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| st_ di Antonino Di Leo commento di dragoferro |
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no, vedi. E' qui che ti sbagli.. sensibile non sono. Anima bella neppure.
Di cure invece avrei invece senz'altro bisogno...
Caro kevin Carter de noartri ..Capisco che la tua posizione sia oramai difficilissima da sostenere, ma non e' che rispondendo con insulti tu possa migliorare questa foto o darle un senso.
E' e resta a mio avviso una pessima foto rubata, inutile ,falsa e sciropposa.
E' sotto agli occhi di tutti, solo tu non lo vedi e ti ostini a difenderla.
Io mi faro' curare, ma tu vedi di crescere. Almeno fotograficamente...
Cosa ci proporrai la prossima volta? quale sara' la tua trepidante denuncia sociale?
L'importante e' che tu lo faccia con uno scatto come questo, che sembra un fotogramma estratto dalle telecamere fisse di sorveglianza della metro.
Uno scatto vuoto, dove non accade nulla. Pure per il barbone sei risultato indifferente e te lo dimostra. Non c'e' un guizzo. Nulla...
Dovremmo perdere tempo a commentarla una foto del genere?
Questo davvero pretendi? |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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dragoferro (?)
| Citazione: | anche io ne ho le "p..lle" piene di pseudo artisti con il click facile verso i barboni.
Queste foto non documentano oramai più nulla, son solo testimonianze dell'incapacita' da parte dell'autore di comprendere il senso della fotografia amatoriale.
E' ,per conto mio, ora di finirla di atteggiarsi a reporter di guerra in missione scaricando raffiche verso il diseredato di turno.
Ma andate a fotografare soggetti davvero difficili come fiori o monumenti!!.
Forse sarebbe ora di cominciare a provare un po' di vergogna su scatti di questo tipo.
Invece di perdere tempo a scattare l'ennesima inutile foto (e quel che e' peggio presentarla in un forum) avresti potuto impiegare meglio il tuo tempo,se davvero hai intenzione di fare qualcosa, lasciandogli un tuo indumento o qualche soldo. |
| Citazione: | Esprimo solo il mio malessere nel vedere pessime fotografie senza progetto mascherate da denuncia sociale.
Oltretutto chi ha mancato di rispetto (soprattutto verso se stesso) e' proprio l'autore pubblicando questa inutile foto. |
La tua sensibilità mi commuove, pervaso da brividi emozionali ho anche inviato il link a tutti i miei amici e amiche più cari per farlo leggere sai, è raro trovare gente buona e sensibile come te di questi tempi amico mio.
Ora, tornato in me dopo il dovuto sbandamento e visto i toni ti rispondo a tono anzi, siccome mi stai pure abbastanza simpatico ti do un consiglio fraterno: curati... ne hai tanto bisogno, ma curati bene però eh, mi raccomando, non farmi preoccupare.
Sei riuscito a incolonnare una serie tale di fesserie, stupidaggini, falsità e luoghi comuni da fare invidia al miglior politico di turno e non in uno ma in due commenti, anzi no, interventi, perché il commento dovrebbe avere un minimo senso (analisi, osservazione critica o interpretazione su qualcosa, la foto nello specifico) per essere tate... da non credere!
"Statte bbuenu esauritu"
p.s. ma ti vergognavi a scrivere "palle" per intero visto che hai omesso solo la "a" sostituendola con ben due(??) puntini, basta solo questo a dimostrare la tua falsità e buonismo gratuito del cazzo (senza puntini)!
A cautela, chiedo scusa agli amministratori e agli utenti del forum ma se provocato rispondo a tono, mi sembra lecito.
Detto questo non risponderò più (o almeno ci proverò) a interventi offensivi personali. Sulla foto uno può dire quel che vuole ovviamente, come sempre, ci mancherebbe.
Grazie. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Maurizio Rugiero |
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| Antonino Di Leo ha scritto: | Ma dici che se ammetto di essere d'accordo con te qualcuno penserà io sia di parte?  |
Certo Antonio  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di dragoferro |
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no mauri93, non mi pare. Esprimo solo il mio malessere nel vedere pessime fotografie senza progetto mascherate da denuncia sociale.
Oltretutto chi ha mancato di rispetto (soprattutto verso se stesso) e' proprio l'autore pubblicando questa inutile foto. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Maurizio Rugiero |
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| dragoferro ha scritto: | anche io ne ho le "p..lle" piene di pseudo artisti con il click facile verso i barboni.
Queste foto non documentano oramai più nulla, son solo testimonianze dell'incapacita' da parte dell'autore di comprendere il senso della fotografia amatoriale.
