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Il Residuo Umano
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Il Residuo Umano
di manuels
Ven 20 Mar, 2026 11:09 am
Viste: 101
Autore Messaggio
manuels
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Iscritto: 06 Dic 2006
Messaggi: 683
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MessaggioInviato: Ven 20 Mar, 2026 11:10 am    Oggetto: Il Residuo Umano Rispondi con citazione

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Giobat
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MessaggioInviato: Ven 20 Mar, 2026 11:29 am    Oggetto: Rispondi con citazione

48 foto, che appaiono non lasciate al caso ed in alcuni casi notevoli (tante foto...difficile per me mantenere l'attenzione su così tante foto su un pc)
Mi piacerebbe saperne di più di questo progetto...credo che ci sia altro dietro alle foto.

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Gianni
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manuels
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Iscritto: 06 Dic 2006
Messaggi: 683
Località: Chelmsford, Essex (UK)

MessaggioInviato: Ven 20 Mar, 2026 2:37 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Giobat ha scritto:

Mi piacerebbe saperne di più di questo progetto...credo che ci sia altro dietro alle foto.


Volentieri:

Le fotografie vernacolari fungono da principali strumenti di archiviazione per l'identità e la memoria collettiva. Col tempo, tuttavia, i loro metadati – nomi, genealogie, contesti sociali – subiscono un processo irreversibile di decadimento.

Questo progetto sottopone 48 ritratti di famiglia d'epoca a un rigoroso protocollo di estrazione algoritmica. La rimozione sistematica dei soggetti non simboleggia la morte fisica o l'oblio romantico, ma quantifica l'esatta perdita di dati necessari alla loro ricostruzione. Ciò che rimane sulla superficie fotografica non è memoria, ma una traccia incompleta: uno scavo all'interno del documento.

Sottoposto a un processo di riempimento generativo (IA), il sistema tenta di ricucire la superficie basandosi su matrici puramente spaziali. I risultati ottenuti – instabili, approssimativi e divergenti – non rappresentano un errore del software, bensì la prova matematica e forense che le informazioni originali sono irrecuperabili in modo permanente. L'album di famiglia viene così disarmato e trasformato in un inventario clinico di residui umani, dove l'anomalia sintetica diventa l'unica verità visibile.

Ciao

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Giobat
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Iscritto: 16 Ott 2019
Messaggi: 2279
Località: Monza

MessaggioInviato: Ven 20 Mar, 2026 8:48 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Interessante, tutto l'argomento merita a mio avviso un approfondimento.
Mi riguarderò, con calma e con più attenzione, tutte le fotografie.

Questo progetto, finirà su carta?

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Gianni
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gfalco
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MessaggioInviato: Sab 21 Mar, 2026 8:30 am    Oggetto: Rispondi con citazione

E' un argomento molto molto interessante, la fotografia vernacolare è di fatto la forma di fotografia quantitativamente più praticata... non richiede conoscenze tecniche né artistiche, ha il solo scopo di preservare memoria.
Solo soffermandosi a pensare ci si rende conto che la durata di questa memoria è effimera e anche tra le proprie foto di famiglia basta andare indietro di 2 generazioni (a volta anche solo 1) per trovare volti e luoghi anonimi ormai persi nell'oblio del tempo.
Questo tuo lavoro, al di là del tecnicismo utilizzato, esprime in modo eloquente questo pensiero.
Fa riflettere anche il fatto che le immagini scattate negli ultimi vent'anni e in particolare dall'avvento di smartphone e social difficilmente tra un secolo potranno subire un processo analogo... vengono e verranno dimenticate molto prima.
Complimenti!
Ciao

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manuels
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MessaggioInviato: Sab 21 Mar, 2026 4:35 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Giobat, gfalco, grazie per i commenti.

gfalco ha scritto:

Questo tuo lavoro, al di là del tecnicismo utilizzato, esprime in modo eloquente questo pensiero.


È interessante che la lettura vada subito sulla memoria e sull’oblio, anche perché era questo il mio punto di partenza.
Poi però, lavorando sulle immagini, il focus si è spostato: ho iniziato a usare l’AI non tanto come strumento di ritocco, ma come sistema da mettere alla prova.
Tolti i soggetti, il modello deve ricostruire partendo da informazioni insufficienti. Ed è lì che succede qualcosa di interessante: l' AI non restituisce una soluzione coerente, ma ogni volta una versione diversa, instabile.
Per questo ho iniziato a leggerlo meno come un lavoro sulla memoria e più come un lavoro sui limiti della ricostruzione quando i dati non bastano.

Ciao

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Antonio Mercadante
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MessaggioInviato: Lun 23 Mar, 2026 8:13 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Interessante studio, affascinant riflessioni. Soffermandomi sulla presenazione in questo spazio trovo che il numero penalizzi il risultato. Avrei scelto 12, max 16 foto per esprimere l'idea, così rischia di essere diluita. Vedrei bene invece il tema così sviluppato su di un bel volume. Un caro saluto Ciao
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Antonio Mercadante
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manuels
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MessaggioInviato: Lun 23 Mar, 2026 8:41 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Ciao Antonio,

Capisco l’osservazione.

In questo caso però il numero è parte del lavoro: più immagini si vedono, più diventa evidente che il sistema non riesce mai a ricostruire in modo coerente.
Con poche immagini potrebbe sembrare un caso o un errore isolato. Ripetendolo molte volte, il fallimento diventa sistematico.
Ma capisco che così richieda più tempo di visione.

Ciao

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gfalco
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MessaggioInviato: Lun 23 Mar, 2026 9:02 am    Oggetto: Rispondi con citazione

manuels ha scritto:

Per questo ho iniziato a leggerlo meno come un lavoro sulla memoria e più come un lavoro sui limiti della ricostruzione quando i dati non bastano.
Ciao


Il corollario di questo bell'esperimento, a mio avviso, è che per quanto si possa essere preoccupati o anche impauriti dai veloci progressi della AI, essa rimane sempre un algoritmo che può funzionare in modo efficiente solo se ha un modello o una base di dati per poterlo fare, almeno allo stadio tecnologico attuale.

Ciao

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manuels
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MessaggioInviato: Lun 23 Mar, 2026 9:25 am    Oggetto: Rispondi con citazione

gfalco ha scritto:
Il corollario di questo bell'esperimento, a mio avviso, è che per quanto si possa essere preoccupati o anche impauriti dai veloci progressi della AI, essa rimane sempre un algoritmo che può funzionare in modo efficiente solo se ha un modello o una base di dati per poterlo fare, almeno allo stadio tecnologico attuale.


Sì, sono d’accordo.

Infatti quello che mi interessava era proprio mettere il sistema in una condizione in cui la base di dati non è più sufficiente per ricostruire in modo attendibile.
In questo senso non lo vedo tanto come un limite “tecnologico”, ma come una condizione: quando le informazioni non ci sono più, anche uno strumento molto avanzato può solo produrre approssimazioni.

Ciao

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