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Commenti
light express
light express di fabiopollio27 commento di pamar

Che dire di questo scatto ‘ di primo acchito, considerando “solo” i comuni canoni di giudizio per un B&N ? Che è sbagliato. Vi sono quasi solamente i neri, i bianchi ed una manciata di grigi sulle nubi. Il cielo poi appare completamente bruciato. sistema zonale ? Ma dove, non esiste proprio. Eppure questo scatto funziona. anzi a parere mio è sopra le righe in positivo. Quanto emerge da un simile “trattamento” estetico è un’atmosfera che “è” la foto, che la permea e la costruisce. Se proviamo ad immaginare tale scena con un B&N perfetto e più comune essa perde tutto il suo appeal. Emergerebbero dettagli nella vegetazione, le strisce bianche sull’asfalto non avrebbero questa violenta capacità di spiccare ed attirare l’attenzione. Gli arbusti non sarebbero forme che si stagliano spettralmente contro il cielo. Si acquisterebbero dettagli e particolari….ma dettagli non utili e non basilari. Ne uscirebbe fuori una scena forse banale e troppo comune. Un paesaggio senza fascino e attrattive….in fondo si tratta di una scena a suo modo banale e troppo comune. Invece cosi’ è tutta un’altra cosa. Acquista un mood efficace e lo acquista perdendo leggibilità in particolari che non apporterebbero nulla a quanto si è voluto ottenere. I miei personali complimenti all’autore per avere saputo “vedere” oltre al consono e perfetto. Per aver saputo fare emergere da una scena banale qualcosa che banale non è di sicuro.

Marco
EX
EX di Antonio Mercadante commento di pamar

Trovo sia un bel lavoro. Se tu non avessi raccontato le tempistiche e vicende legate alla sua realizzazione io mai avrei supposto che si tratta di un lavoro realizzato di fretta. Infatti per me è un progetto ben strutturato e formato da scatti coerenti l’uno l’altro. Trovo efficace la presenza di scatti che raffigurano il complesso ed i suoi capannoni in modo più ampio e scatti dove gli ambienti sono mostrati attraverso una cornice che sia tubazioni o vetrate. forse gli scatti possono essere pochi ma questo lascia una certa curiosità nel fruitore e poi meglio pochi ma buoni ed io personalmente non trovo un singolo fotogramma ridondante o male eseguito. Apprezzo poi che in tutti i fotogrammi si apprezzi una vista degli elementi sugli sfondi ma vi sia sempre un dettaglio immortalato in modo chiaro ed interessante in primo piano, che sia una finestra, una canalina o una colonna.

Marco
Torre dei  Corsari
Torre dei Corsari di Klizio commento di pamar

Ho visto questa fotografia e leggendo dove è stata scattata mi sono tornati in mente mille ricordi. A Torre dei Corsari ci sono stato una decina di anni fa e non potrò mai dimenticare quei luoghi ed il mare con la spiaggia e le sue dune sabbiose.
Riguardo l’immagine trovo sia particolare e giocata su forme che dividono la scena in fasce che risultano geometriche e ben definite. trovo che sia buona cosi’ riguardo la saturazione dei colori. Quello che personalmente cambierei un pochino è la brillantezza complessiva della scena (non la saturazione, solo donerei un poco di lucentezza).