E' ,per conto mio, ora di finirla di atteggiarsi a reporter di guerra in missione scaricando raffiche verso il diseredato di turno.
Ma andate a fotografare soggetti davvero difficili come fiori o monumenti!!.
Forse sarebbe ora di cominciare a provare un po' di vergogna su scatti di questo tipo. |
non ti pare che che facendo queste affermazioni sei tu che manchi di rispetto altrui  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Maurizio Rugiero |
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| Webmin ha scritto: | ... appunto. Chi se ne frega... La stessa cosa che sento dire troppo spesso a ragazzi ed adulti. Ma non è evitando di tener conto delle opinioni altrui che il genere umano si è evoluto.
Mario |
Mario io posso rispettare il tuo pensiero e non condividerlo.... e tu puoi esternare il tuo.... non imporlo facendo testo con scrittori che altro non sono che mezzi pazzi che si svegliano una mattina e pensano di sapere tutto tutti e tutto con le loro paranoie! e poi mi pare che qui dobbiamo criticare la foto non se e giusto ho meno fotografare i barboni.
Dici che sono le discussioni che senti dai ragazzi adulti non metto in dubbio quello che dici ma la tua esperienza riguardo a ciò non può far testo in quanto dovresti sentire tutti ragazzi adulti nel mondo e cmq non sono mica tutti fotografi ho guardano le immagini dei barboni...... dai su................. naturalmente ciò che ho scritto lo fatto in tuta tranquillità serenità e con un pizzico di ironia esternado la mia opinione e no imponendola  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di dragoferro |
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anche io ne ho le "p..lle" piene di pseudo artisti con il click facile verso i barboni.
Queste foto non documentano oramai più nulla, son solo testimonianze dell'incapacita' da parte dell'autore di comprendere il senso della fotografia amatoriale.
E' ,per conto mio, ora di finirla di atteggiarsi a reporter di guerra in missione scaricando raffiche verso il diseredato di turno.
Ma andate a fotografare soggetti davvero difficili come fiori o monumenti!!.
Forse sarebbe ora di cominciare a provare un po' di vergogna su scatti di questo tipo.
Invece di perdere tempo a scattare l'ennesima inutile foto (e quel che e' peggio presentarla in un forum) avresti potuto impiegare meglio il tuo tempo,se davvero hai intenzione di fare qualcosa, lasciandogli un tuo indumento o qualche soldo. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Max080 mi fa veramente piacere che tu abbia "colto"... meno male. Grazie mille per il tuo apprezzamento, buona giornata.
Mr. Host Grazie per il tuo intervento, rispetto il tuo punto di vista anche se non lo condivido per niente ovviamente.
Da quel che scrivi, in buona sostanza, dovremmo fotografare tutti monumenti, paesaggi, palazzi e... poi non mi viene in mente nient'altro viste le restrizioni a cui si andrebbe incontro ma, ora che ci penso, non sono anche queste "situazioni stereotipate, abusate, dal contenuto ormai cristallizzato in chi osserva"???
| Citazione: | | difficile oggi distinguere chi ha scelto di emarginarsi o di chi lo fa di mestiere |
Hai dimenticato la terza opzione, la più grave, quella di "essere stati" emarginati, dalla società, dai parenti, dal mondo intero, a torto o ragione non è dato sapere e non ha nemmeno importanza, questo mi lasciava presupporre la persona fotografata.
p.s. emh... ero piegato, ma poco importa...
Buona continuazione.
Grazie a Demetrio per il passaggio, a Sergio e niente da capire per il loro apprezzamento. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Mr. Host |
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Ciao Antonino
Come fotoamatore e in un forum di fotografia, la valutazione che posso dare a una candid del genere non può che essere negativa.
La trovo fatta male, il suo contenuto è un cliché, perché è una situazione ripetuta, sempre uguale, fotografata quasi in modo meccanico, non è spontanea ed è priva di originalità,
La ripetizione del mendicante a testa bassa e fastidiosa (da fotoamatore), situazione stereotipata, abusata, contenuto ormai cristallizzato in chi osserva.
