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| L'incredulità di Tommaso di essedi commento di Mario Zacchi |
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Purtroppo la scritta non ci sta a dire molto, nel seno che non ci si legge
una relazione utile all' economia dello scatto. Ma la foto, i due soggetti,
le loro espressioni sono davvero molto belli. |
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| ... di diego campanelli commento di Mario Zacchi |
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Bella. Lo sfondo nero valorizza parecchio quell' ombra carica che si staglia sugli occhi.
PS: ieri ero dalle tue parti (Novedrate). Dovrò tornarci, magari riusciamo a vederci  |
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| Io Non Posso Entrare di Davide C. commento di Mario Zacchi |
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Uno guarda la foto e si chiede: che ci devo trovare di interessante? A parte che se si deve fermare a farsi questa domanda è probabile che la foto
prenda poco, comunichi poco, prendiamolo come un percorso mentale per verificare cosa c' è effettivamente che abbia valso la penda dello scatto e
che debba valere la soddisfazione (o la pena) ora a noi di guardarla.
- Il ritratto del cane? non direi: assolutamente comune nella posa e nell' espressione, se così la vogliamo chiamare.
- Materia, bianconero, esposizione, ...? Nulla. Il cane sembra addirittura appiccicato.
- Senso della foto? Quello che sembra avessi in mente tu è: Noi non possiamo entrare + espressione apparentemente triste del cane = emozione nostra.
Be', mia no, tutto troppo scontato. Eppoi cani ormai li fanno entrare pure nelle cucine dei ristoranti (e uscire vivi, non cotti).
Perché mi dica qualcosa dovrei leggerla al contrario: I cani entrano ormai anche nelle cucine dei ristoranti e io (cane) ho trovato l' unico negozio gestito da non allineati?!
Dovrebbe essere un fotografo capace di osservazioni e modi di comunicare molto sottili. Guardo le altre foto in gallery per cercare conferme e no, non mi pare. Foto anche corrette, ma usuali, niente di particolare.
Conclusione da osservatore che ha meditato: l' interpretazione scontata è quella che gli ha mosso il click. La foto non vale molto.
PS: e pensa che non ho nemmeno letto il titolo, che è già illuminate |
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| San Michele e il Diavolo di Wolfriend commento di Mario Zacchi |
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Non me ne voglia Viola, ma la parte più bella è la visione dechirichiana nel quadrato superiore.
Ti suggerisco di tagliarla e stamparla bene perché merita davvero.
Vorrei averla scattata io. |
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| Cascatelle di iw9fy commento di Mario Zacchi |
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Be', non ci sono obblighi da parte di nessuno. Per me la foto è un
po' "fasulla" come risultato estetico; ma ciascuno ha i propri gusti
e i miei non è detto siano i migliori. |
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| L'attesa di heil commento di Mario Zacchi |
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Heil, fai una cosa: va a vedere una mostra fotografica d' autore famoso, magari Street visto che qui si parla di questo, e poi torna qui e, "onestamente", elenca i titoli delle foto che avrai guardato, che ti ricordi e che ti sono stati necessari per apprezzare la foto o la Fotografia di quell' autore. Facciamo in fretta: probabilmente nessuno. Perché di fronte ad una foto significativa (mentre la guardi appesa al muro), l' ultima cosa che ti viene in mente di andare a guardare è il titolo, a meno che tu non stia facendo esegesi del lavoro di quell' autore, per cui tutto, finanche come archiviava gli scatti, quali sceglieva e quali scartava, ha un senso.
La tua foto: un bimbo che compie un gesto con una mano, con un dito. Altro non c' è, non si percepisce (e mi riferisco al discorso dell' attesa). O quel gesto è tale da appagare chi guarda la foto, oppure la foto è debole. Titolo o non titolo.
Detto questo, è un po' che mi scervello, ma non riesco a ricordare chi è ed ora non ho il libro (Fotografia come Arte moderna, di Charlotte Cotton). Un autore (da museo) che costruisce foto integrandole con scritte. Non sono titoli, ma certo una ferma e sicura guida sul senso del suo messaggio. In fin dei conti non molto diverso dalla pubblicità. Quindi uno può fare ciò che vuole e non è nemmeno detto che non trovi una via che sortisce effetto anche nel farlo entrare nel novero degli artisti, quando non solo in quello dei fotografi. Ma la foto Street per prassi rinuncia al titolo, perché vuole fondarsi su altro. L 'alpinista usa anche mezzi artificiali; l' arrampicatore sportivo no. Entrambe scalano, ma con filosofia diversa. A te decidere a quale filosofia aderire. |
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| Parigi, appunti di nicola.milani commento di Mario Zacchi |
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Mi pare di ricordare la piazzetta con cui apri. Se è lei devo dire che mi
piacque molto, in particolare la serie di negozietti d' arte sotto i portici
(gallerie, per rispetto).
La 4 credo avresti fatto meglio a renderla più essenziale: solo la donna
sdraiata, senza la coppia a lato.
Per quanto non sia innamorato del verticale in queste situazioni, trovo
che la 8 sia una buona foto. |
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| strane triadi di Laura Guarnacci commento di Mario Zacchi |
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Bel soggetto e buona mira. Per me perde un po' di efficacia tra
sovrapposizioni e contesto molto ricco di altri segni (affresco,
cancellata, cassa acustica, righe della tipa a sinistra, paletti, borse, ...). |
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| ... di gattapilar commento di Mario Zacchi |
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Mancano bianchi e neri. Mi sa che non l' hai lavorata.
Per me una scenetta meritevole, magari un po' corrotta
dalla sovrapposizione dei due a destra. |
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| ''' di opeio commento di Mario Zacchi |
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La trovo riuscita, come alcune altre. Quando avrai una lunga serie tende,
dovrai selezionare le più efficaci, avendo cura che la sintesi non appaia ripetitiva. |
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