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| Monteruga di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Alessandro
La lettura che dai a questa serie è importante per me, perchè so che conosci molto bene il posto e sai che si è visto tanto e di più su Monteruga. Non facile "staccarsi", non cadere nel "banale" (inteso come rappresentazione), forse impossibile.
Mi fa piacere il tuo riscontro positivo, ti confesso che la parte più difficile è stata la scelta piuttosto che le riprese, in fondo Monteruga è li... è quella.
Grazie!
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| Vincent Brunetti di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Alessandro
| Citazione: | | pensavo avessi problemi di cervicale data l'età... |
non ancora...
| Citazione: | | Quella che mi convince meno è la 6 per via della presenza sfocata in primo piano. |
purtroppo è vero... ma chi si permetteva a spostare la statuina
Per il sequel... diciamo che è in cottura.
Prossimamente su questi schermi
Grazie per il tuo commento e per i giusti "appunti".
opisso
Ti ringrazio per esserti soffermato. Son contento che gradisci...
| Citazione: | | Deve proprio essere un bel personaggio |
è un maestro, è un grande, è un genio e come tutti i geni è folle... ovviamente nell'accezione positiva del termine.
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| Estratto di interni di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Alessandro
| Citazione: | | Secondo me è il migliore tra i tuoi lavori e anche tra quelli che io abbia mai visto. |
beh... quasi mi commuovo
Grazie mille per il tuo apprezzamento, che comunque non hai mancato di dimostrarmelo di persona e sopratutto perchè sai benissimo quanto io tenga a questa serie di immagini.
Sai anche che è un lavoro che è maturato e cresciuto in diverse fasi e diversi mesi (anni direi), mutato nella forma (di ripresa anche) grazie a svariati consigli e letture esterne.
Non è stato per nulla facile "chiuderlo", anche se potrebbe non sembrare, ma forse questo è positivo nell'economia del tutto.
Grazie ancora Ale! Mi fa molto piacere quanto hai scritto.
Ora ho piacere a descrivere il metodo di ripresa delle scene presentate. Magari può interessare a qualcuno, magari essere di spunto...
Tutte le foto son "prese" utilizzando un decentrabile (35mm di focale equivalente su FF) adattato ad una Fuji X-T1.
Tutte le foto sono il risultato di un merge di tre riprese in verticale, rispettando al massimo la luce ambiente, scegliendo accuratamente gli orari e i giorni che ritenevo giusti per ogni stanza.
La post produzione (merge a parte) è ridotta al minimo indispensabile. Leggere calibrazioni del WB, qualche distorsione geometrica e poco altro.
Anche l'apparente flare presente nella foto n°3 è lì perchè è in realtà una luce proveniente da una piccola finestra più in alto e si vede realmente il fascio, quindi volevo che questo si percepisse. Potevo non farlo apparire semplicemente mettendo una mano di lato alla lente in fase di ripresa... no, si falsava la scena... quindi è li.
Per completezza di informazione e anche con un pò di spudorato orgoglio,
ci tengo a condividere con voi due "riflessioni" che ho avuto il piacere di ricevere da due Maestri della Fotografia contemporanea e autoriale.
Spero mi capirete e mi comprendiate per questo
...la prima cosa che mi viene da dire, senza dare nessun giudizio di natura estetica, riguarda la serenità si uno "sguardo pulito" dentro ad una realtà quotidiana che appartiene un poco a tutti noi. Mi sembra che le fotografie seguano un percorso visivo quasi filmico, un percorso naturale di uno sguardo naturale in un luogo naturale e forse questa "naturalezza" è la parte più bella di questo intimo vedere, percorrere e raccontare con le immagini il luogo "casa" che è fatto così perchè così noi viviamo e abitiamo in modi diversi le nostre case, i nostri affetti e le nostre memorie. Ci sarebbe molto da dire, anche sulla presenza e il valore delle cose e degli oggetti e sul fatto che ogni ripresa è quasi una messa in scena che sembra appartenere al caso o al disordine voluto o accettato come tale. Insomma un bel lavoro di natura intimistica che appartiene alla storia della fotografia, dagli interni di Walker Evans prima e dopo di lui, il tema della casa, sino ad oggi è sempre attuale per una fotografia non più spettacolare, pittorica o semplicemente formale, quanto piuttosto verso una ricerca diretta di verità di un mondo reale che è il nostro vissuto quotidiano.
Mario Cresci
“il mondo interno dell’esterno dell’interno” è l’unica opera non narrativa, una mise en abîme dello spazio vissuto dello scrittore austriaco Peter Handke che negli anni 80 era molto amato da molti fotografi italiani più acculturati, Luigi Ghirri in particolare gli dedicò un bellissimo poster ispirato all’opera ”la paura del portiere prima del calcio di rigore”.
Lo stesso Ghirri decise di intitolare “Sulla soglia” una sezione di Viaggio in Italia (1984), area tematica in cui si incrociavano la ricerca di Barbieri (interni di spazi pubblici), Guidi (rapporto interno-esterno attraverso la finestra di una piccola casa di montagna che riduce il paesaggio esterno proprio come opera la mira della camera) e soprattutto Castella, che, dopo una lunga assenza dall’Italia, rivisita la casa ormai nuda della sua infanzia alla ricerca di una memoria, di un luogo fortemente identitario in cui ritrovare il senso e il valore delle proprie radici.
Abitare, vedere, pensare costituiscono e organizzano uno spazio che trasforma il banale, l’inerte e gli da comunque un significato perché nell’immagine nulla si dà che non sia senso.
La visione di Antonino Di Leo sembra più vicina a quella di Castella, meno metafisica però, con immagini nitide e una luce uniforme che fa emergere perfettamente non solo i segni del vissuto quotidiano, ma anche la specificità di un certo modo di abitare della cultura popolare e piccolo borghese soprattutto del sud. Emergono la presenza forte e a volte incongrua del sacro per esempio, l’ordinato disordine della quotidianità spesso semi nascosta da tendine, il contesto degli oggetti compattati o dispersi, la stanza “buona”, quella in un qualche modo di rappresentanza ma anche di convivialità.
Non troviamo, come per esempio in Martin Parr, uno sguardo critico e ironico ma solo la registrazione di un “essere lì” delle cose, bloccato per sempre dalla fotografia, come nella migliore tradizione topografica.
Carlo Garzia
ecco... e si va avanti mettendosi sempre in gioco, nel bene e nel male...
Grazie a tutti per la pazienza.
Antonino |
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| Industrie di M.R. commento di Antonino Di Leo |
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Nella costruzione di una serie così spiccatamente architettonico-paesaggistica bisognerebbe mantenere il più possibile anche una certa coerenza sul pdr. Per un puro equilibrio visivo.
Probabilmente, anche in virtù di questo, pur essendo una porzione di strada, le trovo piuttosto slegate sopratutto, come suggerito da Alessandro, le ultime due. Anche la prima è un pò staccata (colpa dei toni più accesi).
Diciamo che hai buttato le basi per una miglior ri-uscita.
Chiaramente... secondo me.
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| Il muro di Giuseppina Filiberti commento di Antonino Di Leo |
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Eppur mi piace...
Ah dimenticavo... non è una foto da sez. architettura. Anzi credo di non saper bene in quale sez. "relegarla". Ma in fondo che importanza ha...
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| Piazza Malatesta, Roma di Bruno1986 commento di Antonino Di Leo |
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Architettura, paesaggio, poco importa. Anzi la definirei una rappresentazione architettonico-paesaggistica.
Gran bella foto, descrittiva, rigorosa, con una luce oserei dire perfetta, sia a destra che a sinistra, con le "lecite" ombre.
Molto bella, molto bravo. Complimenti!
Giusto per puro parere personale in merito alla presenza in sezione, dipendesse da me sarebbe decisamente "paesaggio", un gran bel paesaggio.
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| ::: E Y E S ::: di BIANCOENERO commento di Antonino Di Leo |
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Non è il mio campo il ritratto. Personalmente lo reputo nel 90% dei casi un falso, che non significa assolutamente che non mi piaccia il genere... anzi, è solo una mia "deviazione" sul concetto del non inganno per il fruitore, insomma mie personalissime "pippe", anche difficili da spiegare (forse).
Fatta questa premessa faccio i complimenti all'autore perchè questo è magnetico, mie convinzioni a parte, e quindi merita un plauso!  |
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| s.t. di Cube commento di Antonino Di Leo |
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è bellissima! Complimenti!
p.s. solo per gusto estetico personale, toglierei cornicetta e firma
preferita! |
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| Torre Chianca di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Alessandro l'avevo valutata parecchio una cernita più drastica ma mi dispiaceva troppo.
Mi piace la tua selezione e disposizione, in quattro foto si guadagna una positiva valenza descrittiva.
Tengo conto
p.s. come curatore funzioni.  |
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| Gigante di Bruno1986 commento di Antonino Di Leo |
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| Citazione: | Se il soggetto fosse stato il murales l'autore avrebbe dovuto isolare lo stesso con un taglio verticale, non credi? In realtà, come ti ha detto Antonino, i margini assolvono allo scopo importante di fornire informazioni aggiuntive al contenuto della fotografia e soprattutto sul luogo. Per esempio, da quei piccoli spiragli riusciamo a capire che non è un palazzo isolato, ma un quartiere con più palazzi, probabilmente abitanti da persone appartenenti alla medesima estrazione sociale. Quello che tu definisci inutile, in realtà introduce un concetto molto importante in fotografia, (e di conseguenza anche nel cinema), il così detto fuoricampo, ossia ciò che c'è al di là del frame e che si vede appena, (o addirittura non si vede proprio), ma che ci dice qualcosa in più del contesto.
Qui non è una questione di gusto, ma più che altro di formazione della propria visione: pensa che personalmente avrei addirittura allargato il campo a destra e ti garantisco che ciò non avrebbe tolto peso al murales. |
ecco... appunto.
Credo che il buon Alessandro sia stato abbastanza chiaro...  |
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| Frigole di Antonino Di Leo commento di Antonino Di Leo |
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Grazie Alessandro...
eheheh... americano però eh...
| Citazione: | | ti è sfuggita una scena |
se è quella che immagino... meglio!
| Citazione: | | io ancora devo scendere la fotocamera dalla macchina |
vuoi emulare Winogrand eh...di la verità. lol
Aver incluso nella serie la foto in questione era solo con l'intento di avere un "inizio vero" (come sai), ma in virtù del tuo appunto credo che effettivamente leghi poco, almeno per un fruitore estraneo al posto.
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| Gigante di Bruno1986 commento di Antonino Di Leo |
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Tropico
| Citazione: | Che io sappia paesaggio è una visione d'insieme e quindi un solo palazzo con accenni di altri palazzi vicini non può essere considerato tale.
Facendo un esempio diverso se io fotografo un albero con solo accenni di contorno non è un paesaggio. |
ecco appunto, confermo quanto detto prima, anzi di più.
p.s. in virtù dell'esempio che hai appena esposto, lo dici tu a... mah uno a caso, R. Adams, di riconsiderare il suo concetto di paesaggio?
Ciao |
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