La sua composizione ha un sapore quasi offensivo (nel senso buono), la ripresa dall'alto in basso, sottolinea solo l'inferiorità in cui si trova il soggetto,
l'illusione che ci sia un'empatia fra l'autore e il soggetto è forzata, ha un cappello davanti, catturare lo sguardo dei passanti è il suo mestiere, deve impietosire , avere un'aria sofferente, fuori dal mondo, difficile oggi distinguere chi ha scelto di emarginarsi o di chi lo fa di mestiere..
la sua documentazione (e il suo valore) si regge nel contrasto tra il soggetto un po' trasandato e la location, pulita e ordinata, e non passa in secondo piano il lucido del pavimento e delle mattonelle..però la disponibilità di poter riprendere il soggetto, in qualsiasi momento, da tutte le angolazioni, la pone sullo stesso piano di fotografare un'artista di strada, troppo facile,
questo come valutazione da semplice fotoamatore, le sensazioni che la tua fotografia mi trasmette.
Sul piano emozionale sinceramente, condivido in toto lo scritto di Gilardi, ma giustamente non fa testo
ciao  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Max080 |
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| Antonino, ti dico una cosa: quando ho visto la foto, prima di leggere i commenti, ho pensato che quel mendicante sapeva che lo stavi fotografando. Ho pensato: questo è un autoritratto, travalica i limiti dell'angolo di campo, rovescia qualunque regola sul soggetto. Poi ho letto la tua storia che ha confermato la mia impressione, ivi compreso il rimpianto che, tra i due possibili, hai scelto di sopportare. Io intanto mi vado a riguardare questa qua: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=642946 che mi piace davvero tanto tanto. Ciao |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Webmin |
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| mauri93 ha scritto: | Bingo! Ando Gilardi,, Salvatore Carrozzini, scusate l espressione ma chi se ne frega della loro opinioni e delle loro etiche ci sono milioni di ritratti rubati anche quei soggetti sono stati violati e indifesi  |
... appunto. Chi se ne frega... La stessa cosa che sento dire troppo spesso a ragazzi ed adulti. Ma non è evitando di tener conto delle opinioni altrui che il genere umano si è evoluto.
Mario |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Ciao Liliana, grazie per il tuo intervento e per l'efficace "estratto", molto esaustivo.
| Citazione: | | Il dialogo verbale può nascere dopo lo scatto, ma quello più importante si verifica mentre si guarda il soggetto nel mirino, mentre lui guarda i nostri occhi attraverso l'obiettivo. In quel momento si deve comprendere se il soggetto ha dato il suo consenso allo scatto o meno. |
spiego ora la situazione da cui è nata la fotografia "incriminata" così magari non verrò tarchiato a vita come un "grande esploratore, senza alcuno scrupolo", almeno spero.
Metropolitana di Parigi, l'unico e solo "barbone" (clochard in francese ma cambia poco, anzi niente se non rendere chic un termine che descrive tutt'altro quindi io, se non disturba, lo chiamo barbone... per RISPETTO sia chiaro!) incontrato nei corridoi in due giorni di uso intenso del mezzo.
Mi son fermato immediatamente.
Appena inquadrato e composto ho aspettato/sperato si girasse e mi vedesse, lo ha fatto senza cambiare minimamente espressione. Si è rigirato, ho scattato.
L'unico rimpianto che ho è quello di non avergli donato nemmeno un euro, non per giustificarmi, ma in quel momento è arrivata la metro portando con se una folla allucinante e dovevamo prenderla immediatamente, situazione difficile da spiegare, il tutto si è svolto nel giro di 30 secondi o giù di li.
Ora quel "barbone" esiste perché io l'ho fotografato...
Grazie ancora Liliana... ciao |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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| mauri93 ha scritto: | Bingo! Ando Gilardi,, Salvatore Carrozzini, scusate l espressione ma chi se ne frega della loro opinioni e delle loro etiche ci sono milioni di ritratti rubati anche quei soggetti sono stati violati e indifesi  |
Ma dici che se ammetto di essere d'accordo con te qualcuno penserà io sia di parte?  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Maurizio Rugiero |
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Bingo! Ando Gilardi,, Salvatore Carrozzini, scusate l espressione ma chi se ne frega della loro opinioni e delle loro etiche ci sono milioni di ritratti rubati anche quei soggetti sono stati violati e indifesi  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Webmin |
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| Antonino Di Leo ha scritto: | | Mario con tutto il massimo rispetto (sincero) per te e Ando Gilardi, a me sembrano tanto una enorme accozzaglia di stronzate (chiedo scusa per il francesismo), luoghi comuni e buonismo gratuiti. Ciao |
... sono proprio questi "francesismi" a dimostrare indirettamente quanto si sia persa la bussola, in generale, sull'etica. Oramai, in giro per web, è consuetudine fare di queste caccie, per cui per assimilazione ci sentiamo tutti grandi esploratori, senza farsi alcuno scrupolo...
