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| Cervia, 8 gennaio di AleZan commento di vittorione |
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Trovo che si faccia apprezzare per l'accuratezza compositiva che pone al centro il soggetto principale ma con attenzione agli elementi di contorno e alle geometrie da questi disegnate. In questo senso il dialogo tra l'elemento naturale e quello urbano ha una valenza forte. L'economia di elementi adottata conduce ad una sua immediata leggibilità che, se non si passa frettolosamente oltre, può far apprezzare lo scatto e di seguito avviare qualche riflessione.
Dal punto di vista del "senso" dello scatto trovo personalmente che vada in una direzione del tutto opposta a quella proposta prima di me, dato che le scelte di interpretazione cromatica della scena, saturazione e contrasto molto addomesticati, il sole e le ombre come leggere velature, il cielo morbido, contribuiscono a suggerire una scena quasi priva di vita, in cui la stessa palma appare imbalsamata nella sua veste spenta, quasi fosse coperta di polvere, come dopo un'eruzione vulcanica.
Attorno tutto è chiuso, fermo, morto. E i segni di ruggine sull'ondulato ci dicono che forse non da ieri.
L'insieme a me suggerisce più uno scenario post apocalittico che non un inno alla vita.
Ciao, V. |
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| Neve a Strasburgo di Nightswimmer commento di vittorione |
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Un paesaggio urbano innevato, anche piacevolmente ripreso, con bella composizione e colori accattivanti, un bel primo piano grafico di neve e biciclette.... ma non di certo una fotografia da Street & Life.
Ciao, V. |
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| Mary... di Francesco Flotti commento di vittorione |
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| Gianluca Riefolo ha scritto: | | Mi piace molto questo celarsi, crea mistero, suspense. Compositivamente l'avrei decentrata s sx per assecondare il suo sguardo a dx. Aprirei un po' le ombre e cercherei di portare la tonalita della mano con quella del viso. Da attenuare un pizzichino ino ino la sclera | D'accordo su tutto con Gianluca. |
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| L'Intrusa di francesco barsacchi commento di vittorione |
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Ad un ritratto dà sempre un contributo determinante la destinazione dello sguardo del soggetto. Questo può essere in camera, fuori campo, non visibile oppure (ed è il caso nel quale il risultato è più debole di tutti) destinato ad altri, insieme a sorriso, posa, espressività.
Questo è uno di quei casi in cui l'attenzione del soggetto, il suo sguardo, per poter sostenere il "gioco" con le attrici del manifesto, dovevano essere senza che vi fosse dubbio indirizzati a noi. Altrimenti è più probabile che il fotografo "concorrente" al quale si rivolgeva la ragazza abbia portato a casa una foto migliore della tua.
Ovviamente in tutto questo discorso l'uso di lenti da sole non aiuta.
L'inclinazione risulta forzata e sopraffà il potenziale espressivo della ragazza, sottraendogli ulteriore forza. Il bn non è male.
Ciao, V. |
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| in porto di giocult71 commento di vittorione |
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Può piacere o meno questo bn, per carità.
Io trovo soltanto che non sia adatto a vestire la scena rappresentata, dato che (come detto) non aiuta a definire una gerarchia tra gli elementi inquadrati, i quali già per la composizione costruita, non propongono uno schema che guidi lo sguardo verso punti significativi.
Entrando nel fotogramma incontriamo la rete, principalmente, che ci introduce dentro la scena, ma ci "accompagna" subito, con la complicità delle linee prospettiche della parte in muratura, in un punto di fuga centrale che risulta chiuso e privo di motivi di interesse forti. Si finisce con l'uscire senza essersi soffermati su alcunché di particolarmente interessante.
Il resto è dispersivo e la barca (unica "nota" se non forte perlomeno capace di distinguersi nel coro cacofonico), non ce la fa, non con questa inquadratura ampia, ad assumersi sulle spalle il peso della foto.
Di questa composizione poco strutturata, in un contesto tanto affollato, un bn così non può correggere le debolezze.
Ciao, V. |
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| in porto di giocult71 commento di vittorione |
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| lodovico ha scritto: | | ...nel complesso la foto sembra mancare di un vero polo d'attenzione... |
Manca in effetti di un catalizzatore dell'attenzione di chi guarda. A questo si aggiunga che l'uso del bn, e di un bn così denso e tutto giocato su una gamma di grigi estremamente affini in termini tonali, non aiuta a separare gli elementi componenti la scena, a dare loro una gerarchia.
