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| Voglia d'Estate di Anna Marogna commento di pamar |
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Una bella fotografia che definirei double-face. Si perché ciò che vuole esprimere la fotografia è biunivoco: in attesa dell’estate oppure fine dell’estate. Lettini ripiegati ed accatastati pronti per essere allineati ed aperti o chiusi in attesa di essere riposti per tutto l’inverno. Se posso dire la mia personale impressione la vedo più orientata verso la fine della bella stagione vacanziera e verso l’inverno, con quel pizzico di lieta tristezza che vede terminare le cose pur consci del futuro risorgere. Direi che questo è probabilmente dovuto ad un’atmosfera un pochino triste che rifugge l’allegria, data dai colori e la luce tendenti a tonalità spente ed invernali.
Marco |
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| sub di GiovanniQ commento di pamar |
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Ciao Giovanni,
capisco le tue intenzioni ed il perché dell’inquadratura. Se tu avessi tolto la parte sinistra avresti nascosto il fatto che si tratta di un furgoncino. Ti racconto in cosa sono incappato io vedendo lo scatto. Io non ho capito che si tratta di un furgone. Pensavo ad una parete in lamiera o ad una carrozza ferroviaria di un treno merci. Capito l’arcano a mio avviso il dettaglio incluso è troppo esiguo (almeno per il mio comprendonio limitato…). l’idea c’è, e comprendo la voglia di incentrare il tutto solo sul disegno e i suoi cromatismi blu/giallo. Certo, il fatto che sia su un furgone rende la scena meno comune. Manca però un dettaglio che faccia capire senza ombra di dubbio che si tratta di un furgone. Se non una parte maggiore a sinistra che so, magari la parte inferiore con le ruote…..
Marco |
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| Tegole di gfalco commento di pamar |
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Mi piace, e anche molto. Trovo che questo scatto abbia dei connotati che lo rendono particolarmente affascinante. Il soggetto è quasi banale: un tetto, una serie di tegole tutte uguali e ripetitive; è il modo col quale è stato ripreso a rendere il tutto originale e sui generis. Se guardiamo il tetto come è in realtà (grazie al link postato dall’autore) vediamo che la resa finale è tutt’altra cosa rispetto a come realmente è il soggetto. nello scatto di ora esso è “plasmato” in modo da perdere i suoi connotati reali ed acquisisce una nuova identità che lo trasforma da dettaglio comune in soggetto particolare. Lo sgambettamento della sua normale geometrica linearità grazie all’uso di un grandangolo, la trasformazione in susseguirsi quasi infinito di forme grazie al punto di ripresa ed all’intelligente rinuncia al colore. Lo sfocato del primo piano che fa cadere un punto stabile di “appoggio” per lo sguardo….rende l’insieme quasi onirico (e che lo sfocato iniziale sia pienamente voluto o dovuto per le condizioni ambientali poco importa. l’importante è che ci sta bene). Per me concludendo molto molto valida.
Marco |
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| sub di GiovanniQ commento di pamar |
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Perché quella piccola porzione di parte a sinistra? A mio avviso o tutto o niente.
Marco |
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| Quasi in cima di Gexgex commento di pamar |
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| Harma ha scritto: | Marco me hai confusa E già una fortuna aver trovato una persona al posto giusto! Te pretendi troppo  |
ciao,
vero, sarebbe pretendere troppo avere l’uomo vestito in altro modo, cosa non fattibile a meno di non costruire lo scatto con un modello. infatti io ho detto che per me è ottimale cosi’ come è, anzi ho pure detto che la persona vestita di giallo (trovata vestita di quel colore per caso) è addirittura ottimale. Poi ho ipotizzato come sarebbe stato vestito di altro colore ed ho lanciato tale ipotesi. Non ho mai detto che la foto sarebbe stata migliore con la persona vestita in modo diverso. quindi non ho mosso critiche sul colore del giubbotto, sapendo benissimo che non è sta in piedi una critica su tale aspetto in una foto del genere….non mi sognerei mai di essere tanto pretenzioso. E poi, ripeto, il colore “trovato” è pure ottimale così come è. Non farmi passare per criticone dai……
Marco |
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| nubi di gattapilar commento di pamar |
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che bel dittico. Possiede un insieme di caratteristiche realizzative azzeccate. un dittico non sempre è cosa facile da realizzare bene. Le due immagini devono dialogare fra di loro e possono farlo sia dal lato più immediato, ossia quello grafico, che dal punto di vista temporale, che da quello concettuale. Se puntiamo al concettuale spesso la corrispondenza puo’ essere difficile da afferrare ed intuire. qui’ siamo di fronte ad un dialogo grafico fra le due parti. Oggetti completamente diversi ma forme omologhe che immancabilmente si richiamano l’una l’altra. Azzeccato il B&N. I colori, magari discordanti, avrebbero tolto immediatezza di corrispondenza ai due fotogrammi. Cosi’ invece è tutto basato ed incentrato sulle forme…..tanto che vedendo la miniatura io personalmente mai avrei detto che la seconda immagine era un muro scrostato e non un cielo. Non vi è corrispondenza fra la posizione della nube nel cielo e quella della zona scrostata sul muro ? Vero, ma non lo reputo un connotato fondamentale. Per me buonissima così.
