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| Cartoline da Malta di Novecento commento di vittorione |
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Come cartolina comprerei la prima (possibilmente ripulita della chioma che sbuca lungo il margine destro), convenzionale veduta con tanto di tramontone, però con il suo fascino, bei colori, bella ampiezza. E magari l'ultima (possibilmente raddrizzato l'orizzonte), che pure non mi dispiace.
Quelle in mezzo un po' troppo "qualunque", di ben poco appeal.
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| Ninh binh di Tropico commento di vittorione |
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Qualche scatto di taglio "turistico", utile a descrivere il giro in barca e la bella natura che si attraversa. Trovo però superfluo il prologo e si può ben partire dalla foto 4 che è efficace ad introdurre il tema della navigazione del fiume che ci mostrerai.
Qualche ripetizione evitabile in quel che segue, e si avverte il peso di alcuni limiti tecnici, in particolare riguardo gli estremi di gamma, con bianchi troppo spesso bruciati e neri qua e là chiusi (emblematica la 17 con cielo bruciato e versante destro del rilievo dai neri completamente tappati). Direi in generale troppo contrasto e tendenza verso un tono cromatico piuttosto freddo.
La costante variabilità dei formati non è da considerarsi, in genere, una qualità.
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| La grande bellezza della Regina Viarum di Novecento commento di vittorione |
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I luoghi sono, dico un'ovvietà, molto belli. Ma le foto non mi paiono sempre all'altezza: piuttosto descrittive, non sempre attentissime nell'inquadratura, raccolte in condizioni di luce diseguali, vestite da un b/n talvolta con poco carattere, con qualche "ripetizione" di troppo.
Le migliori dentro il filone da te impostato direi 2, 3, 4, 12, 15. Le peggiori la 1 e la 5.
La pasoliniana 8 è interessante, ma rimane molto sola nel suo genere. E andrebbe raddrizzata.
Parere personale, naturalmente.
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| Atmosfera natalizia di Emanuela53 commento di vittorione |
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Immagino che questa piazza somigli più a come appare sotto che non a come la vediamo nella tua foto (ho lasciato un paio di "tasselli" per confronto). La deviazione cromatica direi che qui supera di parecchio il limite, anche volendola interpretare come una "scelta espressiva".
Per il resto, "atmosfera natalizia" poca: luminarie e alberello su uno scenario desolato. Ci volevano perlomeno la slitta e le renne
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| IMG_0018 di jus commento di vittorione |
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Il luogo e l'articolazione chiaroscurale mi hanno fatto pensare alle Carceri di invenzione di Giovan Battista Piranesi.
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| Gabriele di opisso commento di vittorione |
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Va con passo sicuro il piccolo Gabriele verso gli scogli e il mare aperto. In bocca al lupo
Piacevole e funzionale il contrasto tra le tonalità calde del bambino e quelle fredde del paesaggio attorno.
Mezzo centimetro in più sotto, era meglio.
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| st di antonella ros commento di vittorione |
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La parte interessante in realtà, a volerla cercare, sarebbero le ombre, qui abbastanza mortificate.
Meglio allora, con questo scatto tra le mani, inventare altre "soluzioni".
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| Fresa di Angepa commento di vittorione |
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La foto non dice molto, quindi mi limito ad un paio di rilievi tecnici. Trovo ci sia troppo conflitto tra un'eccessiva "cremosità" della neve ed un microcontrasto altrettanto abbondante tanto da far risultare la scena innaturale; in secondo luogo, mancano i neri.
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| 2485 di -Max- commento di vittorione |
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La metafora sarà immagino "cuore / manina nella manona".
A prescindere, come diceva Totò, ha buone pulizia e armonia cromatica e compositiva che fanno funzionare lo scatto.
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| Cattedrale nel deserto di tiraboschi commento di vittorione |
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Ecco, dentro il "genere" spazi dismessi, un bel racconto e non banale in cui siamo accompagnati all'interno dell'area, guidati ad esplorarla, sospesi nell'iniziale ambiguità se si tratti di una struttura funzionante o da completare o bell'e defunta, realtà che si va poi disvelando pian piano.
Buono il crescendo dai primi segnali di degenerazione verso il maggior degrado, fino ai cumuli di spazzatura e... "ciao".
L'insieme ha la capacità di muoverci anche a qualche riflessione sui meccanismi perversi di questa nostra civiltà dei consumi piuttosto cieca e insensata.
