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| Old_School di DamianoPignatti commento di pamar |
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E che ci vuoi fare….il percorso è diverso adesso con una macchina digitale. Spesso, ne sono convinto, il risultato finale è influenzato dal come esso si ottiene. Il percorso ha una sua valenza che “disegna” l’opera con connotati differenti. Il solo fatto di dovere volontariamente agire in un determinato modo, per ottenere quel risultato e solo quello, senza vie alternative, ha un forte significato. Non semplice immedesimarsi “solo” vedendo il risultato finale.
Marco |
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| oltremare di randagino commento di pamar |
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Un’immagine che rimanda ad un’idea di quanto non è illustrato in essa. Di quello che non c’è fisicamente ma c’è ed è preponderante concettualmente. Come quando pensi ad un cucchiaino pieno di miele; “senti” l’idea di dolce anche se non hai il miele in bocca. Efficace.
Marco |
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| Filettino_FR_Nov2020 di GiovanniQ commento di pamar |
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Un vortice, un imbuto che risucchia verso il suo centro. Fitto di fronde porta in quel punto, al centro del fotogramma e in profondità. Tutto a fuoco e presente. Il lato destro, in basso, rende e rafforza il tutto con la curvatura e il fitto estremo di fronde. Ci fosse stato uguale effetto anche a sinistra….
Ottima.
Marco |
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| Nove foto di -Max- commento di pamar |
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Nove foto…nove foto….titolo a suo modo esplicativo ma fuorviante (e scelto ad hoc). Non 9 foto ma UNA singole fotografia. Titolo che ha un suo perché e “serve” a costruire la fotografia e l’illusione. Sembra un collage di 9 fotogrammi diversi. Di primo acchito pare un insieme di fotogrammi autonomi. Illusione mentale ed ottica. Le inferiate paiono proprio dei bordi o cornici atte a separare i singoli scatti. Invece si tratta veramente di un’inferriata che separa visivamente una scena. Parti ancora con la vetrata. Parti senza…dove si vede l’esterno, parti mascherate. Una forte, ineludibile, efficace vista che crea e sottolinea un’illusione che spiazza e maschera. Un collage che tale non è ma che si comporta da tale. A mio avviso molto molto efficace e pensata. ineccepibile.
Marco |
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| st di elis bolis commento di pamar |
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Vedendo questa fotografia mi torna in mente un episodio di diverso tempo fa. Avevo visto un pittore eseguire uno schizzo a matita su carta. Il ritratto di una persona. Fece una cosa per me particolare ed incredibile. Molto molto efficace. Con pochi tratti e sfumature creò un ritratto fedelissimo del soggetto. Il ritratto da lui creato era veramente notevole ed analizzandolo con cura avevo appurato che era composto da poche manciate di segni e tratti. Questa fotografia, pur nella differenza di soggetto , ricalca esattamente quella prassi. Pochi elementi che “sanno” delineare e descrivere un’ambientazione ed il suo mood. C’è poco ma c’è tutto quello che serve. Veramente notevole.
Marco |
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| Gente e strade di rrrrossella commento di pamar |
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Questo è un lavoro ben fatto. Trovo che sia coerente sia dal punto di vista della grafica che dei contenuti. Foto con uguale gradazione cromatica, vivacità delle tinte. Ma soprattutto ci trovo grande assonanza fra le scene riprese; scene di vita quotidiana che accomuna le foto. In tutte vi è una persona o piu’. Sono convinto che, a dispetto di altri da te pubblicati, questo ricalchi in maniera piu’ efficace l’idea di reportage di viaggio.
Marco |
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| st di elis bolis commento di pamar |
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Mi piace. Soprattutto perché hai saputo plasmare l'elemento liquido facendolo diventare una superficie che liquida non appare. Sembra una materia diversa, maggiormente densa e con forme, a tratti, semisolide. Colori, forme, volumi rivisti e ricreati. Notevole.
Marco |
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| Cartolina dal 2020 di fabiopollio27 commento di pamar |
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Di sicuro impatto emotivo. Quanto mi colpisce in particolare è la D rovesciata ma ancora appesa, più delle lettere mancanti…presenza anomala ma rimando a come “doveva” essere.