Marco |
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| Quasi in cima di Gexgex commento di pamar |
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Bella scena. Doveva per forza di cose essere scattata con questa composizione. Intendo dire che sei stato intelligente a confezionarla cosi’ perché questa è la composizione migliore che si potesse decidere. Ce ne sarebbero altre ottimali ma probabilmente questa è quella che risulta piu’ armonica visivamente. Personalmente, detto della compo, il particolare che piu’ mi colpisce è la persona, non solo per la sua posizione (vedi discorso sulla composizione) ma anche e immancabilmente per il suo cromatismo. Il colore giallo del giubbotto secondo me è ottimale. Ha infatti un paio di connotati vincenti: spicca e si amalgama bene con il paesaggio. Anche un rosso o un blu’ sarebbero stati evidenti spiccando e forse (anzi sicuramente) l’avrebbero fatto maggiormente che un giallo. C’è da dire che il giallo è meno discordante dal pietra dei mattoni e pur evidenziandosi bene si amalgama meglio. Meglio giallo o rosso/blu’ allora? A naso il giallo ma è pur vero che un blu’ essendo profondamente “diverso” sarebbe stato ancora piu’ squillante…….diciamo che in questo caso quanto mette tutto d’accordo è quel berretto rosso. Un punto piccolo ma di peso. Quindi alla fine quale colore del giubbino sarebbe stato piu’ efficace? Apriamo le votazioni: giallo – rosso – blu’ – verde – bianco ? (me col giubbotto blu’ o verde via il berretto rosso però).
Marco |
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| noir di filippo de marco commento di pamar |
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Ciao,
premetto che la fotografia mi piace. Mi piace dal punto di vista estetico/grafico. Trovo sia un bel B&N, una composizione semplice e pulita senza fronzoli. Sovviene poi tutta una serie di domande e congetture riguardo il perché di tale scatto. Cosa vorrebbe comunicare e come funziona concettualmente. Personalmente (ma immagino sia un aspetto comune) non sono in grado di spingermi oltre a semplici congetture. Questo perché un’opera di tal genere racchiude aspetti noti solo all’autore stesso. Servirebbe un lavoro completo, un portfolio, per dare la possibilità al fruitore di approcciarsi in modo maggiormente efficace a lavori concettuali di tale tipo.
Marco |
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| Monte Zevola di pulchrum commento di pamar |
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Un modo non comune di raffigurare una montagna o una scena montana. Solitamente, vista anche la bellezza dei cieli montani ricchi di nubi, si tende ad includere una parte del cielo. Si é soliti poi riprendere le catene montuose cercando di includere la loro interezza, per mostrare il loro insieme ed includere i bordi o lati delle cime che hanno magari profili accattivanti. In questo caso invece tutto quello che ho descritto non c’è. Vi è unicamente una parete rocciosa piena e un piccolo settore di cielo. Eppure questa immagine funziona ed è molto accattivante. La scelta compositiva è funzionale al risultato estetico ottenuto. Esso nasce e deriva immancabilmente da tale scelta. Un muro pieno e fitto che sottolinea la presenza e sostanza della roccia della montagna. Niente vie di fuga ma solo esaltazione della fisicità e pienezza della parete. Questa sottolineatura tuttavia ha la capacità di non sfociare nella monotonia ed assenza di dettagli, grazie alle zone innevate che “spezzano” la roccia e disegnano un’accattivante alternarsi di zone difformi cromaticamente. Le rocce di conformazione frastagliata, ricche di ombreggiature che rifuggono la piattezza e la neve che rende variegata la scena hanno il merito, lavorando a braccetto con la scelta compositiva chiusa, di presentare una veduta che esalta la pienezza fisica e senza fughe della roccia ma non vuole sfociare nel monotono e tutto uniforme. Un gran bel lavoro a mio giudizio.
