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| Come Di Rosa... di Paolo Dalprato commento di pigi47 |
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Una prerogativa ed un tuo stile nel rappresentare con una regina la tristezza. Questa è la mia chiave di lettura dove pur piacendomi quanto proponi, appare ai miei occhi come un triste messaggio.
Molto gradevole la tonalità del colore. |
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| E' Davvero Libero Il Pesce? di Paolo Dalprato commento di Paolo Dalprato |
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vedo che tutti conosciamo quel libro
d23 hai ragione, hai riportato bene quello che dice Arnheim, però sono certo di avere letto le considerazioni sulla scrittura da qualche parte, da quello che ricordo si sosteneva che la direzione della scrittura (che è anche la direzione della lettura) è una direzione che è in qualche modo è diventata culturalmente parte del nostro modo di "leggere" il mondo...
non so se può avere a che fare, ma se devo immaginarmi un grafico tempo/qualcosa mi immagno la freccia del tempo che va da sinistra a destra (ma è anche vero che ho una forte formazione scientifica per cui sono abituato a vedere i grafici in questo modo, e poi non so come un giapponese si immagini la stessa cosa)....... provo a ricercare meglio nella mia memoria (scarsa) e in rete....
Grazie a tutti per i vari interventi  |
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| E' Davvero Libero Il Pesce? di Paolo Dalprato commento di d23 |
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il movimento => viene percepito come più fluido, da la sensazione di maggiore scorrevolezza.il movimento <= da una idea di azione più faticosa.detto dallo stesso autore
non mi riferivo alla direzione di lettura ma alla direzione del movimento del soggetto
sono cose diverse |
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| E' Davvero Libero Il Pesce? di Paolo Dalprato commento di claudio64 |
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| paul_bk ha scritto: |
mi chiedevo se si rendeva conto di quanto fosse ristretto il suo mondo. |
secondo me , si, nulla è più triste di vedere un essere in gabbia, pur non avendo commesso reati.Sperando in un indultino anche per gl'animali...
la foto mi ispira, cupa e malinconica come quel pesce
per la questione destra/sinistra: L'osservatore vede le diverse aree del dipinto in una successione perché né gli occhi né la mente sono capaci di afferrare ogni cosa simultaneamente, ma non ha importanza seguendo quale disposizione abbia luogo l'esplorazione del dipinto; non c'è bisogno che il percorso dello sguardo aderisca a specifiche direzioni indicate dalla composizione perché questa sia compresa; un indice compositivo che guidi da destra a sinistra viene infatti percepito anche se l'occhio si muove nella direzione opposta o incrocia tale direzione secondo uno zig-zag arbitrario.(cit. Arte e percezione visiva, R Arnehim, Feltrinelli 1971) |
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| E' Davvero Libero Il Pesce? di Paolo Dalprato commento di d23 |
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conosco il libro( è da li ho preso le mie considerazioni)
ma credo che le considerazioni dell'autore non vengano dal nostro modo di scrivere.
anche gli orientali che scrivono in modo diverso compongono le immagini come noi |
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| E' Davvero Libero Il Pesce? di Paolo Dalprato commento di Paolo Dalprato |
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io la sapevo in un modo un pò diverso, è vero che noi associamo ad una direzione un significato emotivo, ma non dipende tanto da questioni fisiologiche quanto da questioni culturali. La direzione sinistra -> destra è vista come un andare avanti, è un movimento "estroverso", mentre la direzione destra -> sinistra al contrario è visto come un andare indietro, un chiudersi, un movimento "introverso" insomma, ma questa è la lettura che diamo noi occidentali con scrittura orizzontale destrorsa. Altri popoli ed altre culture con scritture diverse hanno letture emotive diverse.
C'è un bel libro sulla percezione visiva, ora non sono a casa e non ricordo gli estremi, mi sembra si intitoli "arte e percezione visiva" che racconta queste cose. Se ti interessa appena posso metto qui i riferimenti.
Per quanto riguarda la mia immagine il titolo deriva dalle considerazioni che ho già detto, l'avrei messo anche se il pesce fosse stato rivolto dall'altra parte, però in effetti che sia invece rivolto a sinistra in qualche modo evidenzia meglio quello che volevo trasmettere, grazie del tuo intervento |
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| E' Davvero Libero Il Pesce? di Paolo Dalprato commento di d23 |
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mi spiego un po':
l'esperienza e anche alcuni testi sulla percezione delle immagini ci insegnano che un soggetto che va da sin a destra da l'impressione d muoversi con più facilità rispetto ad 1 che il movimento contrario. dicono che sia la fisiologia del nostro cervello.
quindi in questo caso la scelta del movimento e del titolo si accordavano e l'effetto era giusto
te lo avevo deto che era solo di fotografia, o al massimo d immagini in generale che parlavo
ciao |
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| E' Davvero Libero Il Pesce? di Paolo Dalprato commento di Paolo Dalprato |
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| d23 ha scritto: | | domanda fotografica non politica |
anche così non capisco, il titolo deriva da alcune considerazioni mie, sulla libertà, è data dallo spazio a nostra disposizione? un pesce può stare in una boccia di vetro, in una vasca dell'acquario di Genova (come questo pesce per inciso), in un lago o nel mare, ma ovunque sia in ogni caso non può lasciare l'acqua. La libertà è data dalla disponibilità delle cose che possiamo avere? in tal caso un ricco abitante di New York (o di Londra, Shanghai, Tokio, ecc ecc) è più libero di un contadino della Maremma (o di ecc ecc)? Non ho una mia risposta, quello che penso è che esistano tante libertà diverse...