Marco |
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| Patagonia cilena di rrrrossella commento di pamar |
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| rrrrossella ha scritto: | Grazie ancora Marco, sicuramente ho capito che è difficile Ma ci proverò e conto sul tuo giudizio
A proposito, poiché tu sei gentile e disponibile ne approfitto…
Per capire meglio il concetto di reportage su p4u, cosa ne pensi di quest’altro?
https://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=800117
Rispetto alla Patagonia ha ricevuto meno consensi, ma a me sembrava piacevole… Sarei felice se esprimessi il tuo parere.
Grazie infinite
Rossella |
Ciao Rossella,
grazie a te per la disponibilità. Quanto prima ti prometto che daro' un'occhiata al tuo lavoro.
Nel frattempo se vuoi guardati il confronto fra me e Bruno sul tema portfolio. Penso sia un'utile fonte di riferimenti.
Marco |
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| Patagonia cilena di rrrrossella commento di pamar |
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Questione complessa e sfaccettata. La domanda chiave è cosa cavolo è un portfolio fotografico? Come definizione è un insieme di fotografie aventi un unico tema che le accomuna. Basta cercare in rete ed è pieno di definizioni come questa. Tale tema centrale può essere narrativo o illustrativo o concettuale…
La cosa basilare è che tutte le immagini che lo compongono siano coerenti nel formare l’insieme. Conta maggiormente che le immagini abbiano fra di loro un legame che un insieme slegato di fotografie stupende. Viene consigliato di sacrificare un’immagine stupenda se non si amalgama con il resto del lavoro. Basilare è anche l’ordine delle fotografie. Le foto devono essere i tassellli ed il passaggio da uno al successivo deve essere quasi automatico e senza dubbi. Certo, questo è il concetto di portfolio fotografico vero e proprio e caro agli addetti ai lavori. Reportage probabilmente è un poco diverso, si fonda su una narrazione o enunciazione di un fatto, evento o viaggio o simili, ma le basi sono analoghe. Certamente la sezione reportage e portfolio di p4u ü un altro paio di maniche ed esula da tali vincoli. tu chiedi in cosa è diverso un servizio su una rivista di viaggio. Ti sei risposta da sola in parte. sono cose diverse. un portfolio fotografico deve vivere da solo e reggersi senza aiuti. Le foto su una rivista sono una parte di un articolo e di una narrazione. Parole + fotografie. Per questo dicevo che il tuo lavoro non fila sempre liscio. Non dico che non è coerente. Come tu stessa hai detto è un insieme di momenti . insieme di singole visioni che hai voluto immortalare. Per te che hai vissuto il tutto probabilmente hanno un filo logico che, per chi non è stato partecipe, non sempre è lampante. il passaggio da uno scatto al successivo non è automatico ma richiede una sorta di stacco ed il re immedesimarsi nella narrazione. Ehi, non voglio risultare un pedantone…non sono mica un vecchio cocciuto e tassativo. Viva la libertà espressiva. Ho solo esposto un concetto. Non semplice a parole scritte…
Marco |
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| Patagonia cilena di rrrrossella commento di pamar |
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Arriva il bastian contrario….
no, seriamente. Non ho commentato prima questo lavoro e sono arrivato in ritardo, dopo che moltissimi avevano detto la loro. Adesso mi trovo nella situazione di usare parole non positivissime. Lo faccio sperando che Rossella non se la prenda a male se sottolineo alcune pecche (secondo me beninteso) a fronte di varie lodi ricevute finora. Penso che sentire un’altra campana possa a volte servire (?)…
Allora, parto da una domanda semplice semplice. Se le fotografie avessero avuto come soggetto un luogo molto più comune e non un luogo affascinante e lontano, avrebbero avuto lo stesso impatto? Chi le guarda rimane affascinato dai luoghi o dalle fotografie in sé ? Come è stato rilevato anche da alcuni, alcune fotografie non sono impeccabili, ma questo è comprensibilissimo date le condizioni e i momenti degli scatti. Cosa importante a mio avviso è che non fittano nel costruire un reportage. Sono un insieme di scatti raffiguranti luoghi affascinanti ma non hanno un filo conduttore, non si amalgamano e procedono l’una dopo l’altra a sbalzi. Intendiamoci, prese singolarmente non ce ne è neppure una sola che cestinerei. Il loro essere insieme in modo fluido non lo vedo perfetto. Certo, io per alcuni miei portfoli ho ricevuto tassative critiche opposte, ossia di essere troppo ripetitivi e monotoni. Io personalmente vedo un lavoro del genere come reportage e non portfolio. Un portfolio per me è un insieme stretto concettuale. Reportage è la narrazione di un evento, luogo o episodio. Detto questo ribadisco quanto detto. Come reportage non lo trovo fluidissimo. Ho detto tutto e spero che Rossella non se la prenda (in fondo è solo il parere di uno fra i tanti…). Chiudo dicendo che la ringrazio perché mi ha mostrato luoghi e momenti che non ho mai avuto il piacere di vedere dal vero.