Non con tutte le scene il bn si sposa felicemente.
Ciao, V. |
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| colline reggiane di principessa commento di vittorione |
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La piacevolezza di questo paesaggio, altrimenti qualunque, è nell'averlo graficamente interpretato così da dargli la qualità di un disegno a grafite.
Il punto debole è nell'aver regolato l'orientamento in base ad un orizzonte presunto anziché in base alla verticalità dei cipressi, così che il tutto appare lievemente ruotato in senso antiorario.
Ciao, V. |
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| Self di bandolero commento di vittorione |
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I commenti li merita perché è piuttosto ben fatta: bn secco, di pura silhouette dalla quale si distingue la delicatezza del calice molto ben delineato nel suo profilo e con un buon corpo nella trasparenza come nel pieno.
Il personaggio anche è ben rappresentativo di una cultura contadina colta, col cappello di taglio tradizionale, la barba, la mano robusta.
Foto ben fatta, seppur più correttamente classificabile in Studio che non in Ritratto, secondo me.
Ciao, V.
P.S. - Dal titolo letto successivamente deduco che il contadino colto saresti tu... |
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| "Primi scatti" di opisso commento di vittorione |
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Altra cosa, proseguendo il discorso, è il "trarre ispirazione", una forma del copiare ben più sottile.
Tu qui hai replicato fedelmente per quanto era possibile, l'originale. Dettagli minori a parte, la differenza che salta agli occhi (e non è da poco) è la visibilità dell'interno, che nell'originale è ampia, nella tua pressoché nulla. Nel confronto ravvicinato che ho proposto abbiamo un forno "vivo" vicino ad uno "morto".
Ma il tuo era comunque un tentativo di "rifare" la foto di Eggleston, non di trarre ispirazione da questa. Ispirarsi invece è arte più complessa, poiché presuppone che si sia digerita la "lezione" di un autore per poi cavalcarne lo stile nella creazione di qualcosa di nuovo che sarà così il prodotto di queste due forze. Nessun fotografo è scevro da influenze, ovviamente. Abbiamo tutti i nostri Maestri, consci o inconsci che siano. Da qui poi a maturare quella personalità che renda distinguibili quelle foto come "nostre", c'è un lungo cammino da fare. |
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| "Primi scatti" di opisso commento di vittorione |
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Copiare. Copiare serve a capire? A scuola lo si faceva in continuazione, copiare. Certo copiare un tema su Leopardi o un esercizio di matematica non era il modo migliore per capirci qualcosa in più. E possiamo copiare tutto Kierkegaard dalla prima all'ultima parola senza aver compreso uno solo dei concetti relativi all'esistenzialismo.
Però c'è un copiare che “serve”. Il copiare là dove sia necessario saper usare le mani, l'ingegno, l'abilità.
A chi fa studi di arte "accademici" ad un certo punto viene chiesto di copiare. Copiare i Grandi Maestri, si dice sempre. Perché in fondo copiare un dipinto, ad esempio, significa approfondirlo, studiarlo, comprendere le soluzioni applicate per rendere determinati effetti. Ma la tecnica pittorica ha bisogno, oltre a quella dell’occhio, di un’esperienza della mano della quale la fotografia non ha bisogno, non sempre, non più di tanto.
No. Direi che “copiare” una fotografia, nel senso di riprodurla nel modo il più possibile fedele all’originale, sia in fondo una operazione priva di senso, in quanto sarà piuttosto il risultato dell’analisi di quella stessa fotografia (della luce, del colore, dei toni, della composizione… e del senso, quando ce n’è uno) ad alimentare la nostra conoscenza ed arricchirla, più che non la pratica insensata, da acritico amanuense, del copiare.
Ciao, V. |
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| "Primi scatti" di opisso commento di vittorione |
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| opisso ha scritto: | ...Edit: grazie Vittorio
Se non disturba lascio il link al video dove si vedono anche le altre foto di "contorno". |
Scherzi, scusa tu, che ti ho anticipato.
La discussione è interessante e conto di tornarci su successivamente.
Grazie. |
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| No Title di Gianluca Riefolo commento di vittorione |
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Interessante ricerca questa tua sullo "sguardo celato" (insieme a questa o a quest'altra...), nella quale sei evidentemente intrigato dal tema del peso dello scambio di sguardi tra osservatore e soggetto fotografato (affrontato senza mai tralasciare gli aspetti tecnici e formali delle realizzazioni).