Marco
s.t.
s.t. di Gianluca Riefolo commento di pamar

Non sono un esperto nel valutare foto di ritratto. Si, le solite cose: illuminazione, posa ecc. ma nulla di specifico. Ho invece deciso di soffermarmi su questo scatto perché non è un vero e proprio ritratto….si il soggetto è una persona ma detto questo basta. Non a caso l’autore stesso ha voluto postare lo scatto in varie e non nella sezione che ospita i ritratti. Probabilmente la prima cosa che balza all’occhio è che del soggetto non ci sono gli occhi (scusate il gioco di parole) che solitamente sono il fulcro di un ritratto. Una porzione di capo e viso che rifugge i connotati tipici di un ritratto. Eppure non definirei per niente questo scatto come un mezzo ritratto. a me personalmente intriga molto. e’ uno scatto tutto giocato su forme e contrasti cromatici. Il gioco di forme risulta ottimamente bilanciato ed armonico. Mi riferisco al viso ed alla spalla. Queste sono le prime forme che emergono grazie al loro essere chiari su sfondo e capelli scuri. Due zone curve con forme che richiamano l’una l’altra (viso e spalla), unite da una zona lineare (collo). Nella forma del viso spicca la bocca socchiusa, unico elemento “colorato” di rosso. Il resto del fotogramma vede i toni scuri dominare, con lo sfondo nero ed i capelli neri ma perfettamente disegnati e leggibili. concludendo definirei questo scatto un gioco di forme. forme “fornite” da una porzione di viso di donna e capaci di stagliarsi e fare emergere un efficace bilanciamento di linee curve e contrasti, pieni e vuoti. Ben fatto ed efficace.

Marco
Tetris (il pezzo che mancava)
Tetris (il pezzo che mancava) di fabiopollio27 commento di pamar

Senza dubbio uno scatto interessante e coinvolgente, capace di attirare l’attenzione. Insomma non passa inosservato. Bella l’idea che nella semplicità e pulizia porta ad un risultato esteticamente accattivante. C’è una cosa che lo renderebbe perfetto. Si tratta dell’occhio sinistro della bambina. A mio avviso o tutto o niente. Quel pezzetto d’occhio con accenno di pupilla che “sbuca” forse non è il massimo. Fosse stato completamente coperto OK, fosse stato tutto visibile OK.

Marco
°ç°
°ç° di niente da capire commento di pamar

Posso ? Potresti dire "da che pulpito viene la predica", visto che è una tecnica che non mi riesce.....ma mi sembra proprio un panning venuto non benissimo.

Marco
mercato in quadro
mercato in quadro di gattapilar commento di pamar

Arrivo con grande ritardo a commentare questa fotografia. A dire il vero l’avevo vista il giorno stesso della sua pubblicazione e l’avevo segnata nei promemoria perché mi aveva colpito ma in quel momento non avevo il tempo di postare un commento. Oggi mi ci sono imbattuto nuovamente e mi ha fatto lo stesso effetto positivissimo. Si tratta di uno scatto a suo modo ambiguo. Uso il termine ambiguo non in senso negativo, ma vorrei che fosse inteso come un termine che denota il suo non essere da subito lampante e di immediata chiarezza. La scena raffigurata risulta ben comprensibile, non racchiude misteri. Quanto risulta invece a suo modo affascinante è il “velo” che si interpone fra essa e colui che la guarda. Mi sono nell’immediato passate per la testa diverse possibili spiegazioni: è la foto di un dipinto, no è un effetto modello quadro di Photoshop, anzi è la simulazione di un foglio spiegazzato, ma che dico? Si tratta del riflesso sull’acqua increspata…
Solo in seguito, dopo qualche secondo si arriva alla soluzione e a realizzare che c’è una tenda di plastica di fronte alla scena. l’effetto grafico è, a mio avviso, molto intrigante ed esteticamente piacevole. Trasforma i colori in tonalità pastellati ed i tratti meno definiti e incisi. Rende l’idea di un mondo reale ma quasi sospeso ed in attesa, reso vicino a noi per la tipologia di scena immortalata ma distante come se ci fosse una sorta di filtro che lo rende non tangibile.. insomma, mi piace, e molto.

Marco
Buona sera, mister Torrance
Buona sera, mister Torrance di batstef commento di pamar

Azzeccato. Di brutto. Richiama alla memoria veramente un certo Kubrick e il film Shining. E sembra proprio l'Hoverlook Hotel ed il suo barista....