Marco |
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| Toscana di doby1958 commento di pamar |
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| littlefà ha scritto: | | spesso releghiamo il cielo ad una minima parte del frame, a far da spalla a quant'altro di bello il paesaggio ad esso sottostante ci offre. Ma ci son volte in cui è il cielo stesso a dare spettacolo e allora tutto il resto lo completa, come in questo caso. |
Perfettamente d'accordo
Marco |
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| Pitigliano di Flavia Daneo commento di pamar |
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| Flavia Daneo ha scritto: | Marco, per una volta chiedo in anticipo perdono perchè vado contro la mia stessa natura, ma non posso farne a meno...quindi lo scrivo:
TI ADORO!
Ciao  |
Caspiterina, per un commentino.....ne sono lusingato
Marco |
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| Pitigliano di Flavia Daneo commento di pamar |
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Ho deciso di commentare questa immagine perché è costruita ad hoc. Intendo dire che la scelte del fotografo sono complessivamente mirate ad esaltatore e sottolineare il connotato saliente di questo paesaggio, ossia il suo essere abbarbicato sulla roccia e con gli edifici stretti l’uno l’altro (posto per questo scatto ma l’identica cosa vale per questo https://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=779477).
Quello che rende particolare tale paese è, come detto, la sua tipologia costruttiva. Il fatto che ogni via di fuga visiva sia eliminata in questo scatto accentua tale caratteristica: niente cielo, niente zone libere ai lati, nessun passaggio intuibile. La stessa scena inquadrata in modo piu’ “arioso” avrebbe perso parte della sua forza legata all’essere densa e quasi soffocante. Questo, a mio avviso, è un esempio di come la costruzione di una scena deve essere sempre funzionale al soggetto ed all’aspetto e caratteristica che di esso si vuole esaltare.
Marco
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| scatolette di randagino commento di pamar |
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| AarnMunro ha scritto: | ...quindi il "difetto" della foto (troppo poco contrasto) è per te un pregio?
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Un questo caso si perché lo trovo funzionale all'effetto descritto.
Marco |
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| scatolette di randagino commento di pamar |
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Questo scatto ha tutti gli elementi per “creare” un certo effetto che mi ha colpito subito, come prima impressione che ho avuto e primo connotato che ho notato. Si tratta di una mia personale idea che me lo fa apprezzare e sottende un effetto estetico che lo pervade e caratterizza. Mi riferisco all’effetto mimetismo della donna. Sembra quasi che, a un primo veloce sguardo, emerga di lei il solo volto….sembra quasi il gatto del quale compare a tratti il solo volto nel cartone animato di Alice nel Paese delle Meraviglie. La fantasia della camicia a scacchi richiama la parete e la scrivania. Il fitto ed uniforme della parete a scatolette forma un insieme monotono che inghiotte la figura umana a scacchi. Il bianco e nero uniformemente ricco di toni medi e privo di neri profondi costruisce un insieme di tonalità a dir poco omogenee nel loro insieme che inghiottono ogni dettaglio. Insomma, un insieme di caratteristiche realizzative che, con il loro sommarsi, formano un effetto molto ben riuscito.
Marco |
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| Apri gli occhi di Laki85 commento di pamar |
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Uno scatto intrigante e ottimamente eseguito. Ripresa originale di un soggetto comunemente immortalato in altra maniera. Apprezzo alcune accortezze che rendono il tutto impeccabile, quale l’aver incluso per intero e senza “appiccicarlo alla parte superiore della struttura il pilone sinistro del ponte. buona anche la scelta di mantenere a fuoco tutto il primissimo piano.
Se posso permettermi esprimo un mio gusto personale. Io avrei escluso tutta la parte destra (quella senza ponte). La trovo non fondamentale e avrei preferito accentrare il tutto sul ponte stesso. Per fare questo opterei per uno scatto verticale che sacrifica (forse penalizzandolo un poco) il “pertugio” dal quale si intravede la scena, ma con lo scopo di avere una vista univoca del ponte.
