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| Quando scappa... scappa!!! di onaizit8 commento di surgeon |
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Questa è una dimostrazione che si possono fare delle buone street anche con i lunghi tele. Basta avere l'ironia dentro di noi. E se poi si riesce a impacchettare il tutto con una bella composizione grafica lo scatto è assicurato.
ciao Tiziano  |
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| Famiglia a Etretat di bakarne commento di surgeon |
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Benvenuto nella sezione street
Il tuo primo scatto postato è buono: una composizione semplice con pochi elementi ben disposti a creare una piccola storia. Non un momento decisivo ma qualcosa che fa immaginare e pensare. Piacevoli gli sguardi di questa famiglia: tutti nella stessa direzione ad aspettare qualcosa di ignoto, alcuni con serenità, altri con apprensione. Ma tutti fermi lì come se andassero incontro al loro destino. Piacevole anche il contrasto che si è realizzato fra il piccolo del gruppo e il resto della famiglia: lui se ne stà da solo con i suoi piedi penzoloni e il suo abbigliamento pesante, anch'esso con lo sguardo rivolto al nuovo.
alla prossima |
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| ... di Giemme commento di surgeon |
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Mi piace anche questo fotogramma giemme: sfruttando una focale caratteristica delle buone street riesci a produrre un fotogramma tridimensionale racchiudendo o meglio, accogliendo all'interno i tuoi stanchi personaggi dagli occhi chiusi: anch'essi a loro volta racchiusi nei loro sogni, indovati nelle loro fantasie. Tutti noi, sognando, diventiamo narratori di noi stessi. E ascoltare i nostri sogni, come aveva compreso Freud, è fondamentale per capire noi stessi. Si tratta di una vera e propria attività creativa e costruttiva. Non hai avuto esitazioni a scattare, aiutato dal dio Morfeo e dai suoi papaveri.
L'ultimo capitolo del libro di J. Allan Hobson (La macchina dei sogni, Giunti 1992) è dedicato ad un testo molto curioso: il "Diaro dei sogni dell'uomo locomotiva" che "riporta con abbondanza di particolari i sogni dal 14 luglio al 14 ottobre di un autore ignoto": in questo capitolo colpiscono le illustrazioni con le quali l'autore documenta i sogni di quest'uomo ignoto e la sensazione che se ne trae è la stessa che si prova a guardare la fotografia di giemme: è come entrare in una dimensione più intima della mente di questi uomini e superata una prima sensazione di indiscrezione, fa venire voglia di sognare, di raccontarsi, di narrare e di lasciare una qualche traccia di sé, anche, come questa, simbolica e perciò enigmatica, ma sicuramente intima e profonda. |
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| Firenze 113, 2009 di pex85 commento di surgeon |
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Ancora una volta dimostri un occhio allenato capace di cogliere le analogie più fini. Una visione personale dell'ordinario, frutto di un osservazione curiosa. Qui mancava poco per realizzare il tuo obiettivo.
| Citazione: | | senza il terzo non valeva una cicca, per me.. |
Non sono d'accordo: il comprendere la borsa nera per simulare l'adesivo ai piedi del segnale? e allora c'è anche quello bianco sopra!
E' sufficientemente raffinato l'accostamento di forma e di colore bianco-rosso ma quello che avrei sperato era nella maggiore perpendicolartà della cornetta telefonica, a costo di aspettare tutta la telefonata del tizio
Hai provato uno scatto a mezzo busto per eliminare i pantaloni neri? |
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| ... di Giemme commento di surgeon |
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I complimenti li hai già ricevuti e adesso provo a darti un commento sul perchè ci piace: hai fermato un momento originale e sorprendente, insolito, quasi perturbante direbbe Sigmund Freud dove la situazione viene percepita come familiare ed estranea allo stesso tempo, forse per alcuni simpatica e per altri angosciosa, surreale, come l' immagine di un altra dimensione spazio temporale. Mi vengono in mente le fotogrfie di Bill Brandt che utilizza spesso questo espediente sistemando nel primo piano del fotogramma un elemento naturale e contrapponendolo in maniera paradossale allo sfondo. Ancora sulla composizione: hai fatto un primissimo piano ad un simpatico cagnolino e lo hai contestualizzato in un campo più lungo. Hai fatto di più: non hai messo a fuoco il muso del curioso cagnolino ma la street scene sullo sfondo, anch'essa con un gusto ed una storia tutta da scoprire. Una specie di controcampo come quelli di Lee Friedlander
http://minnesota.publicradio.org/display/web/2008/06/27/friedlander/
http://www.artnet.com/awc/lee-friedlander.html
Mi viene in mente anche un capolavoro di Munch: il suo quadro "Gelosia" che funziona allo stesso modo: il volto sconvolto d un uomo in primissimo piano e accanto le figure sfuocate della compagna e del suo amante immaginato dal pensiero geloso. E le due dimensioni rimbalzano e si richiamano continuamente, dialogando fra loro in maniera funzionale.