Marco |
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| La chiacchierata di -Max- commento di pamar |
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una situazione esplicitata con pochi ma essenziali ed efficaci elementi. Spesso è piu' facile infarcire un fotogramma di troppi elementi ridondanti che, invece di chiarire, generano confusione. Bella idea.
Marco |
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| st di -Max- commento di pamar |
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Mmm…devo dire che, a differenza di altre tue proposte, questa la trovo meno riuscita. Perché? Forse è una mia preferenza personale beninteso ed altri non la vedono allo stesso modo. Uno dei tuoi punti vincenti come “fautore di immagini” è l’indubbia capacità di previsualizzare fotograficamente scenari che ai più passano sotto il naso. Intendo la capacità di vedere ed intuire come un elemento del reale sarà una volta racchiusi in un fotogramma; mostrando un proprio connotato che, normalmente c’è ma non risulta evidente. dote non da poco e probabilmente allenabile fino ad un certo punto ma le cui basi devono essere innate. dicevo che questa fotografia la giudico meno efficace di altre tue perché meno netta nei suoi connotati, meno diretta ed immediata nel richiamare associazioni e connotati precisi.
Marco |
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| La luce fuori di batstef commento di pamar |
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| Anna Marogna ha scritto: |
ps. Scusa Marco, il formato non mi pare quadrato (?) ma è d'effetto ugualmente  |
Si, diciamo pseudo-quadrato...
Marco |
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| La luce fuori di batstef commento di pamar |
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Una fotografia affascinante. Penso che il B&N sia una buona scelta, perché rende preponderante il muro scrostato. Emerge bene la sua texture che ha, oltre ad essere esteticamente degna di nota, il ruolo di qualificare il caseggiato come abbandonato ed in balia del tempo. Ottima la luce che entra dalla finestra e che illuminando il muro di destra evidenzia il suo stato e rende un’illuminazione ad hoc degli interni. Infine trovo azzeccato il formato, quadrato, compatto, capace di racchiudere bene la scena e di rimarcarne la buona simmetria globale.
Marco |
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| La Nebbia di Ognissanti di Francesco Ercolano commento di pamar |
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Trovo che sia un buon lavoro. Punti di forza sicuramente sono il fascino dettato dalle condizioni metereologiche unite alla tipologia di ambientazione. A livello di portfolio vi è senza dubbio grande omogeneità fra gli scatti che lo compongono, senza fotografie fuori luogo. Questo crea omogeneità visiva che rende immedesimante il lavoro per chi lo guarda. Sembra di esserci e vivere quell’atmosfera particolare.
Marco |
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| Una impaziente attesa di Bruno Tortarolo commento di pamar |
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Questa volta sarò sintetico. Tutto quello che avrei detto l'ha detto prima Anna. Unica cosa diversa é la mia preferenza fra i 3 scatti che va a quello con il biglietto a terra. Per il resto quoto le sue parole.
Marco |
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| È una somma di piccole cose di fabiopollio27 commento di pamar |
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| fabioph ha scritto: | Grazie Antonio!
Marco, la dedizione che metti nell'analizzare e commentare le foto degli altri è sorprendente e meritoria, almeno da parte mia, di profonda gratitudine.
Nel mio caso hai spiegato, con parole precise, le mie intenzioni molto meglio di quanto avrei saputo fare io.
Sembrano passaggi eccessivamente lunghi i tuoi talvolta, in realtà garantisci agli improvvisati come me la possibilità di acquisire maggiore consapevolezza fotografica.
