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| lume di francesco barsacchi commento di vittorione |
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Sì, non "originale", ma neanche "facile".
Ottima da mandare ad amici e parenti come cartolina natalizia.
Ma con un po' più di luce sul volto, sicuramente.
Ciao. |
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| Ritorno in boschina di cheroz commento di vittorione |
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Sono molte le qualità di questa tua proposta: pulizia, leggerezza, equilibrio, delicatezza.
Questo vuol dire "interpretare" il paesaggio: se fotografare è dipingere con la luce, direi che qui ci siamo decisamente!
Sempre bravo.
Ciao. |
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| Chiara di gianni1976 commento di vittorione |
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Pittorica e delicata, rimanda a quegli studi che si facevano negli ateliers di belle arti, per la resa di scorcio del volto, per la posa della mano, qui innaturale ma comunque "nobilmente" atteggiata (e forse lì trovo l'unico, piccolo neo nella resa prospettica del pollice che a me pare meno in linea rispetto all'eleganza generale).
Belli e accurati gli aspetti formali: la leggibilità morbida in tutta l'estensione nel contrasto tenuto basso, il bel fuoco graduale, il taglio dell'inquadratura, le delicate lumeggiature sulla spalla, sullo zigomo, e quel colpo di luce sul particolare dell'orecchino che dialoga col chiarore delle unghie.
Più studio che ritratto, trovo.
Davvero un gran bel risultato: complimenti.
Ciao. |
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| I Matti Sono Fuori di Stravedoo commento di vittorione |
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Ben dosato per numero, efficace in generale come traduzione in immagini delle atmosfere del posto, accurate le singole inquadrature, con buon uso del grandangolare.
Come equilibrio complessivo trovo si potessero variare un po' di più i soggetti, o farli apparire meglio scanditi nella sequenza e non raggruppati (almeno dalla 4 alla 7 sono foto formalmente e "concettualmente" molto simili, in cui appare un ambiente caratterizzato da un "segno" delle passate presenze: sedili tipo cinema, sedie a rotelle, una branda).
La massima sintesi si poteva avere con le prime tre (buone), due delle quattro centrali (per me 6 e 7) e l'ultima.
Dal punto di vista "tecnico" trovo buono e coerente il b/n (con l'eccezione della 5, piuttosto piatta e grigia rispetto alla completezza tonale delle altre). La vignettatura "drammatizzante", anche se il tema tenta al suo utilizzo, trovo sia un po' un cliché, in questi casi, e a volte la trovo applicata in maniera spinta.
Buono l'uso dell'unica foto in esterni (e sola verticale) come incipit. Poteva funzionare perfino come chiusura, scambiandosi di posto con l'ultima di qui o meglio ancora con la seconda e ribaltando un po' il senso della narrazione, una specie di uscita liberatoria, di fuga da questo luogo e dalle sue costrizioni.
Insomma: muovendoti in questo che è oramai un po' un genere, hai realizzato buone foto, senza uscire dai sentieri battuti, ma comunque producendo un lavoro di una certa efficacia.
Sono solo le mie opinioni personali.
Ciao. |
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| L'ultima magara di Calabria di nerofumo commento di vittorione |
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Il rapporto profondo con la tua terra e con i suoi risvolti più segreti è testimoniato da molti tuoi lavori, e questo sull'ultima magara ne è l'ennesima testimonianza.
Per lo più gli scatti sono buoni ed efficaci, e la tua personale chiave di lettura che non indulge alla "spettacolarizzazione" attraverso una forzatura delle atmosfere e un incupimento dell'ambiente è una tua rispettabile e, per quanto mi riguarda, condivisibile scelta interpretativa.
Se un rilievo viene da fare riguarda la sovrabbondanza numerica degli scatti: sfiorare le trenta fotografie trovo sia quasi sempre un eccesso, soprattutto quando molti appaiono come fotogrammi di vere e proprie "sequenze": inserire quattro foto per il rito degli spilloni o addirittura sette o otto per dar conto di tutti i passaggi in quella dell'olio trovo sia una scelta che porti ad appesantire la fluidità e l'energia viva del racconto.
Come pure i troppi ritratti ambientati, anche perché spesso una foto non aggiunge molto all'altra e a guidare il montaggio sembra sia più una resistenza a rinunciare a ciascuna foto che non una vera scelta di editing.