Insomma pensieri nati da considerazioni di spazio ripensando a questo pesce che qui sembra avere il mondo a disposizione menre aveva solo una vasca sia pure grande... e mentre lo guardavo mi chiedevo se si rendeva conto di quanto fosse ristretto il suo mondo.
Però la tua risposta è interessante, almeno mi immagino che partisse da come si può (e come potevo io) mettere in un'immagine questo concetto, se esiste una simbologia grafica che renda ciò. Immagino bene? |
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| I Segni del Tempo di Paolo Dalprato commento di Paolo Dalprato |
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| pigi47 ha scritto: | La foto con il suo soggetto ed i suoi colori a mio avviso molto tristi danno ancora più forza al titolo.
Non è facile commentare i tuoi scatti, esulano parecchio dal tema che meglio conosco, quindi rischi di non interpretare quanto la foto vuole esprimere, però mi piaciono.  |
è che in tutto....mmhhhh non proprio tutto, no, dire in molte cose è meglio ..... mi piace cercare una mia via...
il tuo commento è molto gradito ed ho già avuto modo di vedere che dici quello che pensi, grazie  |
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| Rosso Di Separazione di Paolo Dalprato commento di Paolo Dalprato |
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Il "problema" è che io ho uno stile diverso dal tuo, e so bene che non è che uno sia meglio dell'altro, solo sono stili diversi. Ad esempio l'uso della pdc, io uso sempre il diaframma più aperto possibile per cercare di avere la pdc ridotta al minimo, cosa contraria a quello che fai tu. E' inutile dirmi che c'è poco a fuoco se questo è quello che cerco non credi? sarebbe come dire che le tue foto non sono dinamiche, per forza tu nelle tue macro cerchi altro che non il movimento. E' solo esempio naturalmente, guardando le tue foto sembrerebbe che nel mondo degli insetti il vento non esista, probabilmente uccidi i tuoi soggetti e li congeli o li avvolgi sotto un leggerissimo e tenacissimo strato di superattack, ma come fai? sono un pò invidioso
Perchè dIci che dovrebbero stare in altre categorie? Per quello che so si definisce macro una foto in cui l'iimagine sulla pellicola (ed eredi della stessa) è vicino al rapporto 1:1 col soggetto reale. Per questo anche se le mie foto potrebbero stare pure in altre categorie preferisco metterle nella sezione macro, perchè quello che tiro fuori comunque lo ottengo dal mondo ripreso in piccolo ed a questo devo le mie foto. La pdc estesa, il soggetto completamente a fuoco, ecc ecc sono aggiuntive e non specifiche della macro oltretutto.
In questo caso quello che ho provato a fare è stato mettere a fuoco sul fermaglio, o meglio sulla levetta del fermaglio, questo perchè trovo sarebbe stato poco interessante mettere a fuoco due o tre elementi delle collane visto che sono sferette tutte uguali fra di loro. e tutto sommato poco interessanti, almeno in gruppo ed a questo ingrandimento.
Spero di essere riuscito a spiegarmi e grazie della disponibilità
Paolo |
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| I Segni del Tempo di Paolo Dalprato commento di pigi47 |
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La foto con il suo soggetto ed i suoi colori a mio avviso molto tristi danno ancora più forza al titolo.
Non è facile commentare i tuoi scatti, esulano parecchio dal tema che meglio conosco, quindi rischi di non interpretare quanto la foto vuole esprimere, però mi piaciono.  |
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| I Segni del Tempo di Paolo Dalprato commento di Mr.T |
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| paul_bk ha scritto: | | Mr.T ha scritto: | a me la pdc sembra troppo poca  |
grazie a chi mi ha commentato questa foto.
per Mr.T una spiegazione, la pdc così "poca" è una mia scelta, se guardi alle altre mie macro lo vedi. Non è meglio o peggio di altre, è una scelta stilistica. Se ti va guarda qui, ci trovi una discussione che ho già fatto su questo argomento, In ogni caso grazie per avere avuto il tempo di guardare e commentare |
solo adesso che inizio a seguire il tuo stile....riesco a giustificare certe tue scelte stilistiche...vedrò di andare a leggere la discussione appena avrò tempo!  |
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| Il Guardiano di Paolo Dalprato commento di Mr.T |
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| paul_bk ha scritto: | | Mr.T ha scritto: | L'atmosfera che si sente da questo scatto e fredda e un pò tetra...il taglio però mi sembra penalizzare lo scatto  |
non capisco se la prima parte (atmosfera fredda e un pò tetra) devo considerarla come se fosse una critica da parte tua o un mettere in evidenza dei punti di forza sempre secondo te, mi fai capire?
Grazie comunque... e grazie anche a Vincenzo  |
Perdonami se mi sono spiegato poco bene! il mio intento era quello di evidenziarti i punti di forza del tuo scatto la luce studiata fredda e tetra che mi piaceva molto .... per il taglio già sai!  |
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