Marco
l'ombra di Saint Michel
l'ombra di Saint Michel di elis bolis commento di pamar

Non c’è nulla da fare, è così. Ci sono dei luoghi stra-ultra-mega fotografati. Che so il Colosseo, la Tour Eifel, il ponte di Brooklyn, piazza San Marco a Venezia…..Mont Saint Michel è indubbiamente uno di questi. Alla fine le fotografie di tali luoghi, bene o male, si somigliano tutte. indubbiamente ci sono varie tipologie di inquadratura e rappresentazione ma, essendo super fotografati, è veramente dura proporre qualcosa di nuovo che non sia gia’ stato fatto. Si può correre il rischio, volendo per forza fare qualcosa di nuovo, di proporre rappresentazioni che sfociano nell’astratto o di dettagli anonimi che rendono il soggetto non riconoscibile. In questo caso la tua idea non sfiora il pericolo dell’anonimato. Il profilo è infatti talmente noto che la sua ombra risulta pienamente esplicativa. Questa vista, a dire il vero, non è una novità assoluta ma risulta comunque abbastanza originale tale da essere molto apprezzabile.

Marco
rain drops
rain drops di Guido_Romanelli commento di pamar

Veramente bella. Elementi riflessi sulla superficie dell’acqua ma resi frammentari dal movimento provocato dalle gocce. Elementi indefiniti e pure macchie e forme di scuro sopra lo specchio lucido dell’acqua. Molto accattivante e capace di sfociare in un’immagine che sembra quasi una tavolozza e si estranea dalla sua realtà, si estranea dall’essere semplice riflesso di elementi comuni e reali….per tale motivo io toglierei ogni elemento concreto, reale. Toglierei via tutto quanto è pienamente interpretabile, quasi un’ancora verso il tangibile. Insomma, toglierei tutta la parte inferiore con la costa/margine terroso.

Marco
Presenze
Presenze di Magh commento di pamar

Notevole. Una fotografia che ha un appeal indubbio con quel lampo di verde che spicca nel mezzo di un grigio degli arbusti rinsecchiti, A tratti pare quasi un quadro astratto con una forma colorata, una macchia di colore nel mezzo del nulla. Fotografia di elementi naturali che sfocia nell’astratto.

Marco
St
St di littlefà commento di pamar

Piscinas ?

Marco
V come Vento
V come Vento di Bruno Tortarolo commento di pamar

Bella prova,
la vedo solo ora ed ho deciso di mettere un commento, sin da subito, perché nella sua apparente semplicità in realtà nasconde alcuni connotati molto particolari e non banali. Come ti è stato detto da chi ha postato un commento prima di me, l’elemento principe che rende accattivante lo scatto è il vento, ed ognuno ha sollevato diversi aspetti. La cosa che mi pare metta tutti d’accordo è la difficilissima capacità di immortalare il vento in un’immagine che è, per sua natura, statica. A dire il vero anche dal vivo il vento non si può vedere. vediamo i suoi effetti, ma non lui stesso. Le nubi le vediamo, il sole pure e la pioggia anche. Ma il vento? Non vediamo lui stesso ma i suoi effetti sugli oggetti: onde, chiome degli alberi che ondeggiano, nubi che corrono, bandiere che garriscono….ma lui non possiamo vederlo. Movimento, è questo che percepiamo e sinonimo di vento. Ma in un fotogramma statico? Tu hai saputo rendere l’idea di movimento con un mosso controllato fella persiana. Bella idea e bellissima idea quella di “usare” una persiana. Non banale e non comune. Forse maggiormente efficace perché oggetto al cui movimento provocato dal vento non siamo avvezzi in fotografia. Ma se è vero che dal vivo il vento in sé non possiamo vederlo, lo possiamo sentire. Il vento sul volto e la sensazione di freddo da esso portata. Nello scatto tale “idea” è simboleggiata dal movimento stesso dell’anta. Non è veramente cosa semplice richiamare sensazioni non visive in una fotografia. A mio avviso poi vi è un altro elemento compositivo che rende il tutto non statico. Se provo ad immaginare la foto con entrambe le ante aperte, essa risulta perfettamente simmetrica, quindi maggiormente statica. L'anta che invece si sta chiudendo “rompe” la simmetria e la scena divenendo asimmetrica e perde la sua staticità (simboleggiata dalla simmetria). Questo, insieme col mosso dell’anta, rafforza ancora maggiormente l’idea di movimento, di non staticità e, di conseguenza, l’idea stessa di mosso, di non statico e di vento.