Ti ringrazio sinceramente |
Grazie Fabio per quanto dici. Se lo faccio é perché ci tengo e mi piace. E una cosa mi sento di dirti in tutta onestà: non direi proprio che ci azzecca la tua definizione di "improvvisato come me". Da quanto crei non mi pare proprio che ti si può definire improvvisato.
Ciao
Marco |
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| ST di Arnaldo A commento di pamar |
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Ho visto questo scatto di Arnaldo e la proposta di Antonio. vorrei dire la mia sulla foto originale e la rivisitazione. premessa importante; esprimo unicamente una mia preferenza personale e non voglio per nulla sminuire le proposte ed idee altrui.
Io apprezzo maggiormente il formato rettangolare proposto da Arnaldo. Il formato quadrato mi è sempre piaciuto molto ed io stesso lo adotto spesso per la sua compattezza e capacità di “racchiudere” la scena presentata. Tuttavia esso ha la caratteristica di poter esaltare oppure sminuire un’immagine. Questo è un caso dove, secondo me, non apporta migliorie.
Mi baso nel dirlo sul concetto di “peso” degli elementi che compongono la fotografia. Di prassi con il termine peso si intende l’importanza visiva che ha un oggetto nel fotogramma. Tradotto è l’attrattiva, la prima zona dove si posa lo sguardo nell’immediato, appena guardo la fotografia. Un elemento si distingue da altri per il peso maggiore o minore o paritario che ha. Vi sono alcune caratteristiche grafiche che danno peso: elementi scuri o neri hanno un peso notevole (in particolare se lo sfondo è più chiaro). Elementi di colore diverso dal resto della scena hanno più peso. Elementi in primo piano tendono ad avere maggiore peso (questo viaggia tenendo conto anche del loro tono cromatico e luminoso). La posizione nel fotogramma rende un oggetto con peso diverso rispetto al medesimo in altra posizione….e via di seguito.
Nella foto rettangolare vi è un albero quasi nero sulla destra, che manca nel quadrato. Esso ha la capacità di riempire la scena nella sinistra e bilancia gli elementi forti che sono presenti a destra (albero scuro + lampione in primo piano). Nel quadrato tutta la sinistra non c’è; verrebbe da dire che non essendoci quella zona, non c’è da bilanciare nulla. Un conto se ci fosse vuota ma non c’è. Tuttavia la sin. del quadrato (che corrisponde alla centrale del rettangolo) risulta di minore peso perché lampione ed albero li’ presenti, sono in lontananza e di minore forza. In pratica le superfici pesanti sulla sin. del quadrato sono (ad occhio) ¼ rispetto alla destra. Questo porterebbe ad un mancato bilanciamento e simmetria di pesi. Nel quadrato tali disomogeneità e mancate simmetrie hanno notevole impatto. un conto è avere due lati “pieni” ed il centro leggere nel rettangolare. Diverso avere i due lati non omogenei nel quadrato. Ho finito la pappardella.
Marco |
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| st di -Max- commento di pamar |
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In questa fotografia ravviso una caratteristica peculiare. La capacità di trasporre una scena, un oggetto per farlo apparire qualcosa di diverso e nuovo. Qualcosa che non ha attinenza con l’originale. Una semplice pozzanghera d’acqua nel terreno diviene altro. Da un oggetto per nulla coinvolgente si passa a qualcosa di diverso. La fantasia porta a pensare ad una costa sabbiosa, o ad una scia quasi luminosa e via di seguito. Solo la fantasia e l’immaginazione di chi guarda la fotografia puo’ dire cosa e porsi limiti. Vi è sicuramente una buonissima capacità di previsualizzare cosa sarà racchiuso nel fotogramma da parte dell’autore, a fronte di un oggetto comune e che vediamo, senza badarci, quasi tutti i giorni. Nondimeno, in questo scatto, vi è un intelligente lavoro di trattamento dell’immagine, per renderla capace di 2mostrare” i nuovi aspetti dei quali parlavo. Il B&N deciso e contrastato rende evidente e di spicco le zone chiare che plasmano di nuovi connotati la scena. Ottima idea ed ottima lavorazione per sorreggerla.
Marco |
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