Ridotte ad un numero congruo (12-15) secondo me ne verrebbe fuori un bel reportage, interessante ed efficace.
Ciao. |
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| Sicilia, 2016 di frank66 commento di vittorione |
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Un portfolio suggestivo di foto "parlanti", una più bella dell'altra, sia prese singolarmente che per la sapienza con cui vengono proposte in sequenza a formare delle efficaci piccole aggregazioni di due, tre scatti legati da un trattino.
Il genio del fotografo uso allo sguardo street si apprezza raggiungendo momenti sublimi.
Sempre bravo.
Ciao. |
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| Pane e panelle di principessa commento di vittorione |
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A me sembra sinceramente un insieme assemblato in maniera frettolosa, con foto piuttosto convenzionali, realizzate più' con l'atteggiamento da turista con la fotocamera che da fotografo.
Scatti sempre effettuati dalla platea, senza avvicinarsi alla scena, conditi da qualche "personaggio" qua e là, ma nell'insieme con poco mordente.
Spia della poco accurata confezione la presenza di un alcune foto estranee alla narrazione: la 7, la 14 e, ancor più, la 6, che per quanto si possano amare i gatti appare assolutamente fuori contesto. In un reportage o portfolio l'architettura non è meno importante della qualità dei singoli mattoni.
Altri segnali di approssimazione gli errori sulle firme, una certa disomogeneità di trattamento e di dimensionamento...
Insomma: migliorabile, decisamente.
Tra le più riuscite, direi, le foto dall'atmosfera più "notturna", se non altro per il contributo di luci ed ombre artificiali. |
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| La Grande Paura di filippo1978 commento di vittorione |
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Era un po' che non tornavo attivamente su queste pagine, e imbattermi in questo lavoro di Filippo, che trovo meriti due parole di plauso, mi ha spinto ad intervenire.
Lo merita un fotografo "difficile", che sa distinguersi ed emergere dalla massa grazie all'impronta personale e inconfondibile dei suoi scatti, grazie alla capacità di proporre un "punto di vista", un "linguaggio", uno "stile narrativo" spiccatamente soggettivi, tutte qualità assai rare.
E lo merita un tema: attuale, cruciale, nodale, che il fotografo affronta prendendo posizione e mettendone efficacemente a nudo i lati peggiori, il volto più scomposto, becero e "brutto".
Molti gli aspetti riusciti, a cominciare dal titolo e dall'ottima copertina. Le didascalie aggiunte in un secondo tempo rendono nitidi e dànno un profilo più definito a foto che già da sole tendono ad indurre un indeterminato disagio via via che le si scorre.
Complimenti. |
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| ... di Naelmaz commento di vittorione |
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Buona. Gli aspetti più convincenti trovo siano la scelta della composizione centrale, il punto di vista ribassato, l'efficacia dell'ambientazione, la semplice essenzialità del gesto colto.
La qualità dal punto di vista tecnico mi sembra un po' scarsa. Non so quanto dipenda dallo strumento, dal successivo trattamento, dalla compressione.
ciao |
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| s.t. di Alessandro Marzi commento di vittorione |
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Per carità: lungi da me l'idea di mettere in dubbio addirittura l'onestà di Alessandro, fotografo peraltro che apprezzo.
Chiedevo, soltanto. |
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| ... di Naelmaz commento di vittorione |
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Tecnicamente una foto con un'importante carenza di nitidezza sul soggetto e una luce non particolarmente bella.
Per il contenuto non capisco personalmente che senso abbia una foto isolata di una bimba che piange, priva di qualsiasi contesto o - peggio - con una presenza adulta sullo sfondo che può suggerire varie interpretazioni ma (così, senza altri appigli) tutte potenzialmente possibili come pure prive di fondamento.
In bilico tra dire troppo e non dire niente, una foto ambigua e forse anche un po' voyeuristica.
Scusa la franchezza, ma è il mio pensiero. Ho visto altre tue foto migliori.
ciao |
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| ..il guardiano.. di MauMa commento di vittorione |
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| Scusate se ci torno su, ma se sono drastico è perché questa è una foto "sbagliata", che (potendo) andava inquadrata più o meno come mostro sotto, altrimenti si ottiene una foto compositivamente non corretta. |
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| Esterni di Paolo Dalprato commento di vittorione |
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Molto bella (ma ho forti perplessità riguardo la collocazione).