Marco
St
St di batstef commento di pamar

Quelle lampadine sul soffitto della struttura riescono, nella loro semplicità, a creare un’illuminazione molto efficace e suggestiva che impreziosisce lo scatto. Il loro creare una illuminazione localizzata che si diffonde in modo tenue ed è capace di creare un piacevole gioco d’ombre che modellano e conferiscono un’ottima e suggestiva tridimensionalità ai vari oggetti.

Marco
Senza Titolo
Senza Titolo di Gianluca Riefolo commento di pamar

Per mio gusto un ottimo scatto, ben realizzato e frutto di una bella idea. Un tratto fashon inserito in un contesto architettonico/urbano. La copertura/tunnel dona profondità alla scena ed il soggetto femminile risalta per il suo essere in primo piano. Forse sarebbe stato ancora meglio se la ragazza fosse stata appoggiata al primo palo, ma è solo un’idea, non saprei. Trovo positivo l’uso di una completa pdc. Questo permette di avere piena consapevolezza dell’ambientazione e della sua conformazione intrigante. La pdc non toglie peso e centralità alla modella perché essa è l’unica figura umana nel fotogramma e risalta per la sua natura a fronte di elementi architettonici. Non in asse? Forse, ma non lo reputo un dettaglio fondamentale e capace di essere fastidioso perché il fulcro dell’immagine è altro.

Marco
Mareggiata
Mareggiata di Giovanni Francomacaro commento di pamar

Ciao, a mio parere un lavoro che sembra iniziare bene ma pecca di frammentarietà nel suo proporsi. Questa è la mia personale impressione che ora ti illustro con maggiori dettagli. Vi è inoltre un elemento che non è legato al mio personale gusto ma che viene sempre considerato una pecca da chiunque deve giudicare un portfolio: frammischiare fotografie a colori con scatti in B&N. Mai e poi mai.
Allora, penso che i singoli scatti, visti da soli non siano male, con tonalità azzeccate e capaci di rendere bene l’idea di tempo inclemente. quanto invece non mi soddisfa è la loro amalgama a formare un insieme coerente. Si parte con una buona vista introduttiva della situazione ambientale seguita da una fotografia maggiormente dettagliata che si incentra sulla spuma provocata da un onda che si infrange sugli scogli. E dopo vedo una prima frammentazione: ancora una vista di un dettaglio con pontile e scogli e onda e un pali (che cattura l’attenzione), poi stessa veduta ma maggiormente dettagliata e ristretta. Io non vedo un legame fra i primi due fotogrammi e il 3 e 4. Sembrano raggruppati a coppie fra loro indipendenti. Tu mi dirai che il legame è evidente ed è il mare agitato. Vero, ma trovo che manchi “scorrevolezza” fra le due parti formate ciascuna da coppie di fotografie troppo simili fra loro che fanno risaltare la non omogeneità fra le due coppie. Forse questo dipende anche dal numero molto basso di scatti del lavoro. Se (forse) fosse stato composto da un numero maggiore di scatti tale “disomogeneità” sarebbe apparsa meglio diluita. L’ultima ? Bella ma è un pesce fuor d’acqua rispetto alle altre che almeno possono essere associate a coppie. E poi, come detto, sembra ancora maggiormente anomala per il suo essere in B&N. Quindi riassumendo trovo gli scatti piacevoli e buoni come singoli ma non ottimali per formare un portfolio coerente.

