|
|  | | Commenti |
|---|
 |
| Martina di lacio78 commento di vittorione |
|
Certo è che il 50mm a f/1,4 a quella distanza ha pochissima profondità di campo.
Basta un niente perché quello che deve essere a fuoco non lo sia.
V. |
| |  |
| Martina di lacio78 commento di vittorione |
|
Ho l'impressione che il fuoco sia un po' "avanti" rispetto alla pupilla, che quindi risulta non del tutto nitida (come pure le ciglia) mentre più netta si percepisce la texture della pelle sulla fronte e sul naso.
Naturalmente la focheggiatura attraverso l'ostacolo della veneziana è più complessa e va fatta... ad occhio, appunto, poiché l'autofocus non ci può aiutare.
Emendata da questo difetto la trovo anch'io interessante, per luce e soluzione compositiva, con l'occhio destro non solo in ombra ma anche barrato dal nastro della veneziana.
Ciao, V. |
| |  |
| s t di reddo commento di vittorione |
|
Bella, ed efficace con i suoi colori.
Se una pecca vi si può riconoscere trovo sia nell'eccessiva prossimità delle aree illuminate sullo sfondo con il margine sinistro.
Meglio sarebbe stato un maggior stacco, per una composizione più equilibrata.
Ciao, V. |
| |  |
| Fiera del Levante, Bari di frankieta commento di vittorione |
|
Riguardo alla "caratura" sreet di questa foto concordo con chi esprime qualche perplessità o... cautela al riguardo.
Trovo che faccia parte di quella sorta di sottoinsieme, prossimo alla street, in cui si gioca a coniugare la presenza umana con l'ambientazione circostante, laddove i due elementi svolgono ruoli piuttosto neutrali, senza che uno prevarichi l'altro, mentre è tale l'aspetto formale della costruzione da far percepire il risultato più come una ricerca di equilibrio compositivo che come vera propria cattura di contenuto street.
In sostanza: se fosse stata postata in Varie credo che non staremmo a discutere della giustezza della scelta, e personalmente l'avrei trovata una collocazione più adeguata.
V. |
| |  |
| Fiera del Levante, Bari di frankieta commento di vittorione |
|
Ma... in fin dei conti, per rispondere a Cesare, una cosa è raddrizzare le linee, altra cancellare ciò che si ritiene costituisca un fastidio.
Il raddrizzamento delle linee trovo sia modifica lieve e in fondo solo apparente, ossia riporta la situazione ripresa ad una lettura "ordinata" e "naturale" per l'occhio, che nella realtà non percepisce le linee come storte o convergenti se non traguardando la scena attraverso una cornice (come la fotografia ci costringe a fare).
La cancellazione di elementi "di disturbo" invece è una pratica "eticamente" meno limpida, dato che cambia i connotati della scena stessa a nostro piacimento e per soddisfare un bisogno di pulizia o di ordine in maniera forzosa ed artificiale.
V. |
| |  |
| |  |
| Fiera del Levante, Bari di frankieta commento di vittorione |
|
Buona.
Avrei personalmente (e lo propongo giusto per confronto) adottato un formato più stretto (2:3) e posto al centro dell'asse la figura umana.
Anche un maggior contrasto e ombre più corpose non mi sarebbero dispiaciute.
E per pulizia avrei più che altro provveduto a raddrizzare le verticali (lato destro).
Un esempio sotto, se non ti dispiace.
Ciao, V. |
| |  |
| S.T. di ALEXANDER5 commento di vittorione |
|
Provare ad essere originali a tutti i costi?
Esperimento fallito, per me.
Perfino così proposta la figura in secondo piano dà fastidio.
Ciao, V. |
| |  |
| piccoli guardiani di valezie commento di vittorione |
|
L'impressione di scatto "turistico" che Giovanni dichiara la trovo legittima (al di là delle motivazioni nobili e degne di plauso della presenza dell'autore sul posto).
E la sensazione deriva da quel tanto di estetizzante di cui la foto è vestita, soprattutto in quella sensazione di tonalità dorate che ne fanno una foto, dal punto di vista visivo, da calendario (se non fosse per il contenuto drammatico).
È un complimento per un verso, se vuoi. Ma è anche una critica, se arriva prima e più forte l'apprezzamento per la confezione che l'efficacia del racconto del dramma, che proprio il primo aspetto tende a smorzare.
Data l'occasione di convivere con queste situazioni non lasciare da sola questa foto ma accostarla ad altre in un reportage che mostri più aspetti e restituisca un racconto maggiormente sfaccettato potrebbe essere un bel modo di portarci più dentro la storia di quanto questa foto da sola riesca a fare.
Ciao, V. |
| |  |
| Autorità di sabbio commento di vittorione |
|
| GiovanniQ ha scritto: | Autorevolezza, piu' che autorità... direi  |
Immagino di sì (a meno che non sia il Sindaco).
Comunque forse è un'autorevolezza di cui l'autore può avere riscontro per conoscenza diretta e personale del soggetto, ma che in questo ritratto a me non sembra un carattere dominante, essendo deboli i tratti che la dovrebbero rappresentare, e mitigati da una certa bonarietà nello sguardo che ci indirizza e nell'espressione della bocca.
Diciamo che se dovessi fare la conoscenza del soggetto dopo essermene fatta un'idea attraverso questo ritratto, non mi aspetterei di trovarmi davanti una persona "autorevole". A prescindere dal titolo.
Ne risulta comunque un onesto ritratto, a mio avviso, ma sullo sfondo trovo siano di troppo, poiché senza un ruolo utile, le figure in uscita, oltre che invadente il vistoso banding.
Ciao, V. |
| |  |
| |)|)|)| di Daniela Loconte commento di vittorione |
|
Sono talmente una metafora della vita i binari che vengono fotografati in tutte le salse fino allo sfinimento.
E allora se non c'è (come qui non c'è) niente che dia alla scena un grammo di motivo d'interesse in più, se non c'è quello sforzo interpretativo capace di sospingere la foto al di là del limite minimo, ho l'impressione che rimaniamo davanti a qualcosa di muto e ordinario.
Questo per quanto concerne il senso della foto.
Sotto l'aspetto tecnico trovo che il cielo abbia condizionato la lettura esposimetrica e tutto ne sia uscito spento, grigio e cupo (se mi è concessa una battuta: ancora metafora della vita?).
Ciao, V. |
| |  |
| Sacralità di sabbio commento di vittorione |
|
Mi sfugge innanzitutto la scelta del titolo, Sacralità
Scavalcato l'ostacolo troviamo una scena colta con una buona distribuzione dei protagonisti, ciascuno intento nelle sue attività (o inattività) attorno alla pesca.
La bicicletta rovesciata in primo piano forse racconta una fretta o un abbandono. Ma forse non racconta niente e, più che altro, riempie un vuoto dal punto di vista compositivo.
Bn senza molto da dire, nel bene o nel male.
Ciao, V. |
| |  |
| |  |
| dentro di doby1958 commento di vittorione |
|
Una motivazione dello scatto può consistere in questo porsi all'esterno (e quindi sottolineare un senso di distanza, di estraneità) rispetto allo svolgimento del rito religioso.
Manca però di quell'impatto che una maggior differenziazione tonale tra il dentro e la cornice del portale avrebbe potuto produrre.
Un esempio, per chiarezza.
Ciao, V. |
| |  |
| st di RiccardoC. commento di vittorione |
|
Un po' dura (secondo me) per i contrasti dati dall'illuminazione (e non addolciti) e per gli spiccati accenti cromatici. Sono scelte dell'autore che però aggiungono "peso visivo" ad uno scatto già di per sé non ordinatissimo.
Non riesco a leggere il figlio maggiore come "rivolto verso il mac-menu" (dato che di fatto non lo è, preso da tutt'altro) e pure la donna del manifesto in fondo mi pare di troppo, essendo inessenziale rispetto al cuore della foto che è, appunto, il confronto ironico tra le... "opzioni alimentari" messe in campo.
La foto a conti fatti funziona.
Sul tema però se si tratti di una foto di Street oppure no non avrei dubbi nel dire di no, trattandosi di una situazione (come già detto) che presuppone una certa complicità tra il soggetto ed il fotografo.
È questo un declassamento?, una denigrazione dello scatto? No. Questo funziona lo stesso, ma potrebbe definirsi un riuscito, ironico ritratto di famiglia, certo non una foto di street.
Ciao, V. |
| |  |
| Ada Negri come compagna di giochi di Gasperino_carbonaro commento di vittorione |
|
A parte la foto in sé (che trovo forte ed efficace, quindi riuscita), fatico a comprendere l'inserimento di questa in sezione Street.
Come pure di tanti altri tuoi ritratti colti per strada, il più delle volte (come qui, presumo) all'insaputa del soggetto, spesso (come qui, ci dici) nel corso di un colloquio con costui.
Del resto tutti qui te lo commentano (giustamente) come Ritratto (nessuno accennando alla sua valenza Street).
E tale per me è. E lo dico, sia chiaro, senza alcun accenno di polemica, ma solo per capire le motivazioni che ti portano a preferire questa collocazione a quella in Ritratto, che personalmente troverei più consona.
È una foto d'altronde (come pure le altre tue analoghe) che poggia tutta la sua efficacia sulla descrizione (esteriore ed interiore) del protagonista, giocata tutta attorno alla sua figura e alla sua espressività, gestualità, eccetera.
Manca del tutto, trovo, la contestualizzazione Street (o Life), non bastando la sola modalità di scatto all'impronta, sempre a parer mio, a farne una foto di Street.
Ciao, V. |
| |  |
| |  |
| |  |
| L'avvio ( Processione dei Misteri del Venerdì Santo) di pettysailor commento di vittorione |
|
Reportage esemplare per qualità, varietà, vicinanza (ma... senza esserci) all'evento e ai suoi protagonisti.
Alcune perle emergono nel ben dosato numero di foto che compongono il servizio.
Bel bn, giusto con qualche traccia di disomogeneità.
Lavori fotografici su questo genere di situazioni se ne vedono a mucchi, ma pochi riescono a distinguersi.
Questo per me è tra quei pochi.
E, se ho capito bene, è solo l'inizio...
Ciao, V. |
| |  |
| La stanza dei ricordi di Alfredo Caridi commento di vittorione |
|
Immagine sofisticata, elegante e pittorica, efficace nel trasmettere l'atmosfera intima delle mura domestiche e lo svolgersi interiore dei pensieri della donna veicolati dalla direzione dello sguardo.
Bella ed equilibrata distribuzione delle aree di luci ed ombre, amalgamate da un piacevole e articolato chiaroscuro.
Belli i tocchi di luce più viva distribuiti sulla scena: sul profilo del volto e della figura di lei, sul bordo superiore della poltroncina, sul vaso bianco sullo sfondo (ma, unico e minuscolo appunto, sarebbe forse stato meglio avere una maggior separazione tra la pianta lì contenuta ed il profilo di lei).
Piccoli ma preziosi i particolari a corredo: la sigaretta con la lieve voluta di fumo, quello che sembra un libro sul piano accanto al vaso, il quadro alla parete, con una utile ma non ingombrante presenza compositiva, l'abito "da casa", forse una camicia da notte, con la gamba in parte scoperta.
Il trattamento asseconda l'atmosfera della scena, arricchendola.
Bella.
Ciao, V. |
| | br> |