scatto notevole Giemme
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| 104 di Ueda commento di surgeon |
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Uno scatto decisamente street quello di Ueda dove il punto di vista dell''osservatore diventa il fulcro dello scatto. L'ampiezza e la profondità che viene data a questa inquadratura, cioè il campo, cinematograficamente parlando sono molto funzionali. Un piano americano, con i soggetti tagliati nelle loro estremità inferiori, una scelta di ripresa che tende a simulare la visuale dell'occhio umano, superando quella vista monoculare e statica tipica della reflex. Hai fatto contento il Sig. Vaccari con il suo omonimo libro del 79, superando quello che chiamava inconscio tecnologico della macchina fotografica e ci hai restituito la genuinità del momento come se indossassimo il costume e ci catapultassimo a fare il bagno. Si perchè di corsa e di bagno si tratta, cioè i fatti rappresentati sono quelli ma penso che sia chiaro a tutti che esiste una notevole discrepanza fra quel che l'immagine di Ueda mostra e quello che dice, grazie proprio alle felici scelte di scatto sopra menzionate. Quindi ben vengano i sentimenti di gioia, allegria, spensieratezza che hanno contagiato i lettori prima di me.
Sulla composizione regna vivacità e dinamismo: le posture sbilanciate in avanti dei personaggi in primo piano e nel piano d mezzo creano una tensione dinamica verso l'avanti, invogliando l'osservatore a correre insieme a loro, facendogli desiderare un tuffo. C'è tanta energia e ritmo nel gesto del correre dei personaggi verso quel luminoso bagnoasciuga marino e soprattutto in quel cielo dove la felicità del momento è impressionata sulle marezzature bianche delle nuvole. Siamo tutti persuasi da questa immagine e aggiungo che non c'è niente di meglio di una foto non perfetta di una idea esatta. Quindi passiamo sopra la linea dell'orizzonte e sulla voglia di vedere meno aria a sinistra del fotogramma. in questo scatto si respira la conoscenza e l'esperienza del molto. Il molto si, il tutto, non so a chi lo lasciamo.
Grazie per strutturare il nostro sguardo  |
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| s.t. di belgarath commento di surgeon |
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Per rispondere ai quesiti di alcuni interessati e spero per dare qualche consiglio ad altri utenti della sezione vorrei spiegare come mai in questa fotografia ho dato un interpretazione particolare anche se i veri scopi dell’autore erano altri.
Naturalmente tutti noi tendiamo ad osservare con più attenzione le cose che ci interessano. Ciò significa che nell’osservare una fotografia oppure un frammento di vita reale siamo condizionati dalle nostre conoscenze ed esperienze precedenti. Le ricerche di Deutsch e Deutsch (1963) confermano questa ipotesi: “l’attribuzione di peso” è uno dei principali fattori dell’attenzione visiva. Questo rappresenta un punto cardine per prevedere il modo in cui un fotogramma sarà visto, che non dipende solo dalla composizione ma anche dalla capacità d alcuni soggetti di attirare l’attenzione più di altri. In linea generale possiamo affermare con una certa sicurezza che tutti noi tendiamo ad essere attratti dagli elementi visivi che ci forniscono maggiori informazioni. L’esempio più evidente è l’occhio umano, la bocca e d il volto in generale. Infatti è proprio da questi elementi anatomici che gli esserei umani traggono le informazioni relative alle reazioni e agli stati d’animo delle altre persone. Anche lo studio sul sistema nervoso ha dimostrato che nel nostro cervello esistono specifiche aree deputate al riconoscimento dei volti e delle mani. La scrittura è un altro elemento dotato di grande attrattiva fotografica. La ragione risiede ancora una volta nel suo grande valore informativo. Nella street photography questo concetto viene a ritrovarsi amplificato in quanto la strada è un mondo di informazione in continua evoluzione, basti pensare alle insegne, ai cartelli stradali, ai manifesti, alle pubblicità, etc. Anche quando non si conosce la lingua usata, la scritta è comunque un elemento di richiamo. Ansel Adams, a proposito di una fotografia di un’iscrizione funeraria cinese, affermò: “le scritte in lingua straniera possono avere un immediato valore estetico ,svincolato dall’attribuzione di senso” ma in realtà il loro valore visivo deriva dal fatto di rappresentare un linguaggio. Molte volte ci troviamo di fronte a scatti street dove lettere singole o parole intere diventano protagoniste della scena e ne costituiscono la chiave di lettura. Potrebbero sembrare ad una osservazione superficiale delle fotografie banali, senza un ritorno di contenuto, scattate senza senso in un momento di noia ma tutte celano un significato particolare e soprattutto hanno un gusto particolare. A volte la scritta è direttamente e interamente presa dal reale e messa in relazione con persone , gesti , situazioni particolari, per creare contrasti, analogie altre volte, e sono le più ricercate, le potenti scritte sono create dalla magia del fotografo, dal suo occhio personale che le mette in relazione con la sua percezione della realtà. Con questa premessa invito gli appassionati di street a guardarvi con calma alcune fotografie che seguono ai link: se in alcune di esse trovate qualcosa che vi colpisce o incuriosisce o che vi fa riflettere allora benvenuti sulla nuova stazione radio con frequenza…….. street.