Mario |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Liliana R. |
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| Antonino Di Leo ha scritto: | | Mario con tutto il massimo rispetto (sincero) per te e Ando Gilardi, a me sembrano tanto una enorme accozzaglia di stronzate (chiedo scusa per il francesismo), luoghi comuni e buonismo gratuiti. Ciao |
Ciao Antonino, ho estrapolato dal tutorial di street BREVE RIFLESSIONE SULL'ETICA DEL FOTOGRAFO DI STRADA di Salvatore Carrozzini la parte che può riguardare la tua foto con l'intenzione di una riflessione comune.
Il “dialogo” con il soggetto
Il soggetto del fotografo di strada parte sempre in una posizione di svantaggio. La fotocamera può essere percepita come una sorta di arma puntata che minaccia la sfera personale. Il soggetto è immerso nella sua microstoria, potrebbe non desiderare di essere ripreso e il fotografo ha il difficile compito di raccontarla, senza alterarla e al tempo stesso senza strapparla via con forza al legittimo proprietario. La legittimazione morale che il fotografo di strada deve ottenere per rendere lecita la sua azione passa attraverso un dialogo che si deve instaurare con il soggetto.
Non si tratta di un dialogo verbale, non ci può essere un'interazione verbale mentre si scatta, né negli istanti precedenti, altrimenti lo scatto perde autenticità, non è più una storia autentica. Il dialogo verbale può nascere dopo lo scatto, ma quello più importante si verifica mentre si guarda il soggetto nel mirino, mentre lui guarda i nostri occhi attraverso l'obiettivo. In quel momento si deve comprendere se il soggetto ha dato il suo consenso allo scatto o meno.
Si comprende bene che quando il soggetto non può interagire con noi perchè impossibilitato a farlo il dialogo non si instaura. E' il caso dei senzatetto, spesse volte ritratti mentre dormono sul marciapiede o sui gradini di una chiesa. In questi casi, se si scatta, lo si fa senza alcuna legittimazione morale e se il soggetto è riconoscibile in viso, viene brutalmente depredato della sua dignità.
La macchina fotografica è un mezzo per entrare in contatto con l'umanità, è un mezzo che dovrebbe accorciare le distanze tra noi e l'altro, è lo strumento che celebra le storie dell'umanità in strada. E' un mezzo molto potente, capace di far diventare gli “ultimi” i primi anche se solo per un'istante o per tutte le volte che gli spettatori osserveranno la foto. Se però le foto si estorcono con la forza, se con il soggetto non si dialoga (nell'accezione usata poco sopra), se il diritto di scattare non viene guadagnato sul campo dal fotografo, allora la macchina altro non è che un'arma per soddisfare i propri esclusivi “bisogni”.
Ciao Liliana |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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| Mario con tutto il massimo rispetto (sincero) per te e Ando Gilardi, a me sembrano tanto una enorme accozzaglia di stronzate (chiedo scusa per il francesismo), luoghi comuni e buonismo gratuiti. Ciao |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di niente da capire |
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non so, tutte le volte si apre un dibattito sull'argomento...da un lato credo sia una forma di ipocrisia il non voler vedere (e far vedere) il brutto che ci circonda, d'altra parte sembra quasi una forma di "violenza" fotografare una persona indifesa che, suo mal grado, si trova in certe condizioni. Certo sono "bersagli" troppo facili, quello si.
Ciao
Carlo |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Webmin |
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... pur nel rispetto delle opinioni ed altrui libertà, credo possa aiutare a riflettere quanto scritto da Ando Gilardi.
Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati. Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.
Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.
Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perchè non possono respingerti. Non fotografare il suicida, l’omicida e la sua vittima. Non fotografare l’imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.
Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza, non aggiungere la tua. Loro debbono usare la violenza, tu puoi farne a meno.
Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l’eroico moncherino.
Non ritrarre un uomo solo perchè la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme. Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall’incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l’attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie.
Non fotografare la madre dell’assassino, e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l’amante e nemmeno gli orfani dell’amante. Non fotografare chi subì ingiuria: la ragazza violentata, il bambino percosso. Le peggiori infamie fotografiche si commettono nel nome del “diritto all’informazione”.
Se è davvero l’umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l’ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.
Non fotografare chi fotografa: può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale.
Come giudicheremmo un pittore in costume bohemien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all’ergastolo, all’impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, a un corpo lacerato che affiora dalle rovine?Perchè presumi che il costume da freelance, una borsa di accessori, tre macchine appese al collo e un flash sparato in faccia possano giustificarti?
Mario |
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