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| "" di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| aerre ha scritto: | C’è ...spessore compositivo in questo scatto di sensibilità e consumata esperienza.
Tutto l’impaginato figurativo è sostenuto dalla posa del ragazzo che pare avvolgersi a spirale, ...in un viluppo di carne e di emozioni, attorno alla fragile espressività della ragazza.
La base del fotogramma è assicurata dalla solida e maschia gamba del ragazzo; ed è da lì che s’inizia un movimento a spirale che attraverso il busto si introietta verso il centro dello scatto attraverso l’inclinazione del viso di lui; si continua prima in una, poi nell’altra mano, per culminare finalmente nello struggente sguardo di lei.
Ed è nell’espressività del viso della ragazza, stretto in quella triangolazione di gesti, tra le mani e le labbra di lui, che lo scatto condensa e consuma tutto il suo cuore narrativo ed emozionale, ....proprio al centro del fotogramma: le figure sono composte infatti, in modo che il viso di lei coincida con l’asse del campo d’immagine.
E non è certo un caso che nell’inquadratura non v’è spazio per le mani della ragazza o una sua qualche gestualità.
Tutto lo scatto deve farsi cioè racconto di un abbandono disperato e caldo tra le braccia, ..tra le mani di lui, di un corpo quale quello della ragazza che solo nello sguardo languido e sofferente insieme trova strumento di espressione.
Sensuale e protettivo lui, ...con la sua ruvida dolcezza maschia e carnale; fragile e disarmata lei con quello sguardo rivolto in camera a farci spettatori, quasi imbarazzati, di un’atmosfera di grande intimità.
Ed è la consapevolezza di quello sguardo che tira in ballo l’osservatore la ....”genialata” di Gino.
Eh si, ...perchè là dove lo stereotipo del “femminino” che vinto di dolore si consola tra le braccia di lui, ci ha abituato ad un irrinunciabile sguardo tra i soggetti che esclude di fatto l’osservatore .....Gino che fa?, ....rimescola le carte e ci chiama in causa proprio con quello sguardo; ci fa spettatori, ma anche attori di uno scenario emozionale che ci coinvolge quasi a volere per un istante essere parte di quell’abbraccio.
Fa ricorso ad un ordito chiaroscurale morbido, lo scatto.
Una gamma lievemente sbilanciata sui toni bassi dell’intervallo, ma che fa salva la preziosa luminosità dell’incarnato, che è capace di restituirci il sapore caldo ed intimo di questa atmosfera.
E c’è tutta la gamma: dai neri corposi e materici del giubbotto di pelle che sottolinea la fisicità maschia del corpo di lui, alla morbidezza dei toni medi del maglione di lei che scivola sulla spalla a fare eco al suo struggente abbandono, alle preziose pennellate di luce che si concentrano sulle mani e sul viso; ...proprio là, al centro delle emozioni dello scatto.
Aerre  |
Cosa ti posso dire....??
mi ripeto ?
sono convinto
e fermamente
che i commenti
che mi fai siano
migliori
delle mie foto
dai molta emozione |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di aerre |
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C’è ...spessore compositivo in questo scatto di sensibilità e consumata esperienza.
Tutto l’impaginato figurativo è sostenuto dalla posa del ragazzo che pare avvolgersi a spirale, ...in un viluppo di carne e di emozioni, attorno alla fragile espressività della ragazza.
La base del fotogramma è assicurata dalla solida e maschia gamba del ragazzo; ed è da lì che s’inizia un movimento a spirale che attraverso il busto si introietta verso il centro dello scatto attraverso l’inclinazione del viso di lui; si continua prima in una, poi nell’altra mano, per culminare finalmente nello struggente sguardo di lei.
Ed è nell’espressività del viso della ragazza, stretto in quella triangolazione di gesti, tra le mani e le labbra di lui, che lo scatto condensa e consuma tutto il suo cuore narrativo ed emozionale, ....proprio al centro del fotogramma: le figure sono composte infatti, in modo che il viso di lei coincida con l’asse del campo d’immagine.
E non è certo un caso che nell’inquadratura non v’è spazio per le mani della ragazza o una sua qualche gestualità.
Tutto lo scatto deve farsi cioè racconto di un abbandono disperato e caldo tra le braccia, ..tra le mani di lui, di un corpo quale quello della ragazza che solo nello sguardo languido e sofferente insieme trova strumento di espressione.
Sensuale e protettivo lui, ...con la sua ruvida dolcezza maschia e carnale; fragile e disarmata lei con quello sguardo rivolto in camera a farci spettatori, quasi imbarazzati, di un’atmosfera di grande intimità.
Ed è la consapevolezza di quello sguardo che tira in ballo l’osservatore la ....”genialata” di Gino.
