale e pensato ed affascinante ma, come detto, concettualmente il suo punto saliente introduce un elemento non positivo compositivamente.
Marco |
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