http://www.in-public.com/BlakeAndrews/image/1330
http://www.flickr.com/photos/7974699@N06/3348414901/in/set-72157602120111886/
http://www.flickr.com/photos/nilsjorgensen/50267781/in/set-1079437/
http://www.flickr.com/photos/nilsjorgensen/49672637/in/set-1070096/
http://www.flickr.com/photos/69438261@N00/2249311442/
http://www.flickr.com/photos/71086419@N00/522314217/in/set-72157601017524596/
http://www.flickr.com/photos/71086419@N00/341894125/in/set-72157601017524596/
http://www.mattstuart.com/Photographs/Black-White/06-ST-PAUL-S |
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| Torino, 02-06-09 (3) di Marco Petrino commento di surgeon |
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Altro scatto notevole: colpisce come già evidenziato dagli altri utenti, una composizione fotografica che rasenta la perfezione: i due muri ai lati del fotogramma accolgono il rigore e la precisione di un bar di città, non uno qualsiasi, ma uno attento alle piccole cose, con i porta salviette pieni e tutti presenti in ogni tavolo perfettamente al centro, un bar che a sua volta accoglie con calore i suoi clienti. Si perchè non percepisco solitudine ma accoglienza, luogo di rifugio, di attesa. L'attesa che si respira la mattina durante una colazione fuori, quella di una persona con i capelli bianchi e tanto tempo disponibile, un attesa di vita, di speranza. Quella chioma canuta è stata disposta in un punto strategico del fotogramma, in uno di quei terzi tanto cercati, con un piacevolissimo e voluto stacco dallo sfondo scuro. E poi l'occhio è libero di vagare dove vuole e per tutto il tempo che desidera, fra scritte famose e riflessi di vita.
Bianco e nero da riferimento.
bravo Malko come sempre... |
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| S.T. di markondor commento di surgeon |
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Non vi è dubbio che le interpretazioni dello scatto possano essere svariate ma quelle pretendenti alla verità sono poche. Gli elementi scelti sono una donna (si presume), un uomo glabro ( ) sintomo di perturbazioni ormonali di testosterone, con la nuca girata e lo sguardo rivolto a sinistra forse verso l'orizzonte o forse verso qualcosa di interessante... tale da fargli assumere una postura caratteristica.... Sicuramente la volontà di congelare un momento, sfruttando la sovrapposizione di una realtà tridimensionale, direi casuale, per creare una scena bidimensionale con una forte interpretazione c'è stata e te ne do atto. Possiamo essere daccordo o meno su quest'ultima e sul suo piacere. Personalmente sfrutterei questa abilità non comune verso contenuti più stimolanti
Per quanto riguarda la costruzione del fotogramma è buona con pochi elementi, ben disposti, come del resto lo sono anche i tuoi precedenti lavori.
ciao Markondor |
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| False Symmetry di Alessio Matteucci commento di surgeon |
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Uno scatto notevole: sei riuscito a inserire un raffinato e genuino momento street in un delizioso castone, geometricamente quasi perfetto, che funge da cornice estetica impreziosendo il suo contenuto. Un contenuto dimamico fatto di passi veloci, di chiacchierate fra amiche, di telefonate sfuggenti. Vite che si incrociano senza sfiorarsi, ognuna su di un suo binario prestabilito. I pedoni sono piacevolmente fermati sulle loro case e stanno per fare la loro mossa successiva. Una piacevole composizione come dicevo prima, che incastona in una cornice un frammento di vita sfuggente: una cornice che avrei voluto assaporare per intero con gli acuti degli spigoli ai limiti del fotogramma. Ma forse l’utilizzo di una focale più ampia, che comprendesse gli angoli avrebbe evidenziato degli elementi di disturbo ed una foto così non ha certo bisogno di perfezionismi fini a se stessi, tanto è godibile nell’osservarla.
bravissimo  |
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| s.t. di belgarath commento di surgeon |
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| Citazione: | | Bhè, e non ti sa di ridicolo che pocket e surgeon sembrino essere stati illuminati sulla via di Damasco da uno scatto che, come dici tu, non suscita tutti sti ohhhhhhh?!? |
Quando osservo una fotografia sono consapevole di affrontare una serie di letture complesse, legate tanto alle aspettative e ai presupposti apportati da noi all'immagine, quanto al soggetto fotografico in sè. Cerco sempre di leggere un immagine come se fosse un testo scritto con tanto di sintassi e di grammatica e di cercare di superare la semplice osservazione passiva. Questa lettura complessa scatena tutta una serie di relazioni lettore-immagine e di significati da interpretare. Cerco di arrivare quindi (non riuscendoci sempre) alla lettura e interpretazione di un fotogramma dopo aver fatto un vero e proprio discorso fotografico. Le fotografie street non fanno eccezione e vengono lette dopo una riflessione attiva. Ritengo la fotografia una delle forme di rappresentazione più complessa e ambigua. Commentare una fotografia significa per me incunearsi in una selva di rapporti nascosti e dal potere illusorio dell'immagine. La sera, quando torno dal mio ambulatorio faccio finta di giocare ad un gioco in scatola, un gioco non passivo ma estremamente riflessivo, di un linguaggio visivo, quello di un'altra persona con la stessa mia passione: con un suo punto di vista specifico, frutto di una sua elaborazione personale, e questo mi piace. Il commento all'utente Belgarath è stato una mia interpretazione personale, nata da questo gioco complesso, fatto con riflessione e secondo un mio criterio, giusto o sbagliato che sia. E' meno di un anno che frequento il forum p4u con all'attivo circa 500 commenti quasi esclusivamente nella sezione street (basta cliccare sul mio profilo e fare tutti i messaggi di surgeon), fatti con criterio indiscriminatamente a tutti gli utenti: non mi sono mai sentito illuminato e lo faccio per divertimento: spero anche di essere stato utile a qualcuno di loro: per alcuni ne sono sicuro.
| Citazione: | | Comunque è curioso....devo dedurre che anche surgeon quando ha scritto il suo commento era al corrente della TZ3 per arrivare a complimentarsi con te per la gestione della luce. |
Belgarath utilizza la TZ3 prima ancora che io frequentassi il forum... basta aver vissuto la sua galleria; la gestione della luce negli interni è sempre difficile..... |
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| Sguardi (indiscreti?) di perozzi commento di surgeon |
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E' un piacere vederti di nuovo nella sezione Perozzi: hai sempre avuto un occhio particolare per la fotografia street fin da quando hai esordito con la magnifica meditazioni o tentazioni
Questa la vedo simpatica ma un pò debole: hai cercato di realizzare una classica interazione fra cartellone e soggetto umano che non regge molto. Lo sguardo della ragazza è rivolto verso l'osservatore e non verso l'uomo in costume. Il titolo non è necessario allo scopo che volevi raggiungere.
ciao  |
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| ..passeggiando tra le nuvole di ituoisognidiventinorealtà commento di surgeon |
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Uno scatto particolare
mi viene in mente il carosello della RAI della Lagostina degli anni '70 legato alla figura de La linea personaggi ideati da Osvaldo Cavandoli raffiguranti un uomo che percorre una linea di cui è parte integrante. L'idea abbastanza originale, è stata creata bene con un valido controluce che ha prodotto queste interessanti silhouette.
ciao ituoisognidiventinorealtà |
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| st di salv52 commento di surgeon |
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Una scena insolita quella che presenti: un aperitivo dei giorni nostri ma con i protagonisti in vesti medioevali. E intorno a loro gira la normale vita quotidiana, frenetica e apparentemente confusa dove gli uni appaiono indifferenti agli altri. Mi piace la fusione ironica dei due mondi temporali accentuata dagli sguardi divertiti dei due uomini sullo sfondo appoggiati al lampione. Gli sguardi in camera di alcuni attori non disturbano più di tanto. Non era facile congelare questa complessità in un fotogramma pulito e invece ci sei riuscito avvicinandoti ai protagonisti in maniera funzionale.
alla prossima
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| IMG_3067 di victor53 commento di surgeon |
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Mi piacciono le due amiche in sosta: un fotogramma piacevole e ben composto, coerente con il tuo stile fotografico. Questa volta però a differenza di altre tue lo trovo più comunicativo: complici le espressioni delle due non giovani signore, una con la bocca aperta e i denti scoperti, le sopracciglie aggrottate dalla stanchezza e dal caldo, l'altra meno provata con lo sguardo ancora vigile ma fermata in un momento di pausa. Particolare ed insolito è anche quella maglietta bianca indossata per metà dalla signora di sinistra che riprende il sacchetto bianco penzolante ripreso per intero e su cui si può costruire una storia. Hai fatto benissimo a riprendere le gambe delle signore per intero: cogliendo pose simili e evidenziando le classiche scarpe comode preferite dalle persone di una certa età; mi sarebbe piaciuto anche la fine del bastone. Sono daccordo anche sulla scelta di lasciare il colore. infine bravo nella gestione della luce: anche se lo sfondo presenta delle sovraesposizioni sono tollerate e non disturbano più di tanto.
alla prossima...
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| Yemen. Caccia con il falcone di Marco60 commento di surgeon |
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Ciao Marco e benvenuto.
Il tuo scatto non presenta delle caratteristiche particolari per catalogarlo street o al limite Life: nessun particolare attimo catturato. Sicuramente questa fotografia ci parla dell'uomo e dei suoi interessi: ma questo caratteristico personaggio viene ritratto in posa con il suo falcone e penso che per avere una valida critica forse la sezione giusta era "ritratto". La composizione vede i soggetti principali troppo centrali con dello spazio sulla sinistra eccessivo e senza grandi informazioni mentre sulla destra del fotogramma mi sarebbe piaciuto vedere sullo sfondo le azioni degli altri uomini che contestualizzano meglio il tuo personaggio, la sua cultura ed il suo ambiente. Sei stato bravo a gestire la forte luce senza bruciare niente ma le ombre sul viso del falconiere sono un pò dure specialmente quelle sugli occhi del personaggio principale che ci potevano regalare emozioni e passioni.
ciao
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| s.t. di belgarath commento di surgeon |
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Questa volta caro Belgarath ti scrivo quello che mi viene d'impulso, in maniera immediata e senza dedicare un tempo di lettura proprio di uno scatto riflessivo. Uno scatto di impronta street sicuramente: la composizione è molto curata iniziando dal primo piano che insieme alla piacevole cornice interna trasporta l'osservatore all'interno della scena. Curati anche i margini del fotogramma: in alto a destra hai fatto finire perfettamente una diagonale ed in basso a destra non hai tagliato il margine della porta. A sinistra hai tenuto più spazio includendo volutamente lo scolapasta appeso con una forma circolare (su cui tornerò fra poco), e due quadretti. Ma andiamo alla scena principale: l'occhio va direttamente alla scritta del manifesto( per naturale tendenza percettiva) e in particolare alla scritta ADD volutamente creata facendo sovrapporre la parte circolare dell'erogatore di birra alla critta addio riferita a Aldo Moro.; e poi la giovane ostessa che viene ripresa nell'atto di AGGIUNGERE ancora birra ai suoi bicchieri. Qui io ritrovo un'analogia fra questo inglese "to add" e il gesto congelato dell' "aggiungere" che ne è l'esatta traduzione in italiano. Ritrovo anche un richiamo di forme circolari fra questi due cerchi dell'erogatore di birra che sembrano degli occhiali (come quelli della giovane) il bordo del rotolo di carta che spicca sotto il bancone e lo scolapasta appeso e sopramenzionato.
Ottima gestione della luce in un ambiente dificile come gli interni.
Per me è più che sufficiente
Ps. ho fatto una premessa sul tempo di lettura di questa street su cui possiamo discutere ma che ritengo importante. Quando ho osservato in passato le tue precedenti street ho dedicato molto tempo alla lettura di fotogrammi complessi per poi trattenermi sul loro commento per paura di cadere in errate interpretazioni proprio con un moderatore. Sicuramente sei consapevole dell'impegno che mettiamo nel leggere i tuoi fotogrammi e per questo hai una responsabilità. E torniamo ancora una volta al vecchio dubbio: tempi di lettura brevi e foto popolari oppure scatti criptici che non si spengono subito e danno soddisfazione più duratura? Questione di palati? .......forse la vecchia e cara via di mezzo
con stima |
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| Un papà e il figlio di BaroneMP commento di surgeon |
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Queste fotografie anche se hanno qualche piccola imperfezione sono altamente apprezzate perchè genuine istantanee di vita, colte al volo con curiosità e abilità. Quindi direi Barone una buona street dove il disturbo in primo piano e la gestione della luce vengono perdonate.
Ben arrivato e buoni scatti
Ps. quest'anno il blues di Pistoia era sottotono......  |
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