| Danza di Luce |
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| Danza di Luce |
| di gmassimo |
| Sab 10 Gen, 2026 7:33 pm |
| Viste: 41 |
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| Autore |
Messaggio |
gmassimo utente attivo

Iscritto: 06 Ago 2006 Messaggi: 9749 Località: Prov Salerno
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gmassimo utente attivo

Iscritto: 06 Ago 2006 Messaggi: 9749 Località: Prov Salerno
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Inviato: Sab 10 Gen, 2026 7:52 pm Oggetto: |
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La magia delle sere di giugno nella Valle del Sele ✨✨✨
Colliano, 4/6/2025
DANZA DI LUCE - la foto pensata
Questa foto la voglio raccontare. Non è frutto del caso, né di un colpo di fortuna. È il risultato di un’idea precisa, coltivata con pazienza. Immaginavo esattamente questo scatto e ho lavorato a lungo per ottenerlo. Ma per capire fino in fondo ciò che racchiude, occorre fare qualche premessa.
Sono anni ormai che osservo, studio, fotografo questi affascinanti coleotteri. Le lucciole non sono solo una meraviglia visiva: sono indicatori biologici, segnali viventi della salute di un ecosistema. Quando le incontri, sai di trovarti in un luogo ancora integro, ancora “giusto”. Le seguo principalmente nella Valle del Sele e del Tanagro, dove ogni anno, puntuali come un rito antico, tornano a danzare nella notte.
Nel tempo ho notato un comportamento ricorrente, una regolarità che può essere rappresentata attraverso due curve gaussiane: una temporale e una spaziale.
La prima, la curva temporale, descrive il loro ciclo stagionale. Da queste parti iniziano a lampeggiare intorno alla fine di aprile e smettono verso il 20 giugno. Se si rappresenta questo periodo su un grafico, si ottiene una curva a campana: poche presenze all’inizio, un picco tra il 25 e il 30 maggio, e poi un lento calare. Naturalmente, le variazioni climatiche incidono: se la primavera è fredda o piovosa, tutto si sposta avanti. L’anno scorso, ad esempio, il picco è slittato di dieci giorni, e ancora intorno al 15-20 giugno i campi brillavano di luci.
La seconda è la curva spaziale: la distribuzione delle lucciole in altezza. Dalle osservazioni sul campo e da innumerevoli foto studiate con attenzione, ho rilevato che la maggior parte dei lampeggi avviene a circa 50-60 cm dal suolo. Anche qui si tratta di una media: alcune si librano più in alto, persino a 5 o 6 metri, mentre altre restano radenti al terreno. Ma il grosso del fenomeno avviene in quella fascia intermedia, come se seguissero un sentiero invisibile sospeso a mezz’aria.
Un altro elemento fondamentale è l’habitat. Le lucciole prediligono ambienti bui e umidi, non secchi. Questo perché si nutrono di lumache, le quali a loro volta si trovano in luoghi umidi, tra l’erba alta, vicino ai fossi, sotto la chioma degli alberi. Non è un caso, quindi, se la maggiore concentrazione di lampeggi avviene sotto gli alberi, dove l’umidità si conserva e la luce artificiale arriva attenuata o non arriva affatto.
Ecco perché, per realizzare questa foto, ho posizionato la macchina fotografica su cavalletto a circa 60 cm da terra, proprio dove iniziava la chioma di un grande albero. Sapevo che a quell’altezza avrei intercettato la fascia più attiva di lampeggi, quella in cui la danza luminosa raggiunge la sua massima intensità. Non volevo osservarle dal basso, né dall’alto: volevo essere nel mezzo, dentro quel battito di luci.
Sotto la chioma, la luce artificiale non arriva, l’umidità è costante, l’ambiente è protetto: le condizioni perfette. Lì, in quel punto preciso, la fotocamera era immersa nel cuore del fenomeno, circondata dai voli intermittenti. Non era una semplice foto, era una scelta di immersione: volevo che il lampeggiare si distribuisse in tutto il fotogramma, senza un primo piano, senza uno sfondo, ma come se ogni direzione fosse ugualmente abitata da piccole comete.
È solo conoscendo il comportamento delle lucciole, anno dopo anno, sera dopo sera, che puoi arrivare a immaginare uno scatto del genere. Non si tratta solo di tecnica fotografica, ma di sintonizzazione con un ritmo naturale. Quando finalmente l’otturatore si apre e la notte si scrive da sé sul sensore, tu hai già fatto il lavoro più importante: quello dell’attesa consapevole.
https://amzn.eu/d/3em2GmC _________________ http://gugliucciello.blogspot.it
Pubblicazione sul National Geographic | http://www.nationalgeographicstock.com/ngsimages/explore/explorecomp.jsf?xsys=SF&id=1276148
Nikon D7200 - 18/140 - 70/300 - nikkor 55 micro nikkor
Nikon Z6 III - Nikon 24/120 - Nikon 180-600 - Sigma 105 macro |
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vLuca utente attivo

Iscritto: 17 Gen 2009 Messaggi: 11989
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Inviato: Sab 10 Gen, 2026 8:10 pm Oggetto: |
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Grazie per la spiegazione Massimo.
Davvero una bella immagine. _________________ Luca
Nokia 5800. Nikon Coolpix L4. Sony RX100. Canon EOS 450D, 10-22 f/3.5-4.5 IS, 18-55 f/3.5-5.6 IS, 50 f/1.8, 55-250 f/4-5.6 IS. |
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gmassimo utente attivo

Iscritto: 06 Ago 2006 Messaggi: 9749 Località: Prov Salerno
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Matteonibo utente attivo

Iscritto: 24 Set 2010 Messaggi: 1590 Località: Como
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Inviato: Dom 11 Gen, 2026 8:45 am Oggetto: |
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Grazie per aver condiviso, questo viaggio con le lucciole, è bello leggere la tua passione e capire quanta energia hai dovuto spendere per arrivare ad un risultato simile .
La foto colpisce e insieme ad un altra qui sul forum (Goddess of the moon ) accendono quei due neuroni che mi ricordano una delle foto più belle di sempre ( ovviamente per me) la foto al satellite di Jonas Bendiksen. Ma quella è un’altra storia.
La foto descrive molto bene quello che hai scritto sulla natura delle lucciole e riesce ad essere sia spettacolare che documentale. Forse da utente divoratore di fotografie avrei apprezzato uno sfondo meno cupo e un punto anche sfuocato dove posare l’occhio. Questo toglierebbe un po’ di biologia ma lancerebbe questo scatto ancora più in alto. In ultimo la firma, troppo grande e presente.
Perdonami per questo lungo commento, non vuole essere un pretesa di vedere con i tuoi occhi , ma un modo per descrivere quello che mi ha fatto provare questa fotografia, parlare di fotografie che spiccano ed emergono rispetto alle altre è per me un piacere e un motivo per tornare a scrivere su photo4you.
Complimenti _________________ Isotti Matteo |
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