Marco
nebbia fitta.....
nebbia fitta..... di elmaximo commento di pamar

Arriva il bastian contrario….
Io trovo che la fotografia di elmaximo vada bene così come è, e non pecchi di contrasto perché il contrasto, in questo caso sarebbe deleterio (parere mio personale). Lo sostengo soprattutto in base a quanto è saliente ed è l’elemento fulcro della scena, ossia la nebbia. Una scena con ambientazione atmosferica diversa sarebbe cosa diversa e lì ci vorrebbe maggior contrasto ma non in questo caso. Una delle caratteristiche della nebbia è proprio quella di ovattare i dettagli e smorzare il contrasto. Il rappresentare una scena nebbiosa con un certo contrasto porterebbe ad un risultato maggiormente definito e (forse) più interpretabile ma, di contro, farebbe perdere l’atmosfera data da quel particolare clima meteorologico. Certo, in una foto vanno adottati degli accorgimenti che non risultano lampanti osservando un paesaggio dal vivo, tipo una zona maggiormente definita e percepibile in primo piano che funga da “piede d’appoggio” per lo sguardo. In questo scatto vi è qualcosa che ha tale funzione. Mi riferisco agli arbusti in primo piano sui lati che introducono alla scena e si comportano come una sorta di sipario e sono ben percepibili e meno ovattati. Poi spingendosi verso il fondo tutto diviene mano mano pervaso dalla nebbia ed ovattato. Anche i due protagonisti che tuttavia rimangono ben identificabili. quindi, concludendo, per me la fotografia è buona così com’è e un aggiunta di contrasto farebbe in parte svanire l’effetto nebbioso che è cardine della scena.

Marco
Montevecchio
Montevecchio di littlefà commento di pamar

Ciao,
scusami se posto e non commento la tua fotografia ma il vederla mi ha richiamato alla memoria ricordi di anni fa. Non la fotografia in sé ma quanto rappresenta. Io ho “girato” la Sardegna per anni. Nord, sud est…tutte le coste. Conoscenza assidua ma sempre fugace da vacanziero (a proposito, non ho mai visto un mare e delle coste così affascinanti in altri luoghi in Europa). Un anno sono finito sulla costa occidentale (che non avevo mai visitato) verso sud (Torre dei Corsari) e una giornata, quasi per caso, ho fatto un giro a Piscinas. Piscinas è un luogo quasi surreale. Ha una bellezza unica ed un fascino indescrivibile. Vi si trovano delle dune sabbiose, se non erro le più alte in Europa, che arrivano fino al mare. Per scendere verso il mare bisogna percorrere in macchina una strada che attraversa tutta una zona costiera attraverso le dune. Quel tragitto è stato per me un’esperienza indescrivibile. Si passa attraverso una zona mineraria. Infatti tutta quella regione, gli anni scorsi, era zona mineraria. Il percorso è tutto in discesa fino al mare. Sembra, a tratti, di scendere verso un luogo impregnato del sudore e della fatica di coloro che vi hanno lavorato. Miniere, lavatoi, resti di strutture, carrelli, rotaie, uffici e corsi d’acqua che sono tutt’oggi di un colore rosso a causa delle passate attività estrattive. Paesaggi duri e brulli, di un’estensione inimmaginabile, costellati di resti delle passate attività, ma con un fascino incredibile. E poi ecco il mare. Sabbia, fine e chiara e le gigantesche dune (per estensione). Da loro si ammira il mare della costa e si arriva fino alla spiaggia. Sulla spiaggia c’è ancora il pontile dove attraccavano le navi da trasporto per i minerali estratti. Oggi il luogo è una zona di vacanza. La vecchia struttura mineraria (uffici? Magazzino? Lavatoio?) è stata convertita in un resort di lusso proprio sulla spiaggia. E’ incredibile, si passa quasi dall’inferno al paradiso. Da terreni brulli e terrosi ad un mare ed una spiaggia stupendi ed unici con quelle dune sabbiose costellate da arbusti (tra l’altro leggevo che sembrerebbe che in quei luoghi ci sia ancora il cervo sardo prima creduto scomparso). Ci devo tornare prima o poi. Se posso permettermi di dare un consiglio a chi legge, andate in quella zona. Indubbiamente un poco meno turistica rispetto ad altre zone vacanziere della Sardegna, ma intrisa di paesaggi e luoghi con una storia ed un fascino non comuni.

Marco
I segni del tempo
I segni del tempo di francofratini commento di pamar

Trovo che sia molto piacevole. Dal punto di vista tecnico penso che il light painting sia venuto bene, senza artefatti ed evidenze che mostrino l’illuminazione fatta con una torcia. Anche la distribuzione della luminosità è ottimale senza zone con eccessi. Bello l’aver cercato di incentrare la luminosità nella parte piu’ centrale con decremento graduale verso i bordi. Ne deriva un risultato molto buono esteticamente parlando, che crea un’atmosfera che bene si adatta al soggetto, cosi’ come le tinte ed i colori con gradazione particolare. Il rosa? Forse, come ti è stato fatto notare un poco eccessivo, ma a mio avviso in una foto del genere non è malaccio (parere personale. In questi ambiti rientra in modo preponderante il gusto personale).