Eh si, ...perchè là dove lo stereotipo del “femminino” che vinto di dolore si consola tra le braccia di lui, ci ha abituato ad un irrinunciabile sguardo tra i soggetti che esclude di fatto l’osservatore .....Gino che fa?, ....rimescola le carte e ci chiama in causa proprio con quello sguardo; ci fa spettatori, ma anche attori di uno scenario emozionale che ci coinvolge quasi a volere per un istante essere parte di quell’abbraccio.
Fa ricorso ad un ordito chiaroscurale morbido, lo scatto.
Una gamma lievemente sbilanciata sui toni bassi dell’intervallo, ma che fa salva la preziosa luminosità dell’incarnato, che è capace di restituirci il sapore caldo ed intimo di questa atmosfera.
E c’è tutta la gamma: dai neri corposi e materici del giubbotto di pelle che sottolinea la fisicità maschia del corpo di lui, alla morbidezza dei toni medi del maglione di lei che scivola sulla spalla a fare eco al suo struggente abbandono, alle preziose pennellate di luce che si concentrano sulle mani e sul viso; ...proprio là, al centro delle emozioni dello scatto.
Aerre  |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| Andrea Feliziani ha scritto: | .. anche se la tempera dei tuoi colori si è "convertita" nel bn, non ne sbagli una..composizione ottimale nella cura nei dettagli delle pose..
..una foto pubblicitaria se vogliamo, con rimandi melo-romantici..  |
ti ringrazio
hai colto tutto alla perfezione  |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di PaperoDigitale |
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| splendido. molto intenso. mi piace molto la sensualità e la dolcezza espressa dla modello in contrapposizione allo sguardo di lei che mi appare insofferente. |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di albaluce |
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| Clara Ravaglia ha scritto: | Bello e morbido il tuo bianco e nero... ben si addice al soggetto, avvolge la scena con grazia e conduce distribuendo luce e sfumature con maestria sui protagonisti....
Mi sembra di vedere il biondo dei capelli, l'azzurro della tela jeans, il rosa degli incarnati, tanto decisa pur nella morbidezza è la tua gamma.
Ho detto mi sembra.... in realtà, grazie all'eleganza del b/n che unisce la attenzione ai particolari con la essenzialità... l'osservazione si concentra, indisturbata, sul contenuto dello scatto, sull'accenno di dolore, sulla sofferenza sottile che traspare dallo sguardo di lei, sull'onda spontanea di tenerezza e protezione che si nasconde dietro le palpebra abbassate di lui.
Per una volta ancora hai schivato il clichè, l'overuses, la banalità più strisciante...... grazie ad una cosa semplice ma vincente, gli occhi di lei che fissano in camera, coinvolgendo l'osservatore e regalandogli con la trasparenza di uno sguardo, una lacrima versata , che si trasforma in languore, fino a divenire serenità raggiunta......
Ciao
Clara |
QUoto in pieno!
Alb@luce |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di Clara Ravaglia |
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Bello e morbido il tuo bianco e nero... ben si addice al soggetto, avvolge la scena con grazia e conduce distribuendo luce e sfumature con maestria sui protagonisti....
Mi sembra di vedere il biondo dei capelli, l'azzurro della tela jeans, il rosa degli incarnati, tanto decisa pur nella morbidezza è la tua gamma.
Ho detto mi sembra.... in realtà, grazie all'eleganza del b/n che unisce la attenzione ai particolari con la essenzialità... l'osservazione si concentra, indisturbata, sul contenuto dello scatto, sull'accenno di dolore, sulla sofferenza sottile che traspare dallo sguardo di lei, sull'onda spontanea di tenerezza e protezione che si nasconde dietro le palpebra abbassate di lui.
Per una volta ancora hai schivato il clichè, l'overuses, la banalità più strisciante...... grazie ad una cosa semplice ma vincente, gli occhi di lei che fissano in camera, coinvolgendo l'osservatore e regalandogli con la trasparenza di uno sguardo, una lacrima versata , che si trasforma in languore, fino a divenire serenità raggiunta......
Ciao
Clara |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di Andrea Feliziani |
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.. anche se la tempera dei tuoi colori si è "convertita" nel bn, non ne sbagli una..composizione ottimale nella cura nei dettagli delle pose..
..una foto pubblicitaria se vogliamo, con rimandi melo-romantici..  |
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| "" di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| Tommy Retrò ha scritto: | Non male.. anche se sai che c'è "quell" difetto che proprio nn mi va giù..
cmq posso concordare su luce e colore.. sul taglio ..boh.. a me non dispiace.. ma non lo trovo cosi indispensabile in questo caso..
sicuramente hai fatto di meglio ma ti perdono visto che mentre eri li a scattare sentivi una vocina dentro (era la tua coscienza) che ti rimproverava di non avermi chiamato allo shooting..
p.s. cmq se pensi di "battermi" per le prox foto dovrai fare ben di meglio .. tira fuori l'artista che è in te..
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"Batterti ???
dove
come
quando
c'è una competizione ??