Il gioco consiste, a me sembra, nello sfidare chi osserva a fare i conti con quel "fastidio" rappresentato dall'ostacolo che viene interposto proprio davanti a quello che nel ritratto risulta essere il focus prioritario.
E in questa sfida il fotografo ci irretisce, ci intrappola in una visione non risolta. Ci trattiene un istante di più a cercare di venire a capo del rebus, quando non arriva a generare quasi un moto di ripulsa.
Gioco... pericoloso, ma finora a me sembra condotto con buona sicurezza.
Ciao, V. |
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| Torre Mapfre e Hotel Arts - Barcellona di frankieta commento di vittorione |
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La trovo piacevole nella sua semplicità, abbastanza elegante e delicata, anche grazie alla scelta di mantenere il contrasto basso così come offerto dal naturale velo atmosferico che rende quei colori di qualità pastello.
Però all'occhio pesa quella pur lievissima pendenza a destra (pensa: solo un terzo di grado circa, misurato con PS!). Può essere facilmente corretta.
Ciao, V. |
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| Duomo di Orvieto di vittorione commento di vittorione |
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Toh, chi si rivede! Una foto che sta per compiere i suoi bei quattro anni
Ti ringrazio molto, Mario, per averla ripescata e apprezzata.
Ciao, V. |
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| ::: T H A I ::: di BIANCOENERO commento di vittorione |
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Però qualcosa si poteva fare in termini di recupero di un'accettabile estensione tonale del volto.
Così com'è la sottoesposizione di quella che è la zona di massimo interesse è, a me pare, oltre il limite.
Sotto, se non ti spiace, un tentativo di riportare luce sul volto (lasciando una finestra con i toni dell'originale).
Per il resto è un buon ritratto, anche se sul taglio del cappello in questo caso ho dubbi anch'io. Certo rimaniamo nel "convenzionale" (cappello inquadrato per intero, corretta illuminazione sul volto, ecc.); ma senza queste accortezze non abbiamo una foto "innovativa", ma una convenzionale, solo con qualche difetto.
Ciao, V. |
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| Epifania di Laki85 commento di vittorione |
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| GiovanniQ ha scritto: | | Uno scatto che non si regge ne' sull'ipotesi di dialogo tra le due coppie, troppo distanti e credo, che realmente non hanno nulla a che fare l'una con l'altra, ne' sull'ipotesi di rendere interessante questo scatto attraverso i commenti dell'autore. Questo scatto non desta nulla di che. | Sottoscrivo. Si guarda l'una coppia, si guarda l'altra... ed è finita lì.
Il punto forte della scena sarebbe quello che ruota attorno ai vivaci rossi e oro di sedie e tavoli accarezzati dal bel taglio di luce, ma se poi non c'è nient'altro da gustare in una scena tanto ampia... si rimane digiuni.
Ciao, V. |
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| Duomo di Spoleto di Claudia Costantino commento di vittorione |
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Personalmente faccio i miei complimenti a lupens per gli interventi effettuati con ottima padronanza.
Introdurre un accento cromatico caldo, esaltare la vivacità del cielo e tagliare il superfluo dà alla foto della facciata del Duomo una marcia in più.
E grazie ancora per aver messo in condivisione le tecniche adottate, cosa che fa crescere chi ne abbia voglia e arricchisce il Forum.
Ciao, V.
P.S. - Ottimo anche il bn. |
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| alla ricerca di un'idea di effegi65 commento di vittorione |
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Un bel "gruppo marmoreo" inquadrato in quest'ambito sacro, con tutta una serie di pose, sguardi ed espressioni eloquenti.
Bello il bn, articolato e completo.
Il tipo sulla destra disturba parecchio attirando troppo l'attenzione (d'altra parte ce la mette tutta per farsi notare), mentre la restante parte, seppur colma di elementi, funziona nel complesso come funzionale contestualizzazione.
Se posso: qual è il luogo, e quale la situazione?
Ciao, V. |
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| Rio de Janeiro, 2013 di frank66 commento di vittorione |
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Beh... non ci si stanca di lodare questa iniziativa che ripropone ai nostri occhi le più belle fotografie passate di qua.
A frank il solito BRAVO!
Ciao, V. |
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