Marco |
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| St di littlefà commento di pamar |
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Un’immagine particolare. Particolare non tanto come tipologia d’immagine ma particolare riferita alle tue creazioni di ambito marinaresco. Perdona se generalizzo ma mi baso nel dire questo su quanto conosco della tua produzione ossia quanto riesco a vedere qui, e non tutto quello che posti perché frequento quanto riesco ossia pochino. Comunque, come ti dicevo una sorta di novità riferita a te e ci trovo un connotato positivo ed uno meno. Senza dubbio penso che la dote principale di questo scatto risieda nella sua capacità di isolare e rendere avvincente una zona abbastanza comune. La composizione penso che giochi un ruolo fondamentale in questo, con la sua capacità di “creare” grazie alla spuma ed all’acqua una zona centrale senza onda dove spicca e si evidenzia a destra la texture della sabbia bagnata e a sinistra sassi vari. trovo che la scelta del B&N sia buona. Questo riesce ad accentrare l’attenzione su forme, tessitura ed ombre della superficie. superficie che, come detto forma una gradevole zona centrale delimitata da un contorno di acqua. Come ti dicevo penso sia questa zona circolare e centrale il fulcro della scena e, trovo basilare la perfetta leggibilità del suo perimetro formato dalle zone acquose. Detto questo trovo la zona acquosa in primo piano fuori fuoco/mossa e questo va ad inficiare la bellezza del contorno e fa impattare l’osservatore con una prima zona (che è poi quella che arriva prima alla vista) non piacevolmente resa. allora si finisce per avere una valutazione d’insieme dell’immagine non ottimale per il particolare in primo piano. Comunque sia una bella idea e di sicuro con una buona scelta dei tempi per cogliere un’affascinante texture.
Marco |
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| Glass Life di GiovanniQ commento di pamar |
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Senza dubbio un’immagine che mi colpisce. E ‘vero, si tratta di un’installazione di un’altra persona e quindi il merito è dell’autore che ha creato quanto tu hai “solo” fotografato…..a rigore di logica è così. Se scatto una fotografia della Dama con l’Ermellino o della Gioconda di Leonardo da Vinci la vera opera è il quadro stesso e non il mio scatto. Eppure qui’ siamo di fronte ad un caso diverso. Io lo definirei estrapolazione, non semplice copia pedissequa. Si tratta di una rappresentazione che si incentra su una zona, un dettaglio dell’insieme e “costruisce” una scena che vive di vita propria e illustra qualcosa di diverso rispetto all’opera originaria. L’indubbio merito dell’autore è stato quello di avere intuito e visto (o meglio previsualizzato) cosa poteva essere prodotto e la capacità di usare il mezzo fotografico (esposizione, inquadratura, pdf…) per ottenere quanto si prefiggeva.
Marco |
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| Biancoblu di Anna Marogna commento di pamar |
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Colpevolmente vedo solamente ora questa immagine. Appena l’ho vista ho subito pensato che attira l’attenzione ed ha il pregio di fare fermare un attimo a guardarla e pensare che si tratta di una buona idea e realizzata bene. Senza dubbio ha quindi innumerevoli aspetti positivi. Da parte mia sottoscrivo quanto detto e che penso sia il pensiero dei più. Tuttavia se si va “oltre” una visione solo iniziale qualcosa si perde (mi permetto di dirlo, è solo una mia personale opinione). intendo dire, senza voler sminuire l’immagine, che dopo l’iniziale appeal estetico, se ci sofferma a fondo su di essa non si va oltre. Personalmente(personalmente, lo ribadisco) mi viene spontaneo associare la fotografia ad un gioco grafico, per esempio a quella vecchia figura di un occhio con un cielo al posto dell’iride oppure a quelle figure con immagini tipo illusioni ottiche. Come detto qualcosa che meraviglia e si fa notare solo inizialmente. Detto questo c’è da dire che l’immagine funziona. Semplice e pulita.
Marco |
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| People di Arpal commento di pamar |
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Personalmente (e posso benissimo sbagliare ma questo è quanto mi trasmette) penso sia un lavoro composto da buoni scatti presi singolarmente o a piccoli gruppi ma non un portfolio univoco dove le varie immagini sono legate fra loro. Certo, la tipologia dei personaggi rende subito l’idea che si è sempre e comunque nella stessa città/paese, ma oltre a questo non vedo un filo conduttore fra una fotografia e l’altra o forse il filo è a tratti discontinuo e frammentario. Probabilmente sono assenti alcune foto-con funzione di amalgama del lavoro nel suo complesso.
Marco |
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| il bel passato di randagino commento di pamar |
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Una fotografia che mi piace. Trovo il B&N una buona scelta per questo scatto, perché pone il fulcro sul chiarore dei marmi della costruzione contro la quale spicca il personaggio che è vestito di scuro. Tra l’altro egli siede proprio in una zona completamente chiara, quasi una “porzione” a lui riservata e delimitata dalle ombre della parte destra e da quella lineare e netta formata dallo scalino. questo contribuisce a focalizzare lo sguardo sulla persona, dalla quale emergono pensieri e riflessioni (dati anche dalla sua posa) che si traducono in pensieri personali e congetture del fruitore.
Marco |
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