Marco
Le mie 90 primavere
Le mie 90 primavere di nerofumo commento di pamar

Ciao Bruno, non voglio liquidare la questione con un “non ci siamo capiti” ma sembra sia proprio così. Probabilmente non sono stato chiaro; oppure abbiamo vedute diverse. Prima di tutto ci tengo a chiarire un punto che reputo fondamentale: la tecnica usata ed abusata in modo maniacale non è il centro del mio discorso. Personalmente non sono propenso a giudicare una fotografia solo riguardo alla precisione tecnica e non ho mai incentrato un giudizio solo su di essa (wse hai tempo e voglia guarda pure i miei post precedenti).
La tua frase che mi farebbe propendere per un profondo misunderstanding è questa:
“…..di fronte a certe immagini che fanno battere il cuore in maniera un po' diversa dal guardare un bellissimo tramonto, la mia personale attitudine è quella di tralasciare un attimo la tecnica, trovo a volte piuttosto irritante quando si predilige la spasmodica ricerca del difettuccio ad ogni costo su immagini che sarebbe opportuno prima guardare e valutare con occhio un po' più lungimirante, saper vedere un po' oltre il mero esercizio visivo”.
Intendiamoci, il mio pensiero ricalca le tue parole. Spesso soffermarsi troppo e solo su aspetti tecnici può essere fuorviante. Tuttavia le mie parole nel precedente intervento sottolineavano come alla base di uno scatto che si regge su sentimenti ed emozioni occorra anche un certo “saper fare” perché esse emergano dall’immagine. Per esempio la fotografia della madre anziana postata da nerofumo ha in sé tutti i connotati tecnici eseguiti in maniera ottimale per permettere agli aspetti emotivi di emergere in modo limpido. Questo è il fulcro del mio pensiero. La tecnica da sola è sterile, ma diventa necessaria se ha la funzione di veicolare altri aspetti. Non si tratta quindi di essere maniaci di aspetti tecnici inutili ma di sapere usare gli strumenti tecnici in modo da veicolare il mood della scena. Se per esempio la foto postata da nerofumo fosse stata non in grado di fare capire che si tratta di un’anziana cara per mancanze tecniche, sarebbe risultata altrettanto suggestiva? Quindi non si tratta di essere schiavi degli aspetti tecnici ma di saperli considerare e plasmare in funzione di quanto si desidera ottenere. in fondo la fotografia ha due facce, come una medagli, due componenti che esistono insieme e che devono essere presenti entrambe. Il lato artistico e creativo e il lato tecnico. Un superbo artista incapace di usare una fotocamera potrebbe scattare una grande foto? E un grande tecnico fotografico ma completamente sterile dal lato artistico? Sono necessarie le due componenti e l’una deve essere ben fatta per consentire l’esistenza dell’altra. Quindi, (e chiudo perché penso di avere detto quanto dovevo) la tua affermazione “la mia personale attitudine è quella di tralasciare un attimo la tecnica, trovo a volte piuttosto irritante quando si predilige la spasmodica ricerca del difettuccio ad ogni costo su immagini che sarebbe opportuno prima guardare e valutare con occhio un po' più lungimirante, saper vedere un po' oltre il mero esercizio visivo.” mi vede d’accordo, ma esula completamente dal mio discorso e pensiero che spero ora di avere espresso con maggiore chiarezza. Fra le altre cose ho l’impressione che tale frase sia espressamente rivolta al mio intervento ed a me, la qual cosa mi farebbe propendere che TUTTI i miei interventi di critica siano stati completamente travisati, forse per mia incapacità nell’esporre i miei giudizi. Comunque, ti ringrazio per lo scambio di opinioni e chiudo.

Marco
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