Mi piace la divisione in due campi proposta in un funzionale b/n estremizzato e dal sapore d'inchiostro di china che riporta alla mente un'estetica a cavallo tra la fotografia dei pionieri e un certo stile fumettistico di anni recenti.
All'interno vi si disegnano le finestre bianche sulla facciata nera e cenni di una piccola costruzione contro il biancore diffuso della parte destra, con quei pochi segni sufficienti a definire e connotare lo spazio lasciando però il tutto indefinito quanto basta da avvolgere la scena di un alone di mistero.
Tale sensazione è rafforzata dalla lieve inclinazione dell'inquadratura, che moltiplica l'efficacia della resa dell'insieme.
Sì, molto bella.
ciao |
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| ..il guardiano.. di MauMa commento di vittorione |
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Sembra che l'istinto ti abbia consigliato male e portato ad un'inquadratura dal taglio basso decisamente sbagliato a fronte di uno spazio abbondante in alto.
Sarà stata forse quella tendenza ad usare la fotocamera come un fucile e mettere (più o meno) al centro quello che ci interessa, con poca considerazione per l'inquadratura nel suo insieme.
Sta di fatto che la foto (per altri versi dal buon sapore nostalgico-bucolico) ne esce fortemente penalizzata, e, secondo me, inutilizzabile.
ciao |
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| colazione di davidelli commento di vittorione |
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Inquadratura che sembra indecisa se interessarsi ad un solo soggetto o a tutti e due, col risultato che la seconda figura vi è compresa in maniera infelice, sia come posizionamento (così addossata al margine) sia come gesto (non per la sua... "ineleganza", bensì per averlo colto in maniera mutilata).
Ma i soggetti li hai a portata di mano e la loro disponibilità ti consentirà di rifarti.
Bravo ad essere il primo critico di te stesso. È un buon inizio.
ciao |
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| Giovane artista di fantaman5 commento di vittorione |
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A mio avviso saltano agli occhi un paio di punti deboli che rendono poco riuscita questa foto.
Il primo sul piano compositivo: perché relegare in un angolo il tuo soggetto che così ha un'aria tanto sacrificata? Lo spazio c'era per allargare l'inquadratura sulla sinistra; anche perché questa composizione porta all'altro punto debole, ossia l'invadenza visiva dell'elemento coloratissimo sulla destra che è in conflitto con la delicatezza dei toni giustamente presente attorno al soggetto e tende a prendere il sopravvento.
In una inquadratura più studiata quell'esplosione di rosso e blu poteva essere tenuta fuori.
Un'ultima cosa: la mano che disegna (e che quindi compie il gesto ed ha una grande importanza) è al limite dell'area di nitidezza, e forse anche un poco mossa, così che risulta vaga nella sua definizione. Meglio una scelta più decisa: o del tutto ferma oppure mossa quanto basta per dare l'idea dinamica del gesto.
ciao |
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| st di opisso commento di vittorione |
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Mah... questa di mettere in Architettura porzioni di parete o particolari costruttivi o elementi vari o ancora, come qui, un anonimo angolo di un anonimo fabbricato la trovo sinceramente una forzatura.
Non credo basti che nella foto appaiano porzioni di manufatti architettonici per giustificare la collocazione, e ritengo che queste foto poco o nulla abbiano a che fare con quel che si dice Fotografia di Architettura.
Parere personale, naturalmente, che non pretendo sia condiviso.
Il che non toglie che possano pure, talvolta, essere foto interessanti.
Per esempio questa foto è dignitosa, forse non del tutto risolta sul lato destro, con quell'ombra che si articola in maniera "disordinata" in confronto alla pulizia minimalista del resto.
Ma la luce e i colori riprodotti si guardano con piacere.
ciao |
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| Torre Chianca di Antonino Di Leo commento di vittorione |
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Toh! Ciao, era un po' che non ci si incontrava.
A me piace molto questa tua proposta luminosa e leggera, giocata attorno alle tonalità più chiare, ma sottilmente mantenendo sempre una delicata separazione tonale.
Ne esce una scena abbacinante, come se si fossero appena aperti gli occhi davanti ad un paesaggio inondato di luce.
In questo senso trovo che la resa della pavimentazione coi suoi riquadri gialli, che si mantiene come "sostanza" pari a quella del mare, non sia stonata rispetto all'insieme, né pesi troppo nell'equilibrio generale, anzi costituisca un importante ancoraggio a terra.
Bravo.
ciao |
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