Ottima la didascalia di accompagnamento.
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| Half Life: Red Mesa di Novecento commento di vittorione |
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Mi sembra incerta l'intenzione, in bilico tra illustrare desolazione e abbandono (2, 3, 10...), fascino per le architetture industriali (7, 8, 9...), qualche accento simbolico-evocativo (4, 5, 6...). Il b/n di poco nerbo non aiuta a legare e dare la giusta sottolineatura.
La 11 ai miei occhi suona totalmente stonata per l'impressione di poca naturalezza, di situazione "cercata" che trasmette.
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| The sanctuary of truth di Tropico commento di vittorione |
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| Tropico ha scritto: | ...voglio capire se togliendo qualche ripetizione (parliamo probabilmente di 7-8 foto a occhio e croce) il reportage può funzionare sia collettivamente che singolarmente.
Ciao e grazie.  | Trentasette foto in generale sono molte. Quelle di Marty McFly, ad esempio sono 24, comunque tante ma eccellenti.
Intanto dovresti scegliere quale filone prediligere: architetture?, presenze umane?, aspetto religioso?... Poi eliminare quelle tecnicamente deboli, rivedere la totale disomogeneità dei formati, lasciar fuori il b/n solitario (o recuperare l'esemplare a colori), ridurre almeno alla metà il numero.
È un lavoro che devi fare tu. Dopo di che potresti ritrovarti con una buona serie che, senza ridondanze, racconta l'esperienza della visita al luogo.
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| The sanctuary of truth di Tropico commento di vittorione |
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Concordo con la sostanza di quanto già detto da chi mi ha preceduto.
È naturale, trovandosi in un luogo simile "come turista", essere colti da una sorta di febbre fotografica. È naturale che si torni poi a casa con una mole di scatti da capogiro. Ma quello che bisogna tenere a mente "come fotografo" è che tutto quello scattare a raffica si dovrà poi tradurre nella fatica immane di selezionare e selezionare e selezionare, fino a spremere da quella massa le poche gocce essenziali capaci di raccontare al meglio l'esperienza vissuta, con la giusta varietà, senza indugi, ripetizioni.
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| Scoprire in città di Roberto P. commento di vittorione |
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| Roberto P. ha scritto: | ...Vorrei capire una cosa però, questi reportage devono raccontare attraverso l'immagine o trasmettere più ...come dire ....un'emozione?!.
 | E chi lo sa! L'una o l'altra cosa. O le due cose insieme, magari.
Nel senso che la fotografia è una forma di scrittura: di qua c'è uno che traccia segni, di là un altro che li legge. Con tutte le variabili che un'alchimia tanto complessa comporta. Ma quello che l'autore ha da dire non è limitato dalla forma di comunicazione. Si può raccontare per immagini come nel servizio che hai visto di Marty McFly oppure badare di più alle emozioni come nell'altro di Perretta Giuseppe. In entrambi però c'è una scrittura impeccabile, efficace, pulita, senza sbavature. Funzionale e coerente.
Poi un determinato destinatario può raccogliere di più l'uno o l'altro, può essere maggiormente incline al viaggio geografico del primo o a quello interiore del secondo.
Lì sta il bello!
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| pdn42 di opisso commento di vittorione |
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Sono sinceramente curioso di conoscere la motivazione che ti ha mosso a questo scatto, dato che personalmente non vedo una sola ragione a favore. Pressoché priva di soggetto (dato che il poco che c'è rimane soffocato da una notevole quantità di elementi di contorno e di ostacolo), di nitidezza vaga, incerta nel taglio a destra...
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| Scoprire in città di Roberto P. commento di vittorione |
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Al di là di alcune debolezze tecnico-compositive trovo fiacco e di modesto interesse il filo conduttore scelto, quando troppo protagonista quando troppo marginale.
Una "serie" funziona se, tanto per semplificare, è di stringente coerenza o di equilibrata varietà. Ti rimando a due begli esempi recentissimi visti qui sul Forum per dare un'idea di quanto dico: nel primo esempio il minimalismo del soggetto è la struttura portante della sequenza, nel secondo la varietà di sguardi ci mette sotto gli occhi tanti aspetti diversi senza che nessuno prenda il sopravvento sull'altro.
Benvenuto tra noi. Ti aspettiamo alle prossime prove
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