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| Untitled di MR72 commento di vittorione |
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| 1962 ha scritto: | | Questa immagine a mio avviso ... ci fa capire quanto malata sia la nostra societa'... |
Perfetto, prendiamo per buona questa lettura.
Per quanto sia un'interpretazione che va al di là delle intenzioni dell'autore che dice solo cose tipo «la pistola non ha un significato specifico», «gli ho dato l'arma per rendere lo scatto più interessante» senza mostrare alcuna intenzione di voler dare allo scatto un valore simbolico alto come quello che vi legge Claudio.
Ha ragione Giovanni nel dire che una pistola, una banana o un mazzo di fiori sembra che per il fotografo valgano allo stesso modo.
Ma io volevo semplicemente affermare che questo non è un ritratto, o nella migliore delle ipotesi è, per assecondare la lettura di Claudio, il "ritratto" di una società bellicosa. E non mi interessa tanto dove andasse collocata la foto, quanto che si ragioni su quanto funzioni nella collocazione scelta.
Perché se un ritratto è un po' il racconto della persona ripresa, questo è un non-ritratto, poiché qui si racconta tutt'altra storia.
V. |
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| Untitled di MR72 commento di vittorione |
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È una foto di qualche settimana fa, lo so, ma mi ci sono imbattuto e mi ha colpito per alcuni aspetti e mi ha suscitato alcune perplessità che avevo piacere di condividere.
Non sto a discutere se la foto sia più o meno bella o efficace o... diciamo così, colpisca nel segno.
Di questa foto mi interessa di più discutere altri aspetti, dato che ci sono cose che mi sfuggono.
Non capisco ad esempio come si faccia a dire di un'arma di tale imponenza, così esibita e maneggiata che questa non ha un significato specifico, come fosse un qualsiasi, banale accessorio di contorno, come se questa fosse capace di essere percepita dai nostri occhi come oggetto neutrale, di poco significato.
Come si faccia a dire che qui c'è prima lo sguardo, e la pistola viene dopo, ossia che quest'ultima ha dopotutto una posizione relativa nelle gerarchie in gioco.
A meno che poi non si tratti effettivamente di persona per qualche motivo avvezza a maneggiare pistole nella vita come importante tratto personale, mi sfugge come si possa considerare una foto del genere un ritratto, accettando tacitamente la neutralità dell'oggetto-arma che invece caratterizza fortemente la scena, la drammatizza (o teatralizza, se si vuole) pesantemente e ne sposta profondamente il significato.
Qui c'è posa, c'è ricerca dell'effetto, c'è recitazione di un ruolo altro da sé (immagino e spero), il che (a mio modesto modo di vedere) allontana il risultato dall'ambito ritrattistico per collocarlo semmai in un'area più prossima alla fotografia di Studio.
Sarà forse una speculazione meramente "scolastica", ma mi sembra un tema interessante e non secondario.
Ciao, V. |
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| Ponte Ruga di Leoconte commento di vittorione |
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Era il ponte che ti interessava, e lo dichiari fin dal titolo, quindi se l'inquadratura si occupa solo di quello e non di inserirvi attorno una contestualizzazione più ampia non ti si dovrebbe fare una colpa.
Però a me sembra ugualmente troppo incentrata unicamente sul ponte, questa foto, fino a far sentire la mancanza di un minimo di aria in più attorno, fino a far percepire troppo anticipato il taglio in alto che amputa il cartello con le indicazioni.
I neri li trovo eccessivamente appiattiti e chiusi (sotto il ponte, sulle finestre...); il contrasto troppo alto. Non mi paiono scelte in accordo con lo spirito della veduta che ci proponi.
Ciao, V. |
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| la morte nascosta di quentin commento di vittorione |
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Belle foto e bel reportage.
A mio modo di vedere l'approccio scelto dall'autore trasforma gli ambienti del mattatoio nel set di un film di genere splatter (sia detto senza alcuna connotazione dispregiativa), e non tanto per la quantità di sangue mostrato, né, tanto meno, per una violenza che è nell'aria senza mai palesarsi, o una morte che incombe più di quanto si mostri.
No, semmai è più dalla frequente ricerca dell'inquadratura ad effetto che sorge il rimando a quel genere. Come accade nelle foto 6, 9, 12, 18 (questa con una nota grottesca), 19. A queste si giunge dopo un incipit cauto: nelle prime tre foto si mostrano dei simboli (alcuni misteriosi), ma ancora non succede niente. Poi appare l'arma (4), quindi la vittima (5)... Un climax perfettamente scandito, di tono, anche questo, squisitamente cinematografico.
In questo senso mi trovo d'accordo con quanto afferma Mario Zacchi riguardo la non neutralità del lavoro, il suo non essere in nessun senso un servizio documentario , bensì un prodotto totalmente narrativo, appena punteggiato semmai da qualche foto in cui si raffredda il crescendo (10, 14, 21, 22), e comunque con una valida funzione di pausa, come è proprio della tecnica di montaggio in un thriller.
Detto questo, quali che fossero le intenzioni e a dispetto della coerenza tra queste e la realizzazione, trovo il lavoro assai ben fatto e confezionato con singoli scatti di gran qualità.
Ciao, V. |
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| Eva di CAY_83 commento di vittorione |
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| AarnMunro ha scritto: | | ...ma mancano totalmente i toni chiari ed i bianchi... |
Sottoscrivo.
Io la vedrei così...
Ciao, V. |
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| In the navy di Tropico commento di vittorione |
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Tanto per scambiare ancora due battute sull'argomento.
1. Ma quanto doveva essere brutto 'sto marciapiede, che nella prima versione (che erroneamente viene chiamata l'originale, ma originale non è dato che anche lì hai... evitato il marciapiede tagliandolo fuori, mentre un originale dovrebbe essere lo scatto matrice, senza tagli né manipolazioni varie), quanto doveva essere brutto - dicevo - per doverlo tenere fuori a tutti i costi? Se è vero che, come dici, eliminarlo cambia poco o niente, lasciarlo quanto avrebbe cambiato?
2. Prendere a riferimento dell'Etica Fotografica un Grande Fotografo come Steve McCurry non è un po' come prendere ad esempio di Etica Calcistica un Grande Calciatore come Diego Armando Maradona? Grande Calciatore, per carità, non c'è dubbio, ma i gol fatti con le mani continuano ed essere scorretti tanto quanto gli "aggiustamenti" introdotti nella fotografia di Street.
3. Se poi uno proprio le deve fare 'ste più o meno innocenti manomissioni (sfocature supplementari, cancellazioni, clonature, ecc.)... almeno le facesse bene, che gli altri non se ne accorgano ... Rispetto a questo almeno puoi vantarti comunque (e non è da tutti) di aver fatto un lavoro migliore che non nella famosa foto di McCurry, quello sì veramente assurdo
Ciao, V. |
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| !! di simonefo88 commento di vittorione |
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Inavvicinabile e ben custodita, la bagnante.
Ottima la contestualizzazione sullo sfondo, presente ma discreta.
Ciao, V. |
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| In the navy di Tropico commento di vittorione |
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Scusami, ma mi è venuta un'altra curiosità... non è che, per caso, pasticciando qua e là, hai anche messo mano col timbro Clone all'area vuota in basso a destra?
V. |
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| posso fidarmi? di bernaphoto commento di vittorione |
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Benvenuto a te nel Forum e al neonato (-a?) nel mondo.
La foto... non so se commentarla, dato che è un "biglietto da visita".
Te ne propongo giusto una versione modificata (se non ti dispiace). Mi dirai.
Auguri... a chi spettano
Ciao, V. |
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| In the navy di Tropico commento di vittorione |
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| Tropico ha scritto: | ...In questo senso allora possiamo dire che, appunto, anche lo sfocato di obiettivi spinti non sia naturale di per sè, ergo se questo è il metro (l'innaturalezza, non so se si dice così) anche foto fatte con quegli obiettivi andrebbero criticate per questo aspetto.
Grazie per l'enciclopedica argomentazione come sempre, almeno per me, molto interessante.  |
Per niente, dato che è la tecnica a generare un linguaggio. Nessuno (prima dell'avvento della fotografia) si è mai sognato di dipingere "sfocando" delle aree di secondo piano. Erano altri gli stratagemmi messi in atto dagli artisti per separare e dare risalto alle parti rilevanti, ma l'idea di sfocato si è fatta strada solo con gli strumenti ottici.
Così essendo nella natura di un teleobiettivo produrre uno sfocato marcato, è naturale, dal punto di vista del linguaggio fotografico, quel risultato. È proprio l'assenza di quella naturalezza (fotografica) che pesa sulle foto di cui stiamo parlando.
V |
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| In the navy di Tropico commento di vittorione |
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E ancora, sull'altra foto, perché mi sembra interessante ed istruttivo ragionarci su.
Uno sfocato così spinto cosa lo produrrebbe naturalmente? Ovviamente un'apertura estrema del diaframma, va da sé, ma soprattutto due cose: o un soggetto estremamente vicino all'obiettivo (come appunto in macrofotografia), e non è questo il caso; oppure un teleobiettivo spinto e una distanza ragguardevole dal soggetto e tra soggetto e sfondo, cosa anche questa contraddetta dall'assenza del tipico schiacciamento dei piani prodotto da un tele sufficiente a produrre tale effetto.
È questa incoerenza ottica che rende innaturale (fotograficamente parlando) la scena.
V. |
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| In the navy di Tropico commento di vittorione |
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Ancora due parole: nell'altra foto secondo me ha vinto un po' l'effetto che una volta si sarebbe detto "scatola di cioccolatini": esuberanza cromatica, la ragazza gioiosa e spensierata tra i fiori, un infinito spazio davanti a sé (sottolineato e reso ancor più infinito dalla sfocatura).
Immagine spettacolare (e spettacolarizzata), che colpisce ad un primo sguardo, ma...
V. |
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| In the navy di Tropico commento di vittorione |
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Non ho letto tutte le 7 pagg. di commenti alla foto linkata da Clara, ma solo "spizzicato" qua e là, cogliendo per lo più generale approvazione e consenso, anche da parte di fotografi e commentatori che stimo molto.
Posso dire che la mia opinione è che anche quella rientri nella categorie delle foto con un potenziale devastate da una post assurda.
Premetto che applicare uno sfocato ad una foto non lo considero in sé un "reato", come non considero deplorevole nessun intervento in post (onestamente applicato e non "dissimulato") che produca un risultato valido. Gli strumenti a disposizione oggi sono questi, e vanno usati al meglio delle loro possibilità.
Ma nell'altra foto è stata utilizzata una sfocatura estremamente spinta e non graduale che si giustificherebbe al limite in una macro fotografia, non in una foto di paesaggio, falsando completamente la genuinità di quanto mostrato.
Inoltre l'operazione è piuttosto sporca, in particolare intorno alla testa e tra i capelli.
Altrettanto qui, dove una lunga fila di persone appare perfettamente a fuoco dall'inizio alla fine, quindi, oltre questi, "esplode" una sfocatura forzata, visivamente invadente e del tutto fuori misura otticamente. Osservando il limite all'estrema destra, dove la fila serrata lascia uno spiraglio verso lo sfondo, c'è un gradino secco tra zona a fuoco e fuori fuoco. Attorno ai confini tra aree a fuoco e fuori fuoco (attorno ai berretti, per capirci) si vedono aloni simili a quelli attorno ai capelli della ragazza nella foto di Castelluccio di cui dicevamo.
Qui si trattava invece (secondo me) di dare risalto tramite lo sviluppo di un buon bn al gruppo di testa con le donne e mandare indietro il resto della fila, assegnando così le priorità agli elementi della scena.
Inutile dire che sono opinioni del tutto personali.
V. |
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| Milano (III) di Daniela Loconte commento di vittorione |
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| Daniela Loconte ha scritto: | | ...Se avessi seguito le indicazioni di Cesare, non avrei potuto poi ovviare il problema della base in pp aprendo le ombre? Non sarebbe bastato?... |
Naturalmente sì: erano i non difficili interventi in post che dicevo. L'importante è trovare l'esposizione equilibrata (possibilmente scattando in raw, così da avere il massimo di flessibilità del file), tale che non ti faccia perdere dettaglio nelle ombre, non bruciare le luci.
| Daniela Loconte ha scritto: | | ...Comunque, poichè ritengo che il suo posizionamento non ne cambi nè il valore nè il giudizio, se lo staff pensa che sia più corretta in altra sezione, per me va benissimo e quella sezione presumo che non potrà che essere Varie..... o paesaggio urbano?... |
Secondo me andrebbe in Varie, infatti. Ma spesso, soprattutto agli inizi (e non soltanto), è difficile destreggiarsi tra le sezioni.
Ciao, V. |
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| Milano (III) di Daniela Loconte commento di vittorione |
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| AarnMunro ha scritto: | | ...Dovresti cercarti soggetti con illuminazione uniforme il più possibile, eviteresti questo effetto... |
È in effetti quella disparità di illuminazione che (salvo applicare non difficili interventi in post) non ha soluzione, perché se avessi sottoesposto per privilegiare le zone più illuminate avresti reso di contro troppo scura la zona in ombra, in particolare quella che contiene il passante, che già è al limite.
Questi gli aspetti tecnici.
| Pietro Bevilacqua ha scritto: | | ...emozioni dall'immagine che sto osservando non ne arrivano... |
Questo invece attiene al contenuto, riguardo al quale ti sei concentrata soprattutto su geometrie e cromatismi, condendoli con una presenza umana di pura testimonianza, in fondo poco significativa.
Per questo ritengo che una foto del genere non abbia titolo ad essere nella sezione da te scelta, dato che non basta un passante x, fosse anche in una piacevole scenografia, a dare una connotazione street a questa genere di foto.
Ciao, V. |
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| Country Roads di batstef commento di vittorione |
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Una varietà di paesaggi, alcuni più belli e interessanti e meglio confezionati di altri, ma pochi in fondo si staccano da terra e prendono il volo.
Debole, trovo, la scelta di... non scegliere tra la 5 e la 6 che sono riprese a pochi metri di distanza l'una dall'altra e così, mostrate in sequenza, si infastidiscono a vicenda. O rinunciavi alla pozza gelata, o al rudere (io avrei optato per la prima).
Debole, sempre a mio modo di vedere, anche la continua variazione di formato.
Dovendone portare a casa una, forse la 7, in fondo la meno convenzionale, la più scarna, quella che offre all'osservatore più possibilità di vedere oltre i puri elementi ripresi, ed aggiungerci qualcosa di suo.
Ciao, V. |
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| alter ego 2 di reddo commento di vittorione |
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In riferimento a quanto detto qui, per me meglio l'altra, e proprio per i "difetti" che lì temevo sarebbero emersi con l'uso del grandangolare.
Qui il volto del bambino in primo piano appare deformato dalla lente ad ampio angolo di campo, quello nello specchio ha meno peso che nell'altra e la relazione tra i due si indebolisce (anche rispetto alla versione che nell'altro topic Gianluca ti ha proposto).
Parere personale, ovviamente.
Ciao, V. |
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| 2016/4795 di rarifer commento di vittorione |
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| 1962 ha scritto: | vedo piu' di una versione e se devo essere sincero per un motivo o per l'altro mi piacciono tutte e tre.
La tua foto mini minimal si presta a varie interpretazione proprio perchè estremamente pulita... |
In effetti... si può continuare ancora...
Segno che la materia prima è ottima.
V. |
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