Perchè nessuno mi ha avvisato
quando si gareggia?
i premi ??
si vince molto?
quanti siamo ...io e te
o altri
.....??? "
Il taglio non è indispensabile ? si può essere
magari la potevo mettere tutta come ho fatto
in altre sue immagini
ma questo mette in evidenza ciò che cercavo di esasperare
al massimo
i polapacci gonfi e grossi ...io li adoro
li trovo sensuali e magnifici
Sai è il mio gusto...e devi capirmi
come io capisco ed accetto le tue fantasie così lontane
dal mio immaginario fotografico
ma di cui ti riconosco i meriti
a parte quando non scimmiotti troppo Newton
cio bello
PS
perdonni
ma non "gareggio"
Per il resto del forum che non ci conosce
io AMO TOMMY RETRO'
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| "" di Gino Quattrocchi commento di Tommy Retrò |
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Non male.. anche se sai che c'è "quell" difetto che proprio nn mi va giù..
cmq posso concordare su luce e colore.. sul taglio ..boh.. a me non dispiace.. ma non lo trovo cosi indispensabile in questo caso..
sicuramente hai fatto di meglio ma ti perdono visto che mentre eri li a scattare sentivi una vocina dentro (era la tua coscienza) che ti rimproverava di non avermi chiamato allo shooting..
p.s. cmq se pensi di "battermi" per le prox foto dovrai fare ben di meglio .. tira fuori l'artista che è in te..
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| Segar la testa.... di Gino Quattrocchi commento di nuvolalfa |
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| Gino Quattrocchi ha scritto: | | nuvolalfa ha scritto: | A me piace molto il taglio, mi sarebbe piaciuto vedere il resto per fare un confronto che posso solo immaginare.
Una bella foto a mio giudizio
Pier Paolo |
ecco se è per un confronto
http://www.photo4u.it/album_page.php?pic_id=257775
grazie per il commento  |
Tra le due preferisco questa
Pier Paolo |
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| Segar la testa.... di Gino Quattrocchi commento di mcm |
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| Clara Ravaglia ha scritto: | | Il taglio è perfetto, con quel cappuccio che si intuisce ai lati, le braccia alzate a sollevare la giacca per proteggere il nostro protagonista [i]da un brivido di freddo che non c'è, se non sottopelle per noi che guardiamo. |
Io sinceramente sulla foto (in alto) non "intravedo" nessun cappuccio!
In ogni caso sapere la destinazione della foto è essenziale per decidere il taglio. Se è un ritratto per il modello allora ci può stare.. anche se dovrebbe essere tagliato un po' meno e lasciare più fronte.. Se è per moda e quindi pubblicizza l'abito, non va bene.. il vestito non è chiaro e tagliato.
Nella seconda che hai postato per il confronto il taglio va bene per entrambi i casi. |
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| Segar la testa.... di Gino Quattrocchi commento di Gino Quattrocchi |
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| nuvolalfa ha scritto: | A me piace molto il taglio, mi sarebbe piaciuto vedere il resto per fare un confronto che posso solo immaginare.
Una bella foto a mio giudizio
Pier Paolo |
ecco se è per un confronto
http://www.photo4u.it/album_page.php?pic_id=257775
grazie per il commento  |
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| Segar la testa.... di Gino Quattrocchi commento di Clara Ravaglia |
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A parte le considerazioni scherzose sulla ricrescita post ceretta e sulla par condicio per noi signore, sulle quote azzurre dei modelli che assomigliano alle quote rosa italiane in politica.......
diamo a Cesare quel che è di Cesare e diciamolo... la firma di Gino è spalmata sulla foto come una spessa cera d'api.
Le tonalità, la resa dell'incarnato e soprattutto quell'azzurro così speciale.. che lui sa rendere con maestria, talvolta lo ruba al cielo, lo sposa all'iride di una ragazza, lo fa posare sull'acqua o nelle pieghe di una camicetta..... oppure lo rende protagonista di una foto intera, sugli spalti di uno stadio calcistico.....
Eccolo di nuovo, nel tessuto di questo jeans, sotto lo splendore del lucido che accende la morbida pelle della cintura.
Lui ci fissa un po' sprezzante, paradossalmente ironico nel far finta di prendersi così sul serio, ma scherza con noi ostentando la sua tartaruga addominale, che la luce sapientemente usata rende protagonista al centro dello scatto..... La sottile ironia fra il freddo suggerito dall'interno della giubbotto e il calore della pelle scoperta che ammicca pienamente esposta rende intrigante un eventuale messaggio pubblicitario che si contraddice in termini davanti ai nostri occhi.
Il taglio è perfetto, con quel cappuccio che si intuisce ai lati, le braccia alzate a sollevare la giacca per proteggere il nostro protagonista da un brivido di freddo che non c'è, se non sottopelle per noi che guardiamo.
Ciao
Clara |
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