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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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carcat grazie mille.
perozzi grazie per il commento, ma lo sai che al taglio quadrato non ci avevo pensato proprio... proverò sicuramente.
maurizio grazie mille per il tuo commento e l'apprezzamento... mi fa piacere... buona serata, ciao
luca ti ringrazio per il passaggio e per il gradimento... buona continuazione. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Luca73photo |
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bella immagine ben composta
buono il b/n
interessante il tombino che sembra essere un terzo soggetto a fare da legame fra gli altri due |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di dragoferro |
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mah ,senza star troppo a speculare sul termine "barbone" , che oramai neppure i barboni si offendono più.
Frank66, al di la' dello scatto , che preso a sé stante puo' vincere il Pulitzer o meno , l'etica del fotografo riveste una sua importanza fondamentale.
Certi scatti sono leciti e legittimi solo in situazioni ben specifiche. Al di fuori di queste diventano solo inutile splatter.
Mi spiego meglio... lo scatto dell' uomo dilaniato che muore, puo' avere un senso in particolari contesti, dove la crudezza delle immagini e' inevitabile ed e' funzionale al messaggio. Diversamente risulta solo essere sciacallaggio.
Per chiarire ulteriormente con l' esempio di un grande (e portando la discussione su ben altri livelli)... Non contesto kevin carter per il suo scatto, contesto il fatto che sia stato 20 minuti ad aspettare che il rapace aprisse le ali per ottenere uno scatto "fotogenico".
Alla fine dei conti e' appunto l'etica personale del fotografo che decide se scattare o meno.. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di gparrac |
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| frank66 ha scritto: | | (...)E qui vengo al famoso testo citato di Ando Giraldi; confesso di essere tra quelli che non ne sono rimasti particolarmente folgorati, oltre a non digerirne molto il tono, stile dettami morali (ricordano molto i ben più famosi dieci comandamenti)(...) |
Per quanto riguarda la forma posso capire benissimo il tuo punto di vista, ma devi tener conto che è il testo di un volantino distribuito al Sicof un po' di anni addietro.
Lo stile doveva essere questo ... per fare in modo che chi lo riceveva continuasse a leggere e non lo gettasse immediatamente in un cestino.
Potrei aggiungere che la legislazione recepisce (per quanto riguarda la pubblicazione, molto meno per l'atto del fotografare) quasi tutti i dettami del testo, ma si potrebbe ragionevolmente rispondere che della legge non me ne importa nulla o con frase equivalente, più efficace ma meno educata ... in fondo un gran numero di ebrei fu ucciso in modo perfettamente legale ucciso dai nazisti, un numero probabilmente maggiore di ucraini fu fatto morire di fame - sempre nel pieno rispetto delle leggi vigenti - dai comunisti in quel dimenticato Holodomor ...
Non è detto che ogni legge sia giusta ...
Ma affrontare questo delicato argomento quando se ne presenta l'occasione mi sembra opportuno, credo sia possibile farlo senza arrivare alla rissa e continuo a pensare che sia possibile parlarne in modo pacato, la paura che la discussione degeneri o l'amore del quieto vivere non devono - a mio avviso - essere motivo per non affrontare ogni argomento un po' spinoso.
Da parte mia non posso dire di avere le idee perfettamente chiare ... ho solo qualche punto abbastanza fermo.
In sintesi poche idee, ma confuse.
Un saluto. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di MauMa |
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Molto bella,chicca il tombino che ride alla faccia di tutti..... Un bn con un viraggio botto bello.
Ciao
Maurizio |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di perozzi |
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| Uno scatto ben composto e con un bn veramente interessante. Personalmente avrei preferito il tutto inquadrato con un passo indietro, ma nella street non sempre c'è il tempo per decidere. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di frank66 |
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Al solito, di fronte a questo genere di scatti, si scatena la polemica, che alcune volte scade in rissa verbale.
A qualcuno può dar fastidio vedere pubblicata la foto di un mendicante, benissimo, libero di esternare il proprio disagio; altri ad esempio non amano vedere fotografie di bambini, comprensibile anche questo da un certo punto di vista. Rimango però molto perplesso quando la critica fotografica si trasforma in presunzione sulle qualità etiche di un autore, quindi in giudizio morale sul suo operato o approccio ai soggetti.
E qui vengo al famoso testo citato di Ando Giraldi; confesso di essere tra quelli che non ne sono rimasti particolarmente folgorati, oltre a non digerirne molto il tono, stile dettami morali (ricordano molto i ben più famosi dieci comandamenti). Non dico che quei concetti non siano condivisibili, ma mi sembra soffrano di troppa genericità: lascerebbero infatti presupporre che tutti i soggetti "deboli" citati non siano "fotografabili" (a meno di non arrecargli un danno) in nessuna circostanza e per nessuna ragione. Per come la vedo io, in tutti i processi di interazione tra esseri umani (compreso quindi scattare fotografie al prossimo), il "bene" o il "male" è da riferirsi al contesto e alle individualità degli attori in gioco. Insomma, come sempre accade, le cose andrebbero valutate caso per caso, astenendosi dal lanciare anatemi e intraprendere crociate moralizzatrici.
Parlando della foto, trovo che non sia uno scatto di forte impatto, insomma non molto comunicativo, in particolare per la distanza dal soggetto e l'assenza di un'evidenza di interazione con il fotografo (se questa fosse trasparita dalla foto, anche l'osservatore, per proprietà transitiva, ne verrebbe coinvolto). Se poi questo scatto abbia in qualche modo ferito la dignità della persona ritratta, sinceramente non sta a me giudicarlo, nè credo a nessun altro. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di gparrac |
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| dragoferro ha scritto: | | torniamo a parlare di fotografia e di barboni(...) |
Di barboni no ...
Tempo addietro mi sono trovato a commentare le fotografie di un ... simpaticissimo signore, commentare molto positivamente perché ho trovato veramente bello il fatto che fosse ritratto di fronte, con un atteggiamento cordiale e cooperativo, quasi pavoneggiandosi per il suo ciuffo di capelli curato e per la sua folta barba.
Ho usato il termine barbone e sono stato redarguito, anche giustamente perché effettivamente la parola ha valenza negativa rilevata anche sui dizionari che ho consulato per verificarlo.
Ho usato volontariamente il termine barbone perché tale era, nel senso che di lunga barba scura era dotato, l'ho usato così come avrei detto biondo, alto ...
Non c'è stata rissa, ma solo perché ho spiegato il mio punto di vista e stavo parlando con persona chiaramente intelligente e disposta a considerare punti di vista diversi dal suo.
Adesso ... sorrido amaramente!
Da una parte perché mi sembra chiaro che si può parlare con grande rispetto dei senza tetto e nel contempo usare tranquillamente la parola incriminata, dunque non sono io a trovare eccessive certe fisime del politicamente corretto, dall'altra perché si può liberamente irridere un uomo come Ando Gilardi, barbone anche lui, di cui a due anni dalla scomparsa sento la mancanza anche se probabilmente se fosse vivo mi troverei a discutere con lui ogni tre secondi.
Avevo visto la fotografia, avevo quasi deciso di commentarla per rilevare come l'unica cosa buona fosse quel titolo (_st) e che ci è per una volta stato risparmiato l'ormai classico Indifferenza ... titolo tanto abusato per dare una giustificazione ed un sapore di denuncia sociale a tante immagini come questa.
E - pur molto aperto a considerare punti di vista diverso dal mio - preferirei non fosse mostrato tale disprezzo nei confronti di Ando, che almeno come essere umano credo non si possa discutere, anche se evidentemente possono essere discusse le sue opinioni.
Un saluto  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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| Citazione: | | Amici come prima??? |
Ma figurati... ci mancherebbe altro Demetrio.
Piuttosto grazie per il tuo commento.  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Demetrio. |
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Questa mi piace, Antonino.
A livello fotografico, c'è interazione: Le due persone (con esperienze di vita visibilmente differenti), condividono lo stesso spazio per motivi diversi; Le due persone, hanno il corpo rivolto in direzioni opposte; e, molto bello, hai colto due volti sorridenti.
Non ne ho mai fatto una questione di etica.
Amici come prima???  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di essedi |
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Molto caratteristico il soggetto in primo piano con scarpe e lattina che stridono con il vestito ed il sorriso richiama quello del tombino!Ottimo il bn.  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo,
se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.
Fabrizio De Andrè |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di dragoferro |
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ok, torniamo a parlare di fotografia e di barboni.
Nessuno dice che NON si debbano fotografare i deboli. In genere si contesta il MODO in cui vengono fotografati.
Un barbone non e' solo una persona seduta a chiedere l'elemosina. Ha attimi di vita diversi. Ha percorsi e soste durante la giornata perlopiù sconosciuti a tutti. Per esempio,pochi sanno che esistono "ristoranti" specializzati nel rifocillare i barboni. Non intendo le varie caritas o simili, sono proprio strutture autonome di mutuo soccorso che nascono e si sviluppano nelle citta'. In pratica i barboni raccattano cio che trovano (per esempio avanzi dei mercati) e lo collettano insieme per preparare pasti.
Mi e' capitato in passato di partecipare a questi pranzi.
Esistono punti di adunata e di solidarietà tra loro. Nessuno mai pero li fotografa perché per conoscerli devi interagire con loro ed essere accettato. Il che presuppone impegno e sforzo.
Certamente più impegno che dedicare un rapido sguardo e catturare la solita scena del barbone addormentato tra i cartoni. Il classico scatto da 20 secondi e via... |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Sisto Perina |
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| mauri93 ha scritto: | Eppure sisto ho scritto in italiano e non mi sembra di aver insultato nessuno ma espresso il mio semplice punto di vista ha forse parli degli scrittori ma se sono scrittori sono personaggi pubblichi quindi non vedo il probblema  |
non sarei contento se qualcuno mi desse del mezzo pazzo o paranoico....
attenzione a misurare le parole....Lo si dice per voi.... il forum, come da premessa al regolamento, è sollevato da eventuali cause riguardanti tali affermazioni
State attenti...
ed ora ritorniamo alla fotografia...
ciaoo |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Maurizio Rugiero |
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Eppure sisto ho scritto in italiano e non mi sembra di aver insultato nessuno ma espresso il mio semplice punto di vista ha forse parli degli scrittori ma se sono scrittori sono personaggi pubblichi quindi non vedo il probblema  |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Sisto Perina |
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| dragoferro ha scritto: | Si' scusate per l'entrata a gamba tesa (Anche se qualche volta dovrebbe poterci stare).
La prossima volta vedro' di starmene zitto. |
Non hai capito, qui non si vuole zittire nessuno....c'è solo modo e modo di poter esporre le proprie convinzioni
La convivenza civile innanzitutto: il più umile degli amatori niubbi è ben accetto a dare il proprio (seppur errato) parere, il più grande dei fotografi se si esprime contro regolamento se ne va a calci nel sedere....
semplice no?
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| st_ di Antonino Di Leo commento di dragoferro |
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Si' scusate per l'entrata a gamba tesa (Anche se qualche volta dovrebbe poterci stare).
La prossima volta vedro' di starmene zitto. |
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| st_ di Antonino Di Leo commento di Sisto Perina |
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I punti di vista su di un determinato scatto è sottinteso siano personali e, nel bene e nel male, devono essere accettati com tali dall'autore che pone a critica la sua fotografia.
Qui, a fronte di alcuni interventi, si è perso di vista il buon modo di comunicare ora per difendere a spada tratta il proprio (o altrui) scatto ed ora per ribattere su etica comportamentale e quant'altro negli scatti di questa tipologia...
Gli interventi di Webmin e Liliana (a citare rispettivamente il pensiero di Gilardi e Carrozzini) non sono altro che semplici indicazioni etico-professionali che indicano un modo per affrontare un tema importante,usato ed abusato in fotografia.
Che questo modus operandi sia poi condiviso o meno da chi materialmente produce l'immagine è una questione personale che, come tale, anch'essa deve essere rispettata...
Le critiche ci stanno e devono essere rispettose, le controcritiche non devono però essere da meno.
Il tema è spinoso e saltuariamente viene riciclato per riproporre "sempre" le stesse diverse convinzioni...
Eticamente parlando non dovrebbe esserci nessun problema nel voler documentare saggiamente e rispettosamente un attimo o più della vita di queste persone: basta interagire.
Interagire significa avere tecnicamente il consenso allo scatto ed alla pubblicazione (legislazione alla mano quindi) ma soprattutto avere la fiducia della persona/soggetto del racconto. Un esempio? eccolo: http://www.photo4u.it/viewcomment.php?t=353792
Alzare la voce usando termini inappropriati e difendendo la propria convinzione senza analizzare quella altrui non è corretto;
- c'è modo e modo di dire che non si sopporta più chi fotografa queste persone con scatti rubati (capito dragoferro?)
- si può controbattere non scomodando con insulti alcuni alt(r)i fotografi (capito mauri93?)
- non è nemmeno lecito rispondere a tono come sbandierato dall'autore (date una letta al regolamento magari) ...capito Antonino Di Leo?
Se si pensa che qualcuno inquini il proprio post con commenti inappropriati basta rivolgersi ad un moderatore di sezione o a qualsiasi commentatore evitando di replicare direttamente per una "giustizia veloce"...
Ora, evito di tinteggiare di verde i nomi di utenti da ammonire, sperando che qui finisca la diatriba e si torni a parlare di foto (ma anche di questa filosofia di scatto) con toni adeguati ad una comunità civile...
grazie
Ovvio e scontato che alla prossima uscita dal seminato scatteranno ammonizioni